Il fumetto torna protagonista nel cuore di Città di Castello con “100% Silvia Ziche”

Nuova occasione per trasformare il centro storico tifernate in uno spazio dedicato all’arte
Il fumetto torna protagonista nel cuore di Città di Castello con “100% Silvia Ziche”, la grande mostra dedicata a una delle più apprezzate disegnatrici italiane, inaugurata nelle suggestive sale di Palazzo Facchinetti. Una nuova occasione per trasformare il centro storico tifernate in uno spazio dedicato all’arte, alla cultura e alla nona arte, rafforzando quel rapporto tra manifestazione e città che, anno dopo anno, è diventato uno degli elementi distintivi dell’evento.
Alla conferenza stampa di apertura, presso la Sala degli Specchi di palazzo Bufalini, erano presenti la stessa Silvia Ziche, la curatrice della mostra Rita Petruccioli, il direttore artistico e giornalista Riccardo Corbò, il presidente dell’Associazione Amici del Fumetto Giulio Pasqui e le istituzioni comunali, rappresentate dal sindaco Luca Secondi e dall’assessore alla Cultura Michela Botteghi. Presente anche la consigliera regionale Letizia Michelini, che ha ribadito la vicinanza delle istituzioni regionali alla manifestazione.
Ad aprire idealmente la mostra è stato anche Vincenzo Mollica, direttore artistico onorario di Tiferno Comics, attraverso un contributo video registrato. Il giornalista ha tracciato un ritratto particolarmente significativo di Silvia Ziche, sottolineandone la capacità di unire arte, curiosità e passione a una comicità mai banale. «Silvia Ziche ha un talento sorprendente, fatto di arte, passione e curiosità. Nel suo talento riesce anche a fare ballare la cosa più difficile da maneggiare, che è l’umorismo», ha detto Mollica.
Un umorismo che l’autrice riesce a esprimere con eleganza e semplicità, attraverso un segno «che non è mai caricaturale ma è sempre un tratto pittorico». Ma soprattutto le storie e le vignette di Ziche hanno la capacità di essere sempre contemporanee a chi le legge: «vivono in un presente permanente». E proprio questa immediatezza, unita alla capacità di regalare un sorriso, rappresenta uno dei tratti più riconoscibili del suo lavoro.
Dopo i ringraziamenti alle istituzioni, agli sponsor, ai volontari e a tutti coloro che rendono possibile ogni anno la manifestazione, il presidente Giulio Pasqui ha posto l’accento sulla dimensione culturale e territoriale del progetto. La Mostra del Fumetto, ha spiegato, non vuole limitarsi al valore artistico delle esposizioni, ma punta a «raccontare, valorizzare ed interpretare il territorio della Valtiberina Umbro-Toscana attraverso il medium fumetto».
Un obiettivo che guarda anche oltre i confini di Città di Castello, con l’ambizione di coinvolgere progressivamente i Comuni della vallata. «È proprio l’unione delle persone, delle idee e dei territori – ha sottolineato Pasqui – che ci permette di realizzare cose che da soli probabilmente non riusciremmo a fare». Nel suo intervento il presidente ha inoltre ricordato Francesco Guccini, recentemente scomparso, artista e amico di Tiferno Comics, che in passato era stato ospite della manifestazione.
Il sindaco Luca Secondi ha ringraziato Pasqui e l’intera associazione per la capacità dimostrata in questi 24 anni di mantenere viva una manifestazione che, pur rinnovandosi, ha saputo conservare la propria identità. «Negli anni è riuscita a portare avanti questa storia che ogni volta viene raccontata, ogni volta innovata e che dà alla nostra comunità la possibilità di essere protagonista a livello nazionale e non solo», ha detto il sindaco.
Sulla stessa linea l’assessore alla Cultura Michela Botteghi, che ha definito la mostra del fumetto «un momento, un evento che la città sente, che la città ogni anno attende», dedicando un plauso particolare ai volontari che da 24 anni consentono alla manifestazione di proseguire il proprio percorso. Un riconoscimento condiviso dalla consigliera regionale Letizia Michelini, che ha ribadito la vicinanza all’Associazione Amici del Fumetto e definito Tiferno Comics «una delle manifestazioni più importanti che Città di Castello si vanti di avere».
A entrare nel merito della mostra è stato poi Riccardo Corbò, direttore artistico della manifestazione, che ha sottolineato la capacità di Silvia Ziche di accompagnare più generazioni di lettori. «Silvia Ziche non è soltanto l’artista della nostra infanzia – ha osservato – ma, come ha detto bene Vincenzo Mollica, ha sempre la capacità di raccontare il nostro presente. Silvia è una grande innovatrice, sempre capace di stupirci».
Per Rita Petruccioli, curatrice dell’esposizione, il rapporto con l’autrice ha anche un valore personale. «Io sono una di quelle lettrici, uno di quei bambini e bambine che ha avuto la fortuna di crescere e iniziare a leggere le prime storie a fumetti proprio leggendo le storie di Silvia Ziche su Topolino. Per me, curarne la mostra è stato un grandissimo onore».
Al centro dell’esposizione ci sono oltre 250 opere originali, attraverso le quali viene ripercorsa la straordinaria carriera dell’autrice veneta. Un viaggio nelle diverse stagioni della sua produzione, dalle celebri tavole realizzate per Disney fino ai personaggi femminili che nel tempo sono diventati inconfondibili e hanno conquistato un posto importante nel fumetto italiano.
Le opere permettono di entrare nel laboratorio creativo di Ziche e di osservare da vicino non soltanto l’evoluzione del suo tratto, ma anche il suo particolare modo di guardare la realtà. Ironia, relazioni, emozioni, contraddizioni, situazioni quotidiane e piccoli paradossi diventano materia narrativa, trasformati in immagini attraverso una comicità capace di parlare a lettori di generazioni differenti.
«Devo ringraziare tutti di essere qui, sono onorata e felice. Sono commossa di essere qui», ha detto Silvia Ziche durante la presentazione. Per l’autrice, essere protagonista della mostra rappresenta soprattutto un riconoscimento al rapporto costruito nel tempo con il pubblico. «Per me questo è un premio – ha spiegato – essere qui è come capire, prendere atto, che ho lavorato per qualcuno».
Ed è proprio il sorriso il filo conduttore delle sue parole. «L’idea di far sorridere, di far nascere un sorriso in qualcuno, forse, può dare anche la forza di vivere meglio», ha aggiunto Ziche. «Spero che le cose belle ci diano la forza per affrontare anche quelle più brutte».
Al termine della conferenza, il pubblico, i giornalisti e i rappresentanti delle istituzioni si sono trasferiti dalla Sala degli Specchi di Palazzo Bufalini a Palazzo Facchinetti, sede della mostra, dove si è svolto il tradizionale taglio del nastro. È stato il momento che ha aperto ufficialmente al pubblico il percorso espositivo, con le oltre 250 opere originali a raccontare attraverso immagini, personaggi e storie l’evoluzione di una carriera lunga e articolata.
“100% Silvia Ziche” resterà visitabile fino al primo novembre e accompagnerà l’edizione 2026 di Tiferno Comics. Una mostra che conferma la volontà della manifestazione di portare il fumetto fuori dai suoi luoghi abituali, facendolo dialogare con palazzi, piazze e spazi storici della città. Ancora una volta la nona arte diventa così uno strumento per attraversare Città di Castello, scoprirne gli spazi e costruire nuove occasioni di incontro, partecipazione e cultura.

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