Rubrica Lettere alla Redazione
La storia di Fabio Civicchioni: denuncia di negligenza del CSM di Magione

"Racconto tutto questo perché la dignità di mio fratello Fabio merita giustizia"
Spettabile Redazione,
mi chiamo Fabiola Civicchioni e vi scrivo per denunciare pubblicamente il fallimento del sistema sanitario che avrebbe dovuto assistere mio fratello, Fabio, morto a 39 anni.
Vi scrivo perché la sua non è stata solo una tragedia personale, ma la conseguenza di una serie di mancanze documentate che non possono restare sotto silenzio. Negli ultimi 25 giorni della sua vita, dopo un drastico cambio della terapia farmacologica, mio fratello è stato lasciato in uno stato di totale solitudine assistenziale.
Questi sono i fatti che ho vissuto come testimone:
- Assenza di supporto medico: In momenti di estrema criticità, abbiamo trovato un muro. In un'occasione specifica, lo psichiatra che aveva in cura mio fratello ha abbandonato la struttura mezz'ora prima dell'appuntamento fissato, lasciando Fabio senza assistenza.
- Gestione inadeguata delle emergenze: Durante un giorno festivo, nel picco di una crisi, il CSM non ha inviato il medico di riferimento, ma personale non medico e figure in stage formativo, totalmente inadeguate a gestire la gravità della situazione.
- Mancanza di ascolto: Ogni nostra richiesta di aiuto è stata ignorata o minimizzata da chi avrebbe dovuto avere la competenza e il dovere di intervenire.
Nonostante il procedimento giudiziario sia stato archiviato, l'archiviazione non cancella la realtà dei fatti: un paziente fragile è stato abbandonato dal servizio pubblico nel momento del bisogno.
Racconto tutto questo perché la dignità di mio fratello Fabio merita giustizia e perché quanto accaduto al CSM di Magione non deve ripetersi. Chiedo che questa storia venga letta e diffusa, affinché non cali il sipario su una morte che si poteva e si doveva evitare attraverso una corretta assistenza medica.
In fede,
Fabiola Civicchioni

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