Rubrica Lettere alla Redazione

Lettera aperta di un cittadino di Monterone al sindaco di Sestino

Le mie riflessioni...

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Gent.mo Signor Sindaco, caro Franco,

chiedo venia se mi rivolgo a te, seppur nella tua veste istituzionale, con toni alquanto confidenziali, questo però evita, credo, inutili ipocrisie.

L’attenzione che vorrei suscitare è quella di quanto sta accadendo nel paese di Monterone. Della sgradevole, passami il termine, situazione venutasi a creare. Andiamo per ordine. Prima di esporre la mia, la nostra visione delle cose, nostra perché la presente viene condivisa e sottoscritta dalle persone indicate in calce, vorrei farti partecipe di un quesito che mi pongo e che indirizzo a tutti, te compreso e all’intera Giunta, riassumendolo così:

Quale futuro vuoi, volete, vogliamo, riservare a Monterone?

Vista la sua storia, il suo fascino, la sua importanza, quale sarà il suo destino?

A proposito apro e chiudo un inciso. E’ motivo di forte orgoglio vedere negli occhi, nell’espressioni dei nuovi venuti, di chi si affaccia per la prima volta alla visita del paese, coglierne lo stupore e l’ammirazione.

Continuando col ragionamento, mi pongo e ti pongo tale quesito perché è ormai ovvio a tutti, tranne a coloro che dovrebbero capirlo per primi, che il paese è totalmente paralizzato, non gestito, carente di ogni iniziativa degna di questo termine. Portato lontano dalla propria tradizione di paese operoso, di paese che è riuscito, negli anni, seppur piccolo, minuscolo, con poche persone, senza quasi risorse, a creare realtà importanti, all’avanguardia, ammirato e apprezzato, anche dai paesi limitrofi.

La riflessione ci porta inevitabilmente all’Associazione Monterone. Costituita essa nel 1992 dall’unione del Comitato Organizzatore della Bruschettata e il Circolo Giovanile Monterone. Il vecchio e il nuovo che si uniscono. Questa forse ma non solo, la forza trainante affinché si sono potute realizzare tante iniziative, culturali, conviviali, di carattere urbanistico, sociale. Fra le tante mi vengono alla mente la Cantina dell’Olio, il restauro della ex Cappella Bendici, il ripristino dell’antico forno lungo il “Vicinato”, senza contare i 49 anni riguardanti la realizzazione della nostra principale festa, la “Bruschettata”.

Ricordando il passato, non voglio per forza fare dei parallelismi col presente. Debbo però evidenziare il differente approccio che aveva chi allora amministrava l’Associazione in occasione di decisioni più o meno importanti. Le idee, i progetti, le spese, venivano comunque condivisi con la popolazione, gli associati, lasciando da parte il protagonismo personale, troppo abbondante ora.

Questo è quello che era, quello che è stato e che oggi non è più.

A malincuore, debbo allontanarmi da tutto ciò e denunciare con forza il totale abbandono degli ideali che hanno portato il paese di Monterone a divenire quello che è.

Volutamente ho tirato in ballo l’Associazione Monterone in quanto è stata, da sempre, il fulcro del paese. Uso il tempo al passato “è stata”. Oggi non lo è più. Oggi si può solo evidenziare il grande vuoto. Vuoto che accresce e getta il paese in uno stato di “non iniziativa”, di “stasi”. L’attuale Consiglio Direttivo, a mio avviso, non è in grado di gestire tale situazione, tali spaccature createsi principalmente per un atteggiamento di apparente sicurezza ed efficienza, che assolutamente non c’è.

Sono mesi che il centro di aggregazione denominato “La Vecchia Segheria” non viene più adoperato o tenuto aperto o, ancora, a disposizione della popolazione. Negli ultimi anni poi è stato utilizzato faziosamente, per scopi i quali non riconducibili all’interesse comune, bensì solo di alcuni. Da centro di aggregazione, quale dovrebbe essere e per il quale esso è stato realizzato, senza timore di smentita alcuna, dico, tramutato in “centro di disgregazione”.

Il Consiglio Direttivo, per farti un esempio concreto, nelle ultime festività natalizie, sai quante manifestazioni, quanti incontri, è stato in grado di organizzare? Zero! Nulla! Neanche una tombola. Nel periodo carnevalizio invece. Zero! Vuol dire che confideremo nel periodo estivo. Siamo ormai alle porte della primavera ma nulla, silenzio totale.

E’ veramente avvilente. Personalmente e credo di coinvolgere in questo anche gli altri sottoscrittori di questa mia, non ci sentiamo più rappresentati dall’attuale Consiglio Direttivo in carica. Men che meno dal suo Presidente. Totalmente incapace di carpire le vere esigenze del luogo, di programmare attività adatte ad esso. Forse, azzardo, mal consigliata. Tu m’insegni, caro Franco, che chi si pone legittimamente a capo di una qualsivoglia comunità deve e sottolineo deve, operare per il bene di tutti, non solo ed esclusivamente per coloro che lo hanno sostenuto.

Da parte dell’Amministrazione Comunale, affidare qualsivoglia struttura, bene o quant’altro, a questa “situazione”, a mio avviso, sarebbe uno sbaglio. Grosso sbaglio per le ragioni appena esposte.

Mi auguro che il buon senso, che ancora non si vede, nemmeno all’orizzonte, porti alle dimissioni dei membri di questo Consiglio Direttivo.

Confido invece nella tua lungimiranza e in quella dell’Amministrazione Comunale.

Da lì, ne sono convinto, la ripresa, con obbiettivi già prefissati, progetti in cantiere, iniziative già ideate, manifestazioni solo da mettere a punto, sempre nell’ottica dell’articolo 3 del nostro statuto che recita quanto segue e che i membri dell’attuale Consiglio Direttivo hanno puntualmente e completamente disatteso.

“L'associazione ha lo scopo di salvaguardare, difendere, recuperare e custodire il centro storico di Monterone e dintorni, nonché contribuire alla sua valorizzazione e sviluppo; di promuovere in seno alla propria comunità manifestazioni culturali, sportive, ricreative, religiose, anche mediante l'organizzazione e gestione di idonee strutture, utili al raggiungimento degli scopi associativi.

L’Associazione non ha fini di lucro”.

Se tali dimissioni non avranno seguito, stiamo pensando e concretamente valutando alla nascita di un nuovo ente, una nuova associazione la quale condivida gli obbiettivi per la quale è nata l’Associazione Monterone. Anzi che li elevi e li amplifichi per il bene del nostro amato paese.

Tutto ciò esposto ha portato me e gli altri sottoscrittori della presente e, bada bene, riteniamo di essere la maggioranza numerica degli effettivi abitanti del borgo, residenti, non turisti, non frequentatori, non villeggianti, a riflettere molto su tale situazione. Questo perché noi tutti abbiamo a cuore il nostro paese. Ci teniamo che esso possa, assieme alle nuove, seppur esili, generazioni, portare avanti quello spirito di sano orgoglio, saggezza, lungimiranza occorse e occorrenti alla vita stessa del paese. Egli ci insegna e noi dobbiamo apprendere dalla sua storia, dalle sue tradizioni, attingere dalle nostre radici, delle quali, a differenza di altri, ne andiamo fieri.

In questi ambiti non si coltiva l’orticello personale come fanno ora. Si coltiva il campo grande, dove dentro siamo tutti, chi vuole, guardando alla semina dell’anno successivo. Questo dovrebbe essere il giusto spirito che anima l’associazionismo. Questo è lo spirito che si è perso qui. Guardare non al proprio ma al bene comune e in questo caso il “bene comune” è il nostro paese.

Certo che valuterai, assieme alla Giunta Comunale, con attenzione questo scritto, cordialmente saluto.

 Alfredo Baldisserri 

Redazione
© Riproduzione riservata
21/03/2023 20:51:47


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