Rubrica Lazio

“Renaissance in Economics” all’Università di Roma Tor Vergata

La Conferenza fa parte del programma ufficiale del Festival Nazionale dell'Economia Civile

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Alla Facoltà di Economia dell’Università di Roma Tor Vergata si sono dati appuntamento accademici internazionali, istituzioni e organizzazioni del mondo economico, sociale e civile.

La seconda parte dei lavori della giornata di apertura della terza conferenza internazionale di “Renaissance in Economics”, ospitata alla facoltà di Economia dell’Università di Roma Tor Vergata, si è aperta con la sessione plenaria “Esiste ancora l'economia dello sviluppo?”.

Dopo l’introduzione di Carlo Pietrobelli (Professore di Economia all’Università Roma Tre, Cattedra UNESCO sulle politiche di scienza, tecnologia e innovazione per lo sviluppo sostenibile in America Latina alla United Nations University UNU-MERIT di Maastricht), moderati da Giulio Guarini (Professore di Economia Politica all’Università della Tuscia), sono intervenuti Phoebe Koundouri (Professoressa alla School of Economics presso la Facoltà di Studi economici internazionali ed europei all’Università di Atene) e Ravi Kanbur (Professore di Economia all’Università di Cornell), che ha così riassunto il suo lavoro: “I modelli che abbiamo usato quaranta/cinquanta anni fa per studiare i Paesi poveri sono o dovrebbero essere usati per studiare i problemi dei Paesi ricchi. Gli aspetti dell'economia comportamentale sono relativi alle modalità con le quali gli individui prendono le decisioni, quindi ritenere che i Paesi poveri siano miopi è una questione superata: abbiamo invece capito che esistono problemi diversi in qualsiasi parte del mondo. Anche l’idea che i mercati funzionino meglio nei Paesi ricchi rispetto a quelli poveri è stata accantonata dopo le grandi crisi finanziarie degli ultimi anni. In generale, ritengo che esista una zona separata, chiamata ‘economia di sviluppo’ - anche se purtroppo sempre meno sostenibile – perché studia i problemi delle disuguaglianze e della povertà utilizzando le tecniche e la metodologia dell’economia”.

Tre le sessioni laterali:

“La macroeconomia del Manifesto del Rinascimento economico e dell'economia civile: una proposta”, introdotta da Pasquale Lucio Scandizzo (Professore di Economia Politica of Economic Policy, Direttore Emerito e Fellow del Center for Economic and International Studies, Senior Fellow e membro dell’Advisory Board della Fondazione Università degli Studi di Roma Tor Vergata) con gli interventi di Leonardo Becchetti (Professore di Economia Politica Roma Tor Vergata e co-fondatore di NeXt Economia), Alessio Biondo (Professore di Economia Politica all’Università di Catania) e Marcello Signorelli (Professor di Economia Politica all’Università di Perugia);

“Oltre il PIL: nuove misure e narrazioni” ha visto l’intervento di Robert Costanza (Professore di Economia Ecologica presso l’Institute for Global Prosperity dello University College di Londra): “Credo che la cosa più importante oggi sia cambiare l'obiettivo fondamentale del nostro sistema economico e sociale per abbracciare un concetto di benessere sostenibile. È imperativo dunque andare oltre il concetto del PIL come obiettivo fondamentale, altrimenti ciò ci porterà nella direzione errata. Il PIL non misura il benessere, bensì solo alcuni fattori del benessere, che sono sicuramente importanti, ma credo che la cosa principale sia concentrarci su cosa realmente produca un benessere sostenibile e inclusivo. Le Nazioni Unite hanno da poco prodotto un Rapporto di un gruppo di esperti di alto livello che elenca 31 diverse componenti che contribuiscono al benessere, tra le quali la salute, l'ambiente, le relazioni interpersonali, …”. Enrico Giovannini (Professore di Economia Statistica e Sviluppo Sostenibile all’Università di Roma Tor Vergata e Direttore Scientifico dell’Alleanza Italiana per uno Sviluppo Sostenibile): “Dopo un anno di lavoro, il gruppo incaricato dal Segretario Generale dell'ONU di definire le modalità con le quali è possibile misurare il benessere equo e sostenibile ha concluso i suoi lavori. Abbiamo fatto molte Raccomandazioni e ora vedremo come l'Assemblea Generale dell'ONU recepirà le nostre proposte. Se dovesse recepirle, potrebbe essere un cambiamento radicale nel modo di valutare il progresso o il regresso dei vari Paesi, andando oltre il PIL. Ciò potrebbe cambiare le politiche economiche, sociali e ambientali anche nella direzione indicata dalle ricerche che sono state presentate in questo evento, tra l’altro immediatamente utilizzabili dalla politica. Se solo la politica lo volesse”.

Moderati da Giulia Greco (Professore Associato presso la London School of Hygiene and Tropical Medicine e co-Direttore del Global Health Economics Centre), sono intervenuti anche Sandrine Dixson-Declève (Presidente onorario e ambasciatore globale di The Club of Roma e Presidente esecutivo di Earth4All) e Mario Biggeri (Professore di Economia Applicata all’Università di Firenze);

“Fiducia, relazioni finanziarie e resilienza delle imprese in un'epoca di policrisi”, organizzata dal Centro di Ricerca Guglielmo Tagliacarne delle Camere di Commercio con Anton Giulio Bottoni e Marco Pini (del Centro di Ricerca Guglielmo Tagliacarne delle Camere di Commercio) e Giovanni Ferri (Professore di Economia Politica all’Università LUMSA). Così Ferri: “La sessione è ispirata a cosa possano fare le banche, il credito, per far funzionare meglio il sistema economico e ridurre le disuguaglianze che in questa fase sono cresciute a dismisura nel mondo. Cito un lavoro in cui si mette in relazione la capacità di risposta delle imprese rispetto agli shock, ai “disturbi” che sono avvenuti negli ultimi anni come la crisi energetica e i dazi da parte dell'amministrazione Trump. Lo studio dimostra come essenzialmente le imprese che detengono una relazione più stabile con una banca di riferimento sono quelle che hanno maggiormente investito nelle energie rinnovabili e nella ricerca di mercati di sbocco diversi dagli Stati Uniti. Quindi noi non sappiamo in questo studio come questo effetto venga determinato, probabilmente attraverso una migliore e maggiore disponibilità di credito per l’impresa. Resta il fatto che esista una maggiore resilienza di fronte a questi shock esterni per le imprese che si trovano in condizione di avere investito in questa relazione stabile e forte con una banca di riferimento”.

Al panel hanno partecipato anche Beatrice Di Marco (Dottorato di ricerca all’Università LUMSA) e Giuseppe Terzo (Ricercatore all’Università LUMSA).

Renaissance in Economics è organizzato da: NeXt Economia · Federcasse–BCC · Confcooperative · Università Roma Tor Vergata (Dipartimento di Economia) · Università Roma Tre (Dipartimenti di Scienze Politiche e di Economia e Finanza). Con il patrocinio di: AISRe · AISSEC · Economists for Peace & Security · SIEDS · SIEPI · STOREP. Con il supporto di: CIMET · Fondo Sviluppo · Fondazione Giorgio Fuà · Gioosto.com.

La Conferenza fa parte del programma ufficiale del Festival Nazionale dell'Economia Civile 

Redazione
© Riproduzione riservata
15/05/2026 08:26:48


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