Francesco Macrì: presto il centrodestra comunicherà il nome del candidato sindaco ad Arezzo

"Non basta scegliere un nome: serve una visione della città che abbiamo davanti"
Non c'é niente di certo ma sembra sempre più vicino l'accordo tra il centrodestra e Marcello Comanducci per la candidatura a sindaco di Arezzo, resterebbe solamente da smussare alcuni spigoli. Su questa partita un ruolo importante lo riveste sicuramente Francesco Macrì, uomo forte di Fratelli dìItalia a carattere locale e nazionale. Recentemente ha rilasciato una lunga intervista ai colleghi del Corriere di Arezzo dove ha dichiarato: "Dopo dieci anni di governo della città si conclude un ciclo e questo produce tensioni e impone una riflessione più profonda su quale debba essere la prossima stagione di Arezzo. Non basta scegliere un nome: serve una visione della città che abbiamo davanti. Siamo dentro una transizione enorme, economica e sociale e i prossimi anni dovranno essere governati con una visione diversa e strumenti nuovi. In questo quadro si inseriva anche la candidatura civica di Beppe Angiolini, che desidero ringraziare per la disponibilità dimostrata verso la città. La sua mancata candidatura lascia certamente un rammarico. Avevamo creduto nella possibilità di costruire un centrodestra maturo e inclusivo, valorizzando la disponibilità di un imprenditore che si era messo in gioco con generosità e con alcune condizioni chiare. Arezzo necessita di una nuova stagione e di una classe dirigente capace di guardare avanti. Una classe dirigente non nasce da un semplice progetto amministrativo, ma da una visione della città almeno per il prossimo decennio, perché ci sono problemi importanti da affrontare come sanità, lavoro, sicurezza, decoro urbano. La città deve rafforzare il senso di comunità, é importante rendere Arezzo più attrattiva e capace di dialogare con i grandi cambiamenti in corso e che possono coinvolgere pesantemente una città delle nostre dimensioni. Dobbiamo anche essere capaci di parlare ai giovani e a quella parte di elettorato che oggi non vota più perché non percepisce prospettiva. Presto comunicheremo il nome del candidato sindaco e del progetto per l'Arezzo del futuro, non vogliamo riconsegnare la città al centrosinistra con una classe dirigente che appartiene al passato, spesso tenuta insieme più dal collante del potere che da una vera visione per la città. Sono espressione di una società politica chiusa".

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