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"Modifica del regolamento di accesso ai servizi socio sanitari per non autosufficienti"

La richiesta avanzata da Azione alla Conferenza dei Sindaci del Valdarno

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Nel  nostro territorio sono tantissimi gli anziani non autosufficienti che vivono a carico delle famiglie . Capita a molte persone di essere destinatarie di un progetto di assistenza personalizzato e di essere soggette ad una valutazione da parte dell’unità di valutazione multidimensionale ma a molte meno di essere inserite presso una residenza sanitaria assistita accreditata e convenzionata . Nel territorio del Valdarno le RSA per il modulo cognitivo, che prevede per l’anziano malato la presenza di una infermiera, risultano essere soltanto due: Fabbri Bicoli con sede in Bucine e la RSA di Terranuova Bracciolini. Azione osserva come ci siano tantissime famiglie in attesa di far inserire un anziano malato in tali strutture e che alle famiglie, che per indisponibilità di posti in zona, scelgono di collocare i loro anziani malati in strutture fuori territorio non sia riconosciuto il contributo sanitario per procedure burocratiche che non sostengono in alcun modo i servizi alla persona anziana.

Sono troppo pochi posti nelle RSA valdarnesi per gli anziani malati e i contributi alle famiglie sono bloccati.

Purtroppo l’assenza di fondi da destinare agli anziani e dalle loro famiglie è un problema cronico che dovrebbe essere completamente rivisto in un ambito di seria ridistribuzione delle risorse e gestione della spesa sanitaria.

A questo si aggiunge un regolamento zonale che Azione chiede di modificare, qual è quello del Valdarno,  che impedisce di ricevere il contributo sanitario allorquando l’anziano in lista d’attesa per le strutture di zona trovi posto in una struttura fuori zona.

Azione chiede alla Conferenza dei Sindaci che il regolamento zonale sia rivisto quanto prima perché sia garantita tutti i cittadini della provincia che hanno tutti ugual diritto alla tutela della salute. Questo obiettivo può essere raggiunto solo con un pari trattamento e una pari garanzia di accesso alle strutture sanitarie senza differenza tra moduli base e moduli cognitivi che creano solamente farraginosità burocratiche che vanno contrastate e non incentivate né tollerate.

 

Lucia Cherici

Segretaria Provinciale di Azione Arezzo

Redazione
© Riproduzione riservata
13/10/2024 09:13:01


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