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Città di Castello, restaurate le mura a San Giacomo: completato l’intervento da 1,5 milioni di euro

E' stato finanziato dal Ministero della Cultura ed è stato eseguito dalla Soprintendenza

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Con il completamento del restauro e del consolidamento delle mura urbiche di San Giacomo, il centro storico di Città di Castello è ancora più bello. L’inaugurazione dei lavori da 1 milione e 500 mila euro che hanno interessato il tratto compreso tra porta San Giacomo e il Liceo di Stato Plinio il Giovane, finanziati dal Ministero della Cultura ed eseguiti dalla Soprintendenza Archeologia Belle Arti e Paesaggio per l'Umbria, ha restituito alla comunità tifernate in tutto il suo pregio architettonico uno dei monumenti più amati e ammirati, al quale si legano storie del passato, vissuti personali e vicende pubbliche che appartengono all’identità collettiva. L’intervento ha permesso il recupero strutturale della cinta muraria, ma anche la riapertura del pomerio di San Giacomo, il suggestivo percorso pubblico che corre lungo il tratto interno, cadenzato dal ritmo di archi di sostruzione che sono stati tutti consolidati e restaurati. L’illuminazione monumentale collocata ai piedi delle mura sottolineerà ed esalterà le forme disegnate dalla pietra, rendendo ancora più suggestiva la passeggiata notturna attorno al centro storico. “Il restauro e il consolidamento della mura urbiche di San Giacomo segna una nuova importante tappa nel percorso di riqualificazione e valorizzazione del centro storico di Città di Castello, per il quale sono stati investiti milioni di euro”, ha dichiarato stamattina il sindaco Luca Secondi, che durante la cerimonia pubblica ha ringraziato la Soprintendenza Archeologia Belle Arti e Paesaggio per l'Umbria, rappresentata dalla soprintendente, dottoressa Francesca Valentini, e dal responsabile unico del progetto e direttore dei lavori, architetto Florian Castiglione, “per le competenze, le capacità e le professionalità messe in campo per questo importante recupero, che rappresenta un vero e proprio dono alla nostra comunità”. Nel corso dell’inaugurazione, alla quale è intervenuta una rappresentanza istituzionale composta dal vice sindaco Giuseppe Stefano Bernicchi, dall’assessore alla Cultura e al Patrimonio Michela Botteghi, dall’assessore al Commercio e Turismo Letizia Guerri e dall’assessore al Bilancio Mauro Mariangeli, dalla consigliera regionale Letizia Michelini, dal presidente del consiglio comunale Luciano Bacchetta con i consiglieri dell’assemblea Massimo Minciotti e Rosanna Sabba, il sindaco Secondi si è rivolto ai rappresentanti delle istituzioni scolastiche e dell’associazionismo cittadino presenti, sottolineando la soddisfazione del governo cittadino. “Dopo l’importante restauro della porzione di Palazzo Vitelli a Sant’Egidio – ha osservato Secondi - con questo intervento la cinta muraria di Città di Castello è quasi completamente recuperata, riportata al decoro e alla bellezza di un tempo grazie agli investimenti per oltre 6 milioni di euro che si sono susseguiti negli anni. Le mura urbiche oggi abbracciano la città regalando nuovi meravigliosi scorci, esaltati dall’illuminazione monumentale che sarà il valore aggiunto anche di questo recupero”. “La Soprintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio per l'Umbria è orgogliosa di restituire alla cittadinanza di Città di Castello il restauro di questo importante tratto delle mura urbiche”, ha puntualizzato la soprintendente Valentini, condividendo la soddisfazione del sindaco. “Come ente di tutela e valorizzazione sul territorio, pensiamo che il nostro compito sia proprio quello della restituzione alle comunità di beni restaurati secondo i criteri della conservazione, della manutenzione e della massima attenzione all’originale”, ha proseguito Valentini, che ha ricordato come il Ministero della Cultura, su richiesta della Soprintendenza, abbia finanziato l’intervento nel 2018 e come il progetto di restauro e consolidamento, con l’avvicendamento dei funzionari responsabili, abbia preso forma già a partire dal 2020.  La soprintendente ha, quindi, ripercorso le tappe del lavoro dell’ente per le mura di San Giacomo. “A partire dal 2022 il ruolo di responsabile unico di progetto è stato assunto dall’architetto Florian Castiglione, che ha portato l’intervento in gara d’appalto e ne ha assunto, dunque, la direzione lavori, iniziati nel febbraio 2024 e conclusi nel 2026. Il risultato è di grande impatto per la conservazione e valorizzazione della cinta muraria storica della città”, ha concluso Valentini. Illustrando nel dettaglio i lavori eseguiti, l’architetto Castiglione ha evidenziato che “il tratto più impegnativo delle operazioni di restauro è stato quello che va da Porta San Giacomo all’omonimo bastione. Sono emerse numerose criticità strutturali e una lunga lesione longitudinale. I lavori lungo questo tratto delle mura hanno permesso di riscoprire un’ampia porzione di quello che doveva essere il camminamento di ronda delle mura cittadine, un antico percorso che ora può essere ammirato dal bastione di San Giacomo e che rimarrà accessibile per le necessarie manutenzioni”. “Il tratto del bastione di San Giacomo, essendo meglio conservato, ha consentito di lavorare in maniera più puntuale e ha permesso di riscoprire alcuni elementi ancora superstiti che formavano un marcapiano a forma di toro realizzato in pietra serena”, ha puntualizzato il responsabile tecnico, che ha ricordato come “le ottimizzazioni economiche dell’intervento abbiano consentito di ricalibrare il progetto iniziale andato in appalto, aggiungendo un ulteriore tratto che va dal bastione di San Giacomo all’ingresso del Liceo Plinio il Giovane”. “Si è, inoltre, riusciti a realizzare anche un impianto di illuminazione pubblica, anch'esso non previsto inizialmente, per tutti i tratti esterni delle aree di intervento e per la parte interna adiacente al Liceo – ha evidenziato ancora Castiglione - donando ancora più matericità e tridimensionalità alle mura”.

Il milione e mezzo dell’intervento nel tratto di San Giacomo ha portato al totale di oltre 6 milioni di euro l’investimento complessivo sostenuto finora per il restauro delle mura urbiche di Città di Castello. Iniziato nel 2003 con i lavori nel tratto del Cassero per 1 milione 291 mila euro, il recupero della cinta muraria è proseguito nel 2006 con il tratto della sede dell’ex Comunità Montana Alta Valle del Tevere per 150 mila euro, con il tratto di porta San Giacomo nel 2008 per 700 mila euro di investimento, fino agli ultimi due interventi nel 2009 ai Frontoni, per 930 mila euro finanziati dal Contratto di Quartiere II, nel 2015 a Porta Santa Maria Maggiore, con 233 mila euro del Programma Urbano Complesso (PUC) 2 e nel 2021 Palazzo Vitelli a Sant’Egidio con 1 milione e 500 mila euro.

 

L’intervento. Le operazioni di pulitura dalla vegetazione infestante del tratto più impegnativo e più alto, quello che va da Porta San Giacomo all’omonimo bastione, hanno consentito di riscoprire il paramento murario, composto ormai solo dal sacco interno della muratura. Sono emerse numerose criticità strutturali dovute all’incuria e alla crescita di molte alberature. Una lunga lesione longitudinale aveva infatti causato un evidente principio di ribaltamento della porzione interna del muro, che era stata contenuta solo grazie a una messa in sicurezza provvisoria realizzata dal Comune. Gli interventi di consolidamento effettuati hanno permesso il recupero strutturale del bene, consentendo lo smontaggio della messa in sicurezza e la conseguente riapertura del pomerio di San Giacomo, una suggestiva strada pubblica che corre lungo il tratto interno delle mura urbiche, cadenzata dal ritmo di archi di sostruzione che sono stati tutti consolidati e restaurati. I lavori lungo questo tratto delle mura hanno permesso di riscoprire un’ampia porzione di quello che doveva essere il camminamento di ronda delle mura cittadine, colmato nel tempo da uno spesso strato di terra che raggiungeva anche i due metri di altezza. Si è deciso quindi di rimuovere tutta la terra, causa di problemi statici e di infiltrazioni, rimettendo in luce l’antico percorso, che ora può essere ammirato dal bastione di San Giacomo e che rimarrà accessibile solo per le necessarie manutenzioni. Il tratto del bastione di San Giacomo, essendo meglio conservato, ha consentito di lavorare in maniera più puntuale, integrando la muratura e la stuccatura solo dove strettamente necessario. Le lavorazioni hanno permesso di riscoprire alcuni elementi ancora superstiti che formavano un marcapiano a forma di toro realizzato in pietra serena. Elementi presenti anche in altri tratti delle mura urbiche che segnavano visivamente lo stacco netto tra la parte inferiore delle mura a scarpa e quella superiore a piombo. Dopo l’intervento sono chiaramente visibili sia le aree di muratura dove si è intervenuti con opere di scuci e cuci, sia le porzioni originali, delle quali si è conservata anche la malta originaria presente tra i giunti delle pietre. Le ottimizzazioni economiche dell’intervento hanno consentito di ricalibrare il progetto iniziale andato in appalto, aggiungendo un ulteriore tratto che va dal bastione di San Giacomo all’ingresso del Liceo Plinio il Giovane. Anche qui la vegetazione infestante aveva parzialmente occultato le mura che, in questa porzione, risultano essere più basse. L’intervento di restauro e consolidamento è stato eseguito su entrambi i fronti delle mura. In questo tratto, così come in molti altri lungo tutte le mura urbiche, nel secondo dopoguerra era stata realizzata una cortina di mattoni esterna alla muratura, dallo scarso valore estetico e dalla limitata durabilità. Queste fodere erano infatti crollate in più punti, anche a causa della vegetazione che ha trovato spazio per le proprie radici proprio tra il muro antico e la fodera nuova. Le porzioni ancora in buono stato sono state consolidate e restaurate, mentre per le restanti parti si è deciso di restaurare il sacco interno e di conservare solo le cosiddette ammorsature murarie: colonne di mattoni che entrano dentro la muratura esistente e che servivano, appunto, a collegare strutturalmente il nuovo paramento al corpo antico. La conservazione di queste ammorsature consente la lettura di un momento storico importante che ha coinvolto tutte le mura urbiche e, allo stesso tempo, crea un disegno particolare poiché, sporgendo leggermente dal filo murario, forma un ritmo suggestivo, in particolare sotto la luce radente. Infine, si è riusciti a realizzare anche un impianto di illuminazione pubblica, anch'esso non previsto inizialmente, per tutti i tratti esterni delle aree di intervento e per la parte interna adiacente al Liceo. L’impianto consiste in corpi illuminanti a led incassati a terra, in continuità con quanto già realizzato dall’amministrazione comunale negli anni precedenti per altri tratti delle mura. La luce artificiale, provenendo dal basso, dona ancora più matericità e tridimensionalità alle mura, le quali, non presentando elementi regolari e squadrati, sono composte da numerosi elementi eterogenei ed articolati nello spazio.

 

Il finanziamento, la gestione e l’esecuzione dei lavori. Il primo incarico di Responsabile del procedimento è stato affidato all’architetto Spartaco Capannelli della Soprintendenza Archeologia Belle Arti e Paesaggio dell’Umbria, che ha richiesto al Ministero della Cultura il finanziamento di 1.500.000 euro, stanziato con D.M. 19/02/2018. Nel 2020 il suo ruolo è stato assunto dal geometra Francesco Martellini. Il progetto è stato redatto dall’architetto Gilda Giancipoli, con la collaborazione dell’architetto Stefania Argenti, della dottoressa Serena Di Gaetano, del dottor Giorgio Postrioti e del geometra Gianluigi Batocchioni Sorbini. Il ruolo di RUP è stato poi proseguito dal 2022 dall’architetto Florian Castiglione, che ha portato il progetto in gara d’appalto. La gara si è svolta nel 2023 ed è stata vinta dalla ditta Pelucca Samuele Srl. Il ruolo di Direttore dei lavori è stato svolto dallo stesso architetto Castiglione. I lavori sono iniziati il 16 febbraio 2024 e si sono conclusi il 4 marzo 2026. L’impianto di illuminazione è stato realizzato dalla ditta Chiocci Impianti Srl. Per l’intervento sono stati conferiti i seguenti incarichi a professionisti esterni: l’ingegner Luca Fiorucci ha svolto il ruolo di consulente strutturale; l'architetto Riccardo Bartolucci ha ricoperto il ruolo di CSP e CSE; l’ingegner Michele Biscotti ha svolto il ruolo di direttore operativo e addetto alla contabilità, mentre Gabriele Cecconi ha realizzato la campagna fotografica.

Redazione
© Riproduzione riservata
27/05/2026 16:27:08


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