Agriturismi, la Valtiberina conquista gli stranieri: estate positiva e settembre promette bene

Nord Europa in testa, cresce l’interesse dall’Asia: cicloturismo ed enogastronomia per la maggiore
Le presenze sono buone e confermano, in larga parte, il trend già registrato nel 2025. L’estate si conferma una stagione positiva per gli agriturismi in Valtiberina, ma anche la primavera ha regalato soddisfazioni, grazie soprattutto ai primi ponti dell’anno. A tracciare un primo bilancio della stagione è Marco Masala, presidente di Terranostra, la realtà legata a Coldiretti che rappresenta e coordina le attività agrituristiche. “Le presenze sono buone e rispecchiano un po’ quello che è successo nel 2025 – spiega Masala – c’è una bella richiesta da parte degli stranieri per questo tipo di vacanza, quella rurale, soprattutto nei mesi estivi. In primavera, invece, abbiamo avuto anche tanti italiani, in particolare in occasione dei primi ponti dell’anno”. A trainare il settore sono dunque ancora una volta i visitatori provenienti dall’estero. La provenienza è principalmente quella del Nord Europa, ma negli ultimi tempi si registra anche una crescente attenzione da parte dei turisti asiatici, che stanno riscoprendo la destinazione italiana e, in particolare, l’esperienza legata alla campagna e all’accoglienza rurale. In leggero calo, invece, il mercato statunitense rispetto agli anni precedenti. Ma cosa cerca oggi chi sceglie un agriturismo? Secondo Masala, la parola chiave è una sola: esperienza. “Il turista che viene in agriturismo cerca l’esperienza. Le grandi differenze tra italiano e straniero non ci sono: chi viene in agriturismo deve fare qualcosa e noi dobbiamo essere bravi a offrirgli qualcosa”. Il modello della vacanza statica, trascorsa semplicemente all’interno della struttura, sembra dunque appartenere al passato. Il turista vuole conoscere il territorio, viverlo e portarsi a casa qualcosa di più. “Non sono persone statiche – sottolinea il presidente di Terranostra – dobbiamo offrire sempre qualcosa di nuovo: escursioni, cicloturismo, passeggiate a cavallo e, soprattutto, quella che considero l’esperienza più importante, quella culinaria”. Ed è proprio la tavola uno degli elementi sui quali gli agriturismi possono puntare maggiormente. La cucina del territorio, i prodotti locali e il rapporto diretto con la tradizione agricola rappresentano infatti un valore aggiunto per chi sceglie questo tipo di soggiorno. “Buoni piatti cucinati dai nostri cuochi contadini, accompagnati da una buona bottiglia di vino”, aggiunge Masala. Archiviata la fase centrale dell’estate, lo sguardo è già rivolto ai prossimi mesi. E anche per la parte finale della stagione i segnali sono incoraggianti. “I dati sono buoni – conclude Marco Masala – perché abbiamo già delle prenotazioni importanti per il mese di settembre”. Un risultato al quale contribuisce anche la capacità del territorio di costruire un’offerta che vada oltre la singola struttura ricettiva. “Questo grazie anche ai Comuni e alle associazioni del territorio che qui, in Valtiberina, offrono attività culturali e folcloristiche. Questo aiuta a richiamare gente e quindi c’è interesse per la nostra zona anche in quei periodi”. La prospettiva, dunque, è quella di una stagione che non si esaurisce con il caldo e con le vacanze di agosto.

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