Rapina da 500mila euro a Palazzo del Pero: nei guai una guardia giurata

I soldi erano destinati alle Poste di Sansepolcro
Una guardia giurata, residente ad Arezzo, é’ accusata di aver fatto sparire mezzo milione di euro in contanti mettendo in scena una finta rapina, accaduta il 1 marzo 2024 a Palazzo del Pero. Dalle indagini é emerso che non si tratattava di una banda ma complici rimasti ignoti ai quali l’uomo avrebbe consegnato la pistola di servizio, le chiavi e il telefono, consentendogli di portarsi via il Fiorino pieno di soldi: 500 mila euro destinati alle Poste di Sansepolcro. L’imputato, in caso di condanna, rischia uan pena, in base al codice, che va da 4 anni a 10 anni e sei mesi, ma il rito alternativo consente lo sconto di un terzo. Il 38enne originario di Roma e residente ad Arezzo non è attinto da misure cautelari. Il Pubblico ministero Laura Taddei gli contesta simulazione, peculato e anche il reato relativo all’utilizzo improprio dell’arma, affidandola a terzi. Quel giorno sparirono sei valigette piene di banconote contenute nel furgoncino. La guardia giurata raccontò ai carabinieri di essere stato affiancato da un’auto con a bordo i malviventi che lo avrebbero costretto a fermarsi dopo avergli forato, pare, una gomma. Il mezzo, vuoto, non era blindato, fu ritrovato sotto un ponte della Due Mari lungo il vecchio tracciato della 73. Le indagini certosine del Nucleo investigativo dell’Arma hanno fatto luce sull’episodio avvalendosi di vari elementi e accertamenti, rilievi scientifici, telecamere della zona, testimonianze, incongruenze nelle dichiarazioni. Il caso presenta aspetti ancora oscuri e profili giuridici da definire.

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