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Influenza fuori controllo: pronto soccorso pieni e ricoveri in crescita

Dopo le festività e la ripresa di scuola e lavoro, aumenta la pressione sul sistema sanitario:

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L’ondata influenzale stagionale è esplosa proprio in questo periodo post-natalizio, complice il ritorno a scuola e i pranzi di famiglia: da Nord a Sud gli ospedali faticano a reggere il picco di contagi. Molti pazienti con febbre alta, tosse e difficoltà respiratorie restano sulle barelle dei pronto soccorso in attesa di un letto. Il 118 è travolto da chiamate continue: i medici registrano infatti un vero superlavoro. Nel frattempo, il numero di influenze che evolvono in polmonite è in costante crescita, nonostante il calo delle bronchioliti grazie alle vaccinazioni pediatriche. La situazione peggiora nei reparti: in Sicilia, ad esempio, alcuni nosocomi palermitani superano il 300% di affollamento, ma anche al Nord gli accessi restano elevati. Il Servizio Sanitario è sotto pressione e ogni paziente in attesa di degenza rallenta il percorso di cura di ore.

Allarme 118: soccorsi intasati dall’influenza

Con il picco influenzale si è innescata anche una crisi nei soccorritori. Mario Balzanelli, presidente della Sis118, lancia l’allarme: “Stiamo riscontrando un aumento rilevantissimo della richiesta di interventi da parte dei cittadini”. Troppe chiamate, spiega, arrivano da casi non urgenti che potrebbero essere gestiti dal medico di base, senza intasare la colonna di emergenza.

La “crisi del filtro territoriale” mette così il sistema 118 in serio distress, sotto un estremo carico prestazionale. In pratica, se tutti contattassero il 118 solo per vere emergenze - per esempio gravi difficoltà respiratorie - il sistema reggerebbe meglio. Adesso, invece, ogni paziente fermo su una barella ritarda l’accesso di altri per minimo 19 minuti ciascuno, moltiplicando le attese di ore.

Sicilia esplode: pronto soccorso al 350% di capienza

La regione più colpita è al momento la Sicilia, dove i pronto soccorso sono letteralmente in affanno. Nelle ultime settimane l’impennata di casi influenzali ha creato vere sacche di sovraffollamento: in certi nosocomi di Palermo l’indice di affollamento supera il 350%. I pazienti, anche gravi, rimangono a lungo sulle barelle in corridoio in attesa di ricovero.

Giuseppe Bonsignore del CIMO Sicilia avverte che “la Sicilia quest’anno è stata particolarmente bersagliata dal virus influenzale”, soprattutto a causa di una scarsa copertura vaccinale, con un numero inusitato di pazienti con disturbi respiratori anche gravi. Bonsignore sottolinea che questa emergenza dovrebbe spingere a incrementare i posti letto regionali. La rete ospedaliera vecchia di anni mostra i suoi limiti: servirebbe un aggiornamento urgente per distribuire più risorse sul territorio, prima che il picco influenzale renda ancora più critica la situazione sanitaria.

Calabria in crisi: picco di accessi a metà gennaio

Situazione analoga in Calabria: sui giorni di Capodanno i pronto soccorso hanno registrato un boom di accessi. A Cosenza sono arrivati quasi 600 pazienti in 48 ore (con circa 50 ricoveri), a Reggio Calabria oltre 400 nello stesso periodo, e a Catanzaro si segnalano afflussi massicci negli ultimi giorni. I casi gravi hanno riguardato in prevalenza anziani con complicanze respiratorie, polmoniti e insufficienze respiratorie, alcuni finiti in terapia intensiva. Il virus dominante è l’influenza di tipo A/H1N1, con un’onda crescente di ceppi H3N2. I responsabili dei pronto soccorso regionali prevedono che il picco dei contagi arriverà verso metà gennaio, legato alla riapertura delle scuole e ai contatti sociali delle feste. Nel frattempo il personale sanitario punta sulle misure di prevenzione e invita a vaccinarsi: chi manifesta sintomi moderati deve restare a casa con il medico, andando in ospedale solo se le condizioni peggiorano gravemente.

Napoli e Campania colpite: ricoveri e polmoniti in aumento

Anche in Campania l’influenza ha messo a dura prova gli ospedali partenopei. Al Cardarelli di Napoli si registra un aumento del 25% dei pazienti ricoverati per sindromi respiratorie gravi. La media di accessi è salita a 210 al giorno, con circa il 30% dei pazienti affetti da polmoniti virali. All’Ospedale del Mare, tra fine 2025 e inizio 2026, i ricoveri per influenza di tipo A e per polmoniti gravi sono aumentati rispetto allo scorso anno. Solo dal 29 dicembre all’1 gennaio sono stati 25 i pazienti ricoverati con supporto respiratorio, e molti altri hanno sofferto di dispnea acuta.

Anche i reparti pediatrici sono sotto pressione: all’Ospedale Santobono di Napoli, durante le feste si è raggiunta una media di 350 accessi al giorno, di cui il 70–80% con sintomi influenzali. Nell’8% di questi bambini l’influenza si è complicata in polmonite. Come spiega il primario Vincenzo Tipo, “tanti lattanti con febbre alta” pagano un caro prezzo alle riunioni familiari natalizie: i bambini più piccoli, non vaccinati, entrano in contatto con i nonni e gli altri cari, favorendo la rapida diffusione del virus. Il messaggio in Campania è di affrontare con cautela la fase successiva alle festività: con la riapertura delle scuole si rischia una nuova impennata di casi.

Lombardia, accessi e polmoniti record negli ospedali

Anche al Nord i segnali non sono migliori. Secondo i dati regionali, nell’ultima settimana del 2025 i pronto soccorso lombardi hanno registrato 6018 accessi di persone con sindromi simil-influenzali, su un totale di oltre 73.600 accessi. È un dato in crescita rispetto ai 5336 ingressi della settimana precedente e non molto distante dal picco (6104) di dicembre. I più colpiti sono i bambini da 0 a 9 anni e gli anziani over 70. In quel periodo i ricoveri sono stati 591, stabilmente in linea con la settimana precedente.

Cresce in modo significativo anche l’epidemia di polmoniti: fra il 22 e il 28 dicembre i casi giunti in PS sono stati 2244 (erano 2082 la settimana prima) con 643 ricoveri ospedalieri. In altri termini, non solo aumenta il numero di malati con febbre e tosse in pronta accoglienza, ma un gran numero di loro sviluppa complicanze respiratorie serie. I medici locali invitano alla massima cautela, soprattutto per anziani e fragili, e sottolineano ancora l’importanza di vaccinarsi.

Redazione
© Riproduzione riservata
09/01/2026 20:45:40


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