Cgil: “l’incomprensibile silenzio dell’Unione dei Comuni della Valtiberina”

S’inasprisce la vertenza nel Centro Diurno “Don Terzilio Rossi” di Caprese Michelangelo
La cooperativa sociale Opus, in RTI insieme a un'altra cooperativa sociale che ha gestito fino a gennaio 2026 il servizio del centro diurno, non ha corrisposto né le retribuzioni né il TFR. Le operatrici, che per mesi hanno garantito con dedizione l'assistenza alle persone fragili della struttura, si ritrovano oggi senza le ultime mensilità e senza il Trattamento di fine rapporto”.
Il servizio era stato affidato dall’Unione dei Comuni della Valtiberina al Raggruppamento temporaneo di imprese formato dalle cooperative sociali Opus di Milano e Essequadro di Caltanissetta.
“Fin dall'inizio dell'appalto – ricorda Alessandra Ricciarini, dirigente della Fp Cgil provinciale - la gestione si è rivelata segnata da gravi irregolarità nella corresponsione degli stipendi e nel versamento degli istituti contrattuali, spingendo in più occasioni l’Ente pubblico a dover intervenire direttamente per coprire i pagamenti arretrati sostituendosi così agli obblighi della cooperativa. Di fronte a continue e documentate segnalazioni, l’Unione dei Comuni ha infine revocato l’affidamento al RTI, riassegnando il servizio a un nuovo gestore”.
Nonostante le ripetute PEC inviate dalla FP CGIL sia alla cooperativa sociale che all'Unione dei Comuni della Valtiberina per richiedere l'attivazione formale dell'intervento sostitutivo di pagamento, l’Unione non ha fornito alcuna risposta e non ha dato nessun segno di responsabilità. Un silenzio incomprensibile e assordante che prosegue anche a seguito della formale diffida inviata dal legale incaricato dalla FP CGIL per la tutela delle lavoratrici.
“Chi si assume la responsabilità politica, sociale e legale di un servizio pubblico essenziale? - denuncia Alessandra Ricciarini della FP CGIL. L'Ente pubblico non può lavarsi le mani semplicemente cambiando gestore. Chi ha lavorato ogni giorno al servizio degli ospiti fragili del territorio merita rispetto e la giusta retribuzione. Non è ammissibile che a pagare il conto delle inadempienze di un RTI e della disattenzione dell'Unione dei Comuni della Valtiberina siano ancora una volta le lavoratrici”.
La Fp Cgil chiede quindi all'Unione dei Comuni della Valtiberina di procedere senza ulteriori indugi al pagamento sostitutivo delle somme dovute. In assenza di risposte concrete e immediate, verranno avviate tutte le ulteriori azioni legali e le iniziative di mobilitazione pubblica necessarie a tutela dei diritti e della dignità dei lavoratori.
“Inoltre – conclude Ricciarini - è inaccettabile che la politica, durante le campagne per le elezioni amministrative, si rivolga ai cittadini con tante belle parole per poi dimenticarsi di un servizio essenziale e estremamente importante per il territorio e non tuteli le lavoratrici che di quello stesso territorio sono anche elettrici”.

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