Solidarietà con i compagni dei CARC perquisiti e fermati

Una guerra interna dello Stato per sostenere la guerra imperialista
Si avvicina il 25 Aprile e la dura mazza dei decreti che militarizzano e fascistizzano radicalmente lo Stato si abbatte sui movimenti che hanno instancabilmente combattuto e denunciato il sionismo genocida, i giri di vite dell’economia di guerra, le dinamiche di classe del militarismo, gli strumenti euro-atlantici della Terza guerra mondiale e le molteplici collusioni governative, amministrative e giudiziarie con il sistema guerrafondaio del riarmo europeo in corso. Per questo la Digos ha fatto irruzione questa mattina nelle abitazioni di sei militanti dei CARC, a Firenze e Napoli. Questo fatto è un segno inequivocabile di appesantimento della costante azione repressiva dello Stato capitalistico per mantenere l’ordine interno di una società sempre più destabilizzata dagli effetti sociali ed economici dell’attacco militare statunitense e israeliano all’Iran, un attacco che piomba nel quadro sanguinoso di un Medio Oriente sconvolto dalla mano assassina e genocida di Israele. Ed è proprio Israele il modello di sorveglianza militare e poliziesca che le leggi speciali italiane seguono sempre più, importando tecniche, immobilizzando relazioni sociali, riservando agli apparati repressivi l’arbitrio dell’accusa, e, infine, assecondando, o addirittura eseguendo, richieste di cattura, di arresto e di condanna provenienti dalla macchina bellica sionista. L’articolo 270 bis usato per colpire i compagni dei CARC, è stato introdotto ad hoc per combattere una guerra interna contro ogni opposizione sociale, antimperialistica e antimilitaristica, e tende, secondo la sua logica reazionaria, allo stato d’assedio. Non è senza significato, ed è una circostanza allarmante, che il colpo sferrato contro i CARC sia avvenuto a distanza di pochi giorni dall’infame sentenza che ha condannato il giovane Ahmad Salem.
Ma quest’azione poliziesca è avvenuta anche poco prima e nell’imminenza del 25 Aprile. Infatti, poiché la data simbolo dell’antifascismo, nonostante le cerimonie ufficiali che vogliono addomesticarla, spaventa ancora le classi dominanti capitalistiche e i loro apparati di Stato, si è ritenuto molto utile, in questi ambienti, cercare di intimidire i movimenti che possono portare nelle manifestazioni del 25 Aprile la Palestina, l’Iran, le guerre imperialistiche e il riarmo e soprattutto l’antisionismo come pratica antifascista. Per questo la solidarietà nei confronti dei compagni dei CARC perquisiti e fermati in questura deve essere una solidarietà nel segno dell’antifascismo.
Collettivo Millepiani Arezzo
Collettivo Bujanov
SGB (Sindacato Generale di Base)
PCUP (Partito Comunista di Unità Popolare) Resistenza Altavaltiberina

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