Terremoto in Confcommercio Toscana: non passa il bilancio Cursano e Marinoni lasciano

Trasparenza su spese, contratti, rimborsi, bilanci e una governance più partecipata
Un vero terremoto scuote Confcommercio Toscana, dove non viene approvato l’ultimo bilancio. A contestare l’attuale gestione sono le Confcommercio di Prato-Pistoia, Lucca-Massa Carrara, Livorno, Siena e Grosseto, mentre Firenze e Arezzo hanno confermato il proprio apprezzamento nei confronti dell’operato di Cursano e del direttore generale Franco Marinoni.
Il contrasto, all’interno di una federazione regionale formata dalle associazioni territoriali, si gioca tra il “centro” (cioè Firenze) e la periferia (cioè le altre province); queste ultime, in occasione del rinnovo della presidenza, hanno chiesto un allargamento della governance. Secondo quanto filtra, sarebbero state disponibili a rivotare Cursano, ma chiedevano che nella giunta sedessero tutte le associazioni provinciali (oggi ci sono solo Firenze-Arezzo, Livorno-Pisa e Pistoia-Prato) e che il direttore Marinoni fosse affiancato da un comitato formato da tutti gli altri direttori.
La “trattativa” non è andata a buon fine, e a quel punto le sei associazioni si sono rifiutate di votare il bilancio 2025 che, secondo loro, conterrebbe peraltro delle ombre (da verificare se alcuni dipendenti di Confcommercio Toscana abbiano lavorato per Confcommercio Firenze oltre alla legittimità di alcuni rimborsi). Di fronte a questo rifiuto, si è consumato lo scontro.
Marinoni, in pensione da tre anni, ne compirà 70 a giugno del 2027. Ricopre la carica regionale dal 2013 e con ogni probabilità dovrà muovere un passo indietro, vista la situazione venutasi a creare. Nel frattempo però lui e Cursano sono stati rieletti rispettivamente alla presidenza e alla direzione generale dell'associazione di Firenze e Arezzo per altri cinque anni, cioè fino al 2031. Il mandato sarebbe arrivato a conclusione nel 2029 ma il consiglio direttivo, composto da 46 imprenditori membri, si è riunito l'altro ieri, 6 agosto, e ha deliberato. In giunta figurano 13 persone, tra le quali sono stati riconfermati i tre vicepresidenti Arrigo Brandini, Elena Spanò e Francesco Butali. Ad affiancare Marinoni ci sarà ancora Catiuscia Fei come direttore aggiunto, Sergio Agnelli come direttore amministrazione, finanza e servizi, Stefano Orlandi come direttore dell’area formazione, oltre ai vicedirettori Gabriella Iannotta, Gian Luca Rosai e Lorenzo Rosi.
La crisi interna di Confcommercio Toscana adesso ha anche cifre, compensi e buonuscite. Secondo quanto pubblicato oggi, sabato 8 agosto, dal Tirreno, Franco Marinoni lascerà l’incarico di direttore generale regionale entro il prossimo 15 settembre, dopo la sfiducia maturata all’interno dell’organizzazione. L’uscita sarebbe accompagnata da un accordo da 240mila euro. Il quotidiano riferisce che Marinoni percepirebbe complessivamente oltre 25mila euro netti al mese, mettendo insieme la pensione da dirigente, il compenso come direttore generale di Confcommercio Toscana, quello da direttore della federazione interprovinciale Firenze-Arezzo e circa 4mila euro di rimborsi spese.

Commenta per primo.