Agricoltura e caro gasolio, la Regione Umbria stanzia 4,5 milioni per oltre 5.700 aziende

Bori e Meloni: “Intervento importante per difendere gli agricoltori e il sistema produttivo"
Un intervento concreto e straordinario da circa 4,5 milioni di euro per sostenere le imprese agricole umbre di fronte all’aumento dei costi del gasolio, con un contributo di 30 centesimi per ogni litro di carburante acquistato nel periodo giugno-ottobre 2026. È la misura che la Regione Umbria, su iniziativa del vicepresidente della Regione, Tommaso Bori, e dell’assessora alle Politiche agricole Simona Meloni, è pronta a varare per rispondere alle difficoltà di un comparto duramente colpito dalle tensioni internazionali e dalla volatilità dei mercati energetici.
La consistenza e l’importanza dell’intervento emergono anche dal confronto con le risorse nazionali: il Governo, con il decreto approvato il 22 ottobre, ha stanziato circa 60 milioni di euro per sostenere l’acquisto di carburante agricolo in tutta Italia. La sola Regione Umbria prevede di mobilitare 4,5 milioni di euro, una cifra equivalente a oltre il 7% dell’intero stanziamento nazionale. Una proporzione che dà la misura dell’impegno dell’amministrazione regionale. La misura potrà interessare oltre 5.700 aziende agricole, per un volume stimato di oltre 14,2 milioni di litri di carburante acquistati nel periodo di riferimento.
“Stiamo mettendo in campo - dichiarano Bori e Meloni – un intervento di grande consistenza finanziaria, che testimonia l’attenzione concreta della Regione Umbria verso il mondo agricolo. Parliamo di circa 4,5 milioni di euro per la nostra regione, a fronte dei 60 milioni stanziati dal Governo per l’intero territorio nazionale. Sono numeri che danno il senso dell’impegno assunto ed è per questo che chiediamo al Governo di fare di più. Di fronte a una crisi internazionale che sta facendo crescere i costi di produzione, non possiamo lasciare sole le imprese. Il nostro obiettivo è difendere il reddito degli agricoltori, salvaguardare le attività produttive e sostenere un settore fondamentale per l'economia e la tenuta sociale dei nostri territori”.
Il provvedimento nasce anche dal confronto con le associazioni agricole di categoria, che hanno rappresentato le crescenti difficoltà delle imprese. Gli agricoltori, infatti, subiscono l’incremento dei costi energetici senza avere, nella maggior parte dei casi, la possibilità di trasferirlo sui prezzi di vendita, con conseguenze dirette sui margini e sulla sostenibilità delle attività.
“Gli agricoltori – proseguono Bori e Meloni – sono spesso l’anello economicamente più fragile della filiera E hanno margini limitati per recuperare gli aumenti dei costi attraverso la vendita dei loro prodotti. Per questo abbiamo scelto una misura mirata, che porti il sostegno direttamente alle aziende agricole. Difendere la loro capacità produttiva significa tutelare anche l’occupazione, il presidio del territorio, la qualità delle produzioni agroalimentari e il futuro delle nostre aree rurali e interne”.
L’intervento sarà attuato nel rispetto della normativa europea sugli aiuti di Stato e per accelerare l’erogazione delle risorse è prevista una procedura semplificata. L’obiettivo è concedere i contributi entro dicembre 2026.

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