Tragedia di Soci: l'agonia del bambino prima di morire é durata cinque minuti

Lo ha dichiarato il medico legale professor Mario Gabbrielli nella relazione sull'autopsia
La ricostruzione della morte del piccolo Leonardo, il bambino di soli due anni e mezzo, deceduto all'asilo di Soci é agghiaccinate. La sua agonia é durata “4-5 minuti”, scrive il professor Mario Gabbrielli, il medico legale consulente della Procura di Arezzo che in questi giorni ha depositato la relazione sull'autopsia. Era il 12 novembre 2025 a Soci di Bibbiena quando il boschetto didattico dell'asilo Ambarabà in via della Rena diventò trappola mortale e ora l'inchiesta deve stabilire se accadde per malvagia fatalità o per responsabilità umana, cioè omessa vigilanza. Nessuno dei 4 educatori di turno che quella mattina seguivano i 30 “tigrotti” - il gruppo di Leo - si accorse di ciò che si stava consumando dietro foglie e arbusti. Ora l'agonia del bambino e le cause del decesso sono descritte nella relazione inserita nel fascicolo dei pm, il procuratore capo Gianfederica Dito e il sostituto Angela Masiello, che si accingono a chiudere l'inchiesta. Cinque le persone indagate (educatrici, assistente e coordinatrice) che in questa fase preliminare non vuol affatto dire - va sempre ripetuto - responsabili.
Forse qualcosa si poteva fare, ad essersi accorti subito. Ed è proprio questo il cuore dell'inchiesta. “Un più tempestivo soccorso del piccolo avrebbe permesso l'intervento di altrettanto tempestive manovre rianimatorie con maggiori chances di ripristinare il ritmo cardiaco e la respirazione”, scrive l'anatomopatologo dottor Edoardo Franchi. Invece ci fu una “prolungata permanenza appeso al ramo”. Un tipo di morte che per la letteratura medica si chiama “hanging” e corrisponde all'impiccamento accidentale. La conclusione delle indagini sembra vicina. Sarà indicato se qualcuno dei cinque adulti preposti al controllo dei piccoli, secondo il pm, ha colpa per omissioni nella vigilanza.

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