Quali sono i ristoranti della provincia di Arezzo dove si mangia meglio? Ecco la classifica

I primi 20 ristoranti del capoluogo nella classifica di Giallozafferano
Giallozafferano presenta la lista dei migliori ristoranti della provincia di Arezzo, quelli dove si mangia meglio. Sia chiaro, come tutte le classifiche basate sulle valutazioni, è una graduatoria puramente soggettiva. E' un parere sicuramente, molto quotato e apprezzato, ma comunque un parere.
Al primo posto troviamo Il Falconiere, chef Silvia Baracchi, immerso nelle campagne di Cortona, che proporre un'alta "cucina toscana contemporanea", una stella Michelin, due forchette Gambero Rosso, segnalato dalle guide de L'Espresso e Touring. Rientra tra i migliori di tutta la Regione (nono posto), propone pesce e carne. Valutazione 8,5.
Medaglia d'argento per Mater, il ristorante-resort di Moggiona, nel territorio comunale di Poppi. Incassa la stessa valutazione de Il falconiere: 8,5. Nel locale immerso nelle suggestive foreste casentinesi, lo chef Filippo Baroni propone "cucina di forte legame territoriale, sospesa fra tradizione e lettura contemporanea". Consigliato dalla guida Michelin, due forchette Gambero Rosso e tre cappelli L'Espresso. Segnalato anche da Touring e Identità golose. Anche Mater rientra tra i migliori ristoranti regionali.
Medaglia di bronzo per L'Osteria del Teatro nelle campagne di Cortona, altro locale iconico dell'Aretino, affacciato su piazza Signorelli. Anche in questo caso consigliato dalle guide Michelin ed Espresso. Una forchetta Gambero Rosso, smile di Golosario e chiocciola Slowfood. Chef Emiliano Rossi che propone cucina tipica rivisitata, valorizzando molto i prodotti locali. Valutazione 8,1.
Al quarto posto troviamo ancora una volta in Casentino, stavolta a Bibbiena, in via Rosa Scoti, dove c'è Il Tirabusciò. Valutazione Giallozafferano 7,8. Una forchetta Gambero Rosso, buona cucina secondo il Touring, smile doppio + del Golosario e chiocciola Slowfood. Proprio quest'anno Il Tirabusciò ha cambiato gestione, ripartendo con Matteo e Lucia, tocca a loro difendere questa importante posizione.
Per trovare il primo locale nel territorio di Arezzo dobbiamo scendere al quinto posto. E' l'Osteria Grande in piazza Grande che Giallozafferano considera il primo ristorante di Arezzo città. Chef Fatjon Goga, due forchette Gambero Rosso, consigliato dalla guida Michelin, segnalato da Touring e Identità golose. Sulla proposta culinaria menu degustazione tematici e "un percorso blind, con piatti simbolo". Punteggio come Il Tirabusciò: 7,8.
Il sesto posto è di un altro luogo considerato iconico della provincia di Arezzo: l'Osteria del Borro, in località Borro, territorio comunale di San Giustino Valdarno. Di proprietà della famiglia di Ferruccio Ferragamo. I tre menu degustazione "declinano il territorio in piatti che vanno dal bosco alla costa". Due forchette Gambero Rosso, consigliato dalle guide Michelin e Touring. Voto 7,7.
Si torna ad Arezzo città e stavolta ci spostiamo in piazza San Francesco. La settima posizione è de Le Chiavi d'oro, che in un ambiente tanto semplice quanto raffinato, propone una "cucina contemporanea radicata nella tradizione toscana". Consigliato da Touring e Guida Michelin, una forchetta Gambero Rosso. Il voto è di 7,6.
Un decimo di voto sotto (7,5) e all'ottavo posto spunta la pizza de 'O Scugnizzo preparata da Pierluigi e Gennaro Police nei locali di via de' Redi, ancora ad Arezzo. Tre spicchi Gambero Rosso, segnalazione di Identità Golose e nel 2025 al trentesimo posto nazionale nella guida 50TopPizza. Pierluigi e il figlio Gennaro "coniugano memoria e ricerca degli ingredienti" proponendo, secondo Giallozafferano, pizza napoletana con "rigore artigiano e calore familiare".
Stessa valutazione per il nono posto del ristorante Falterona in Casentino, in Piazza Bernardo Tanucci a Pratovecchio Stia. Lo chef Leonardo Norcini propone prodotti locali e pescato dall'Isola d'Elba. Una forchetta Gambero Rosso e segnalazione nelle guide Touring e Identità Golose. Falterona si configura come una "ristorazione familiare ma di alto profilo".
E siamo all'ultima posizione della Top10, stessa valutazione (7,5) e di nuovo a Cortona, in piazza Signorelli per la Taverna Pane e Vino. Osteria-enoteca ricavata nelle cantine di un palazzo del Trecento, incrocia cucina toscana e cultura del vino fino ad andare a conquistare il simbolo della doppia bottiglia di Gambero Rosso. Segnalata da L'Espresso e Slow Food, la cucina propone soprattutto i piatti classici regionali, a partire dai pici alle molliche.
La classifica prosegue così: 11) La Tana degli Orsi a Pratovecchio Stia; 12) La Bucaccia da Romano a Cortona; 13) Da Giovanna ad Arezzo; 14) Da Alighiero ad Anghiari; 15) Il Cedro a Moggiona (Poppi); 16) Locanda del Molino a Montanare (Cortona); 17) Casa e Ciliegie a Loro Ciuffenna; 18) Il Cappello di Paglia ad Anghiari; 19) Barlèsh a Montevarchi; 20) La Cantinella a Montemarciano; 21) Palazzo Tiglio a Bucine; 22) Il giardino di Piero a Sansepolcro; 23) Enoteca Meucci a Riccio (Cortona); 24) Osteria L'Orciaia a Montebenichi (Bucine); 25) Il Cipresso da Cioni a Loro Ciuffenna; 26) Le Pietre Serene a Loro Ciuffenna; 27) Al Tocco a Cortona; 28) Ostematto Pizza contemporanea a Monte San Savino; 29) Gabbo Cave a Vin ad Arezzo; 30) Il Verreno Resort Cucina Donna Luisa a Bucine; 31) Osteria dell'Acquolina a Terranuova Bracciolini; 32) Fiorentino e Locanda del Giglio a Sansepolcro.

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