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Criptovalute, i segreti per evitare truffe e abusi

Non sono un investimento per tutti

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Le criptovalute sono da tempo un asset di investimento molto discusso. El Dorado capace di portare ricchezza facile per molti loro entusiasti sostenitori. Rischio e bolla continuamente pronta a esplodere, invece, per i critici più arcigni. La verità, come al solito, sta nel mezzo. Le criptovalute sono entrate nel dibattito pubblico di recente per il proliferare di asset basati sulla tecnologia blockchain, ma in realtà esistono da quasi quindici anni e si stanno strutturando in un modo molto chiaro. E cioè come un prodotto d'investimento complesso, altamente volatile e soggetto a rischi e fluttuazioni che solo la mano ferma di un attento investitore può governare. E in cui si stanno strutturando reti di intermediari e piattaforme di scambio la cui affidabilità e solvibilità va chiarita prima di dedicarsi a un investimento.

Cosa non sono le criptovalute

Atto iniziale di ogni processo di investimento è lo studio dell'asset di riferimento. E le criptovalute, per quanto presentate come "valute digitali", dal nome possono apparire fuorvianti. Esse non sono infatti "monete", perché prive della triplice e contemporanea presenza di ciò che rende una moneta capace di diventare un sistema di pagamento accettato. Le criptovalute non sono riserve di valore perché non permettono la patrimonializzazione del risparmio. Non sono unità di conto se non nelle limitate eccezioni di negozi online in cui vengono accettate come mezzo di pagamento. Non sono equivalente generale perché la loro convertibilità con le valute reali è soggetta a fluttuazioni.

Cosa sono le criptovalute

Cosa sono dunque? Di fatto sono assimilabili a titoli obbligazionari ad alto rischio e volatilità. La grande novità di questi asset sta nel fatto che molto spesso essi sono prodotti con l'attività delle comunità che gestiscono la tecnologia blockchain, "minatori" dei cripto-asset che vengono generati in base a un meccanismo di domanda e offerta che non ha come sottostante un sistema finanziario, un'impresa o un ente statale. Questo ovviamente impone a chi partecipa alla roulette delle criptovalute di conoscere bene le regole del gioco di questi investimenti e i rischi ad essi associati. L'attenzione a tale processo è stata nel messaggio ai mercati del 2022 posta dal presidente della Consob Paolo Savona. Savona del resto ha fatto notare che “la funzione redistributrice, propria della democrazia, e quella produttiva-commutativa, propria del mercato, risultano alterate dalla creazione di potere di acquisto digitalizzato, ancor più se collocato in una contabilità perfettamente decentrata”.

Le piattaforme di trading delle criptovalute

Le criptovalute sono scambiate su piattaforme di trading che si muovono parallelamente ai tradizionali circuiti finanziari e sono a tutti gli effetti qualcosa di diverso banco tradizionale della finanza. Questo garantisce in prospettiva possibili ritorni elevati, ma anche potenziali rischi di capitale per chi si addentra al sistema. Bassilo ricorda due grandi differenze nel trading di criptovalute. Chi si approccia può scegliere se "operare con le criptovalute possedendole veramente quindi attraverso gli exchange di criptovalute, oppure fare trading sul valore delle criptovalute attraverso le piattaforme di trading online o addirittura attraverso le migliori banche di trading", ultimamente lanciatesi in questo gioco complesso.

Parliamo di strategie differenziate da prospettive di rischio, costi e opportunità. Nel primo caso, si entra nella blockchain che crea e distribuisce le criptovalute. Questo è il caso di piattaforme come Binance o i campi di creazione di criptovalute quali Terra che hanno fatto discutere nel 2022. Si è vincolati a partecipare al "gioco" decentralizzato, puntando i propri capitali sulla speranza che la criptovaluta aumenti di valore e, al momento giusto, si possa passare di mano realizzando un guadagno da capitale. Il rischio qui sta nella garanzia della piattaforma emittente, che in passato ha visto diversi attori venire travolti da scandali e frodi.

Nel secondo caso si entra in un gioco finanziario più simile a quello dello scambio di derivati attraverso la compravendita dei Cfd, i Contract-for-Difference che misurano le scommesse sulla crescita o diminuzione del prezzo. Si è svincolati dal possesso materiale delle criptovalute, ma si è anche esposti a un effetto-leva notevole con rischi di perdite amplificate. Il vantaggio relativo è la possibilità di una tracciabilità dei capitali e dei processi, dato che molti centri di scambio dei Cfd e degli altri asset legati alle cripto sono legati a istituzioni affidabili del trading, come ad esempio eToro.

Evitare le truffe e gli errori

Nel 2022 le truffe digitali da criptovalute sono aumentate del 189% rispetto al 2021 in Italia. Riconoscere i rischi in partenza è fondamentale. Il Sole 24 Ore ricorda che "l’assenza di autorità di vigilanza (che i sostenitori delle criptovalute evidenziano come fattore positivo…) espone chi si avventura nelle monete virtuali a perdite irricuperabili. Il fatto è che molti risparmiatori in buona fede non si rendono conto che le società dalle quali acquistano le criptovalute e presso le quali le lasciano in deposito non sono banche, non sono soggette a controlli e soprattutto non beneficiano dell’assistenza del Fondo interbancario di garanzia", anche qualora le perdite fossero legate a attacchi hacker e furti di dati.

Tre consigli pratici

Il consiglio per chi vuole investire in criptovalute è dunque legato a un triplice senso di protezione: economica, legale, informatica. Economica: consigliamo di non puntare innanzitutto le proprie finanze interamente sul mondo cripto e di dividere gli investimenti tra componente di possesso diretta e componente di trading sul prezzo. E soprattutto di affidarsi, ove possibile, a operatori e piattaforme che non sono dediti esclusivamente al trading di cripto-asset, dove possono annidarsi potenziali truffatori.

Legale: è corretto mitigare il rischio comprando quote di fondi che, seppur con una maggiore postura speculativa rispetto a quelli ordinari, raccolgono capitali collettivamente. Un Exchange Trading Fund (Etf), anche ad alta volatilità, deve rispettare regole di trasparenza e sicurezza notevoli e rispondere di abusi o errori verso i suoi investitori. Un'intermediazione di questo tipo ridurrà profitti e proventi, ma garantirà la difesa del capitale e gli abusi di piattaforme fraudolente.

Informatica: il mondo delle criptovalute poggia su un Far West di pirati del web, criminali, informatici, cacciatori di dati sensibili. Ci sono precisi accorgimenti tecnici da seguire per i device da utilizzare e per la loro trasparenza in caso di investimento cripto. Conviene sempre separare Pc e telefoni utilizzati per il mining o il trading di criptovalute da quelli usati per le ordinarie attività di lavoro e studio. Questo si proietta anche sulla scelta delle piattaforme: conviene evitare ogni portale che non adotti l'autenticazione a due fattori per la custodia dei dati personali degli utenti e non permetta di isolare i portafogli di criptovalute di ogni utente.

Le criptovalute non sono per tutti

Insomma, urge sfatare un mito e fare buona informazione. Le criptovalute non sono necessariamente una minaccia esistenziale alla finanza mondiale. Ma non sono per tutti. Mai credere a chi promette ricchezza facile e emancipazione finanziaria con ogni tipo di criptovaluta. Alcuni tipi di moneta virtuale, da Bitcoin a Cardano, si sono stabilizzate per una diffusione verso il più grande pubblico. Ma parliamo di un tipo di investimento sconsigliato ai principianti e in cui, per evitare truffe e perdite di capitale, urge evitare il "fai da te". Per difendere patrimonio e dati sensibili da potenziali minacce e truffe.

Notizia e foto tratte da Il Giornale
© Riproduzione riservata
16/04/2023 06:11:08


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