Sogepu e Partecipate a Città di Castello: “bilanci sempre più critici”

Fratelli d'Italia: le amministrazioni si assumano le proprie responsabilità
Il bilancio consolidato 2025 accende nuovamente i riflettori sulle criticità del sistema delle partecipate comunali. Il gruppo pubblico passa da un utile di oltre 3,3 milioni di euro nel 2024 a una perdita di circa 366 mila euro nel 2025. Un peggioramento di 3,67 milioni in un solo esercizio, un margine operativo che si riduce di 600 mila euro, il saldo finanziario che segna un risultato negativo per 1,7 milioni di euro, un fondo rischi che cresce di oltre un milione, questi numeri impongono una seria assunzione di responsabilità politica. Al centro della questione c’è SOGEPU, con circa 24,7 milioni di debiti, 14,2 milioni di debiti da finanziamento, oltre 5,17 milioni accantonati per rischi e oneri e garanzie per circa 17,2 milioni. Numeri che, letti insieme all’incremento dei debiti verso i fornitori e ai contenziosi in corso con ECE e SOG.ECO, delineano un quadro finanziario e gestionale che desta forte preoccupazione. Ancora più delicato è il capitolo dei rapporti con SOG.ECO, partecipata al 49% da SOGEPU e impegnata nella filiera dei rifiuti dell’Alta Umbria. I crediti di SOGEPU verso SOG.ECO hanno raggiunto circa 8,2 milioni di euro, con un aumento di 1,47 milioni in un anno; a questi si aggiungono debiti di SOGEPU verso SOG.ECO per circa 3,8 milioni. Nel quadro emergono inoltre fondi rischi e possibili controversie legati a rapporti economici tra le società. Ci si chiede, come mai a fronte di una situazione debitoria così elevata, SOGEPU non esiga da SOG.ECO l’importante credito maturato a seguito dei servizi resi per la Gara d’Ambito, poi assegnata proprio a SOGECO? Criticità emergono anche per Polisport, il cui valore della produzione è sceso da circa 2 milioni di euro nel 2024 a 1,27 milioni nel 2025, anche a causa del fermo dell’impianto natatorio. Il dato più significativo è che il 73,85% del valore della produzione deriva dai servizi affidati dal Comune, a fronte di ricavi per tali servizi scesi da circa 1,07 milioni a 940 mila euro. Una dipendenza così marcata dall’ente pubblico, insieme alla contrazione dell’attività, solleva interrogativi sulla solidità del modello gestionale e sulla capacità della società di garantire nel tempo un equilibrio economico sostenibile. Chi ha amministrato la città in questi anni e chi la governa oggi porta una responsabilità politica precisa rispetto a questo quadro. Dietro questi numeri non ci sono soltanto bilanci, debiti e contenziosi, ma risorse pubbliche, servizi essenziali e il futuro di società nelle quali lavorano tante persone e dalle quali dipendono altrettante famiglie. Bilancio dopo bilancio, le criticità che emergono raccontano una situazione che non può essere sottovalutata né considerata inevitabile. La gestione delle partecipate richiede scelte responsabili, capacità di programmazione e un controllo effettivo, perché le conseguenze di eventuali errori ricadono sull’intera comunità. La responsabilità di chi amministra si misura dalla capacità di tutelare il patrimonio pubblico, salvaguardare i lavoratori e garantire che società strategiche per il territorio possano guardare al futuro con basi economiche e gestionali solide.
I Consiglieri comunali Elda Rossi-Fratelli d’Italia Riccardo Leveque-Fratelli d’Italia

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