“Bus acquistati e mai utilizzati”, la Filt Cgil Umbria presenta esposto per danno erariale

Il segretario generale Ciro Zeno si è rivolto alla Procura regionale della Corte dei Conti
La Filt Cgil dell’Umbria, per mano del suo segretario generale Ciro Zeno e del suo legale, l’avvocata Valeria Passeri, ha depositato il 26 marzo 2025 un esposto alla Procura regionale della Corte dei Conti per “verificare un eventuale danno erariale ai danni delle casse pubbliche, quando in carica vi erano l’ex assessore regionale ai trasporti Enrico Melasecche e la ex presidente della Regione Umbria Donatella Tesei, in virtù dell’acquisto nel 2022 di diciannove bus elettrici da parte di Umbria Mobilità, per un valore di 10 milioni di euro, e che sono ancora oggi in giacenza, senza essere utilizzati, nel deposito di Maratta di Terni. Ci risulta, anzi, che dovranno rimanere fermi fino a metà 2026”. “Una circostanza – prosegue il segretario generale Zeno – che ha avuto anche un interesse nazionale nella trasmissione televisiva ‘Fuori dal coro’ che ha riposto molta attenzione su questo delicato episodio di presunto danno erariale che, dopo il buco nella sanità, sarebbe, con un danno ai trasporti, la ciliegina sulla torta”. Secondo la Filt Cgil dell’Umbria “questo ha prodotto un danno economico alla comunità umbra”. “Speriamo, auspichiamo, siamo certi – proseguono dal sindacato – che la Corte dei Conti farà chiarezza su un eventuale sperpero di denaro pubblico da parte di questi signori che, solo per meri scopi elettorali e propagandistici – sostiene la Filt Cgil –, nel 2022 e nel 2023 annunciavano l’acquisto di questi mezzi esclusivamente elettrici, che per la loro natura si sapeva già che non sarebbero mai potuti essere utilizzati in virtù della mancanza di progettazione e realizzazione delle colonnine di ricarica di energia elettrica necessarie”. L’esposto della Filt Cgil dell’Umbria “punta a fare chiarezza e a capire – concludono dal sindacato – se le istituzioni e i politici possono, in barba a qualsiasi tipo di etica, morale e principio di dignità, utilizzare i soldi pubblici senza criterio, senza ritegno e senza un minimo di progettazione in un momento in cui invece è d’obbligo parsimonia, intelligenza di spesa e soprattutto visione complessiva prima di fare acquisti senza senso”.
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