Un aretino alla direzione del teatro più antico del mondo: l'Olimpico di Vicenza

Si tratta di Michele Mori di Stivalaccio Teatro: ha rinnovato il linguaggio della commedia dell’arte
Che sia dietro una maschera di commedia dell’arte o nei panni di Girolamo Salimbeni (comico e saltimbanco della fine del 1500), Michele Mori è da anni uno dei più apprezzati attori della scena teatrale italiana. Grazie al legame artistico con la compagnia veneta Stivalaccio Teatro di cui è co-fondatore insieme a Marco Zoppello, Sara Allevi ed Anna De Franceschi, da più di un decennio raccoglie successi nei più importanti palcoscenici della penisola, aggiudicandosi, tra l’altro, il premio dell’Associazione Nazionale Critici di Teatro. Dall’aprile 2026 aggiunge alla sua carriera un importante incarico: insieme a Stivalaccio dirigerà il ciclo di spettacoli classici nel meraviglioso Teatro Olimpico di Vicenza, capolavoro assoluto di Andrea Palladio e più antico teatro coperto del mondo. Un riconoscimento prestigioso frutto di un lavoro incessante di studio e rinnovamento della Commedia dell’Arte di cui Stivalaccio è una delle compagnie più conosciute anche a livello internazionale come testimoniano le tournee in Francia, Spagna e Corea del Sud. Nell’agosto del 2026 Mori sarà protagonista assoluto di “Scaramuccia” il nuovo spettacolo di Stivalaccio Teatro in tournee in tutta Italia nella stagione 2026/2027.
MICHELE MORI
Nato ad Arezzo, Mori si è diplomato presso la scuola di recitazione Laboratorio 9 di Firenze (la Limonaia). Si specializza nella commedia dell’arte e nel teatro popolare con i maestri: Marcel Marceau, Alessandra Galante Garrone, Marcello Bartoli, Carlo Boso (Accademie International Des Arts du Spectacle di Parigi), Paco Gonzales (Familie Floez), Pierre Bylan e con Jos Houben e Christophe Marchand (Ecole Jacques Le-coq di Parigi). Si laurea in Musica e Spettacolo presso l’Università di Siena e consegue il Master in Creatività e crescita personale attraverso la Teatralità, all’Università Cattolica del Sacro Cuore di Milano. Dal 2015 inizia a lavorare con il Teatro Stabile del Veneto prendendo parte agli spettacoli: Arlecchino il servitore di due padroni, regia di G. Sangati e Arlecchino furioso, regia M. Zoppello. Ha lavorato con il Teatro stabile di Bolzano, il Teatro della Toscana e Rai Radio3. È tra i fondatori della Compagnia StivalaccioTeatro con la quale attualmente lavora portando avanti un percorso di ricerca sul teatro popolare.

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