Città di Castello, oltre 70 cani in gara al Salone del Tartufo: trionfano i campioni del fiuto

Dopo quello di “Ognissanti”, salone aperto anche il 7 e 8 e il 14 e 15 novembre
I campioni a quattrozampe nella cerca del tartufo protagonisti al 46° Salone Nazionale del Tartufo Bianco Pregiato di Città di Castello, in programma nei primi tre week end di novembre: dopo quello di “Ognissanti”, anche il 7 e 8 e il 14 e 15 novembre (ingresso libero) nel rinascimentale centro storico. Questa mattina a Città di Castello, in provincia di Perugia, presso i Giardini del Cassero, i cani sono entrati in azione alla ricerca del prezioso prodotto della terra sotto i riflettori del “5° memorial Alessandro Ghigi” a cura dell’Associazione Tartufai Alta Valle del Tevere e Comune di Città di Castello, una consolidata gara da ricerca e cavatura del tartufo su ring ormai divenuta un appuntamento nazionale di rilievo. Le categorie in gara prevedono la presenza dei cuccioli fino a sette mesi (femmine e maschi), libera adulti (femmine e maschi) e riporto (tutte le categorie). Di particolare interesse il premio, “Jimmy”, in memoria del compianto Giovannino Jimmy Cecchini (storico tartufaio ed imprenditore del settore) riservato al più giovane tartufaio in gara. Uno scenario “mozzafiato”, i giardini del Cassero all’ingresso della centralissima piazza Gabriotti che si affaccia sulla Cattedrale, la Torre Civica e Palazzo comunale. Hanno risposto all’appello oltre 70 “cavatori” all’invito dell’’Associazione Tartufai Altotevere che ha organizzato la gara cani da ricerca e cavatura del tartufo su ring. Campioni del fiuto, bracchi, bracchi-pointer, lagotti, meticci, cocker spaniel, in questo lembo di terra di confine fra Umbria, Marche, Toscana, Abruzzo, Lazio ed Emilia Romagna, sono di casa, nascono, crescono e diventano autentici maestri della ricerca, indispensabili compagni di viaggio (assieme al vanghino utilizzato per scavare) per gli oltre 1500 “cavatori”, i tartufai, in possesso del regolare tesserino rilasciato dall’Afor, Agenzia Forestale Umbria dopo aver sostenuto le lezioni, corsi ed esame finale e relativo versamento della quota annuale. Anno dopo anno cresce di numero la rappresentanza “rosa”, donne tartufaie che decidono di intraprendere l’attività secolare che si tramanda di generazione in generazione. Da anni, Città di Castello è ormai di fatto, non solo nei giorni del salone, la capitale indiscussa della “trifola” ma anche dei cani da tartufo che arrivano a sfiorare e superare cifre da capogiro talvolta ben al di sopra i quattromila euro tanto è la loro bravura fra boschi e colline a scovare le “pepite d’oro”, il pregiato tartufo bianco che alla borsa attuale dei prezzi al dettaglio, si attesta fra i 2.000 e 4.000 euro per un chilo di “bianco”, a secondo delle pezzature. Una gara di abilità e fiuto, tanto fiuto. I cani per conquistare il podio finale, devono, nel minor tempo possibile scovare sei tartufi, trifola di ottima qualità, disseminati a debita distanza l’uno dall’altro in un’area di terreno delimitata. Cronometro alla mano, i cani della zona dell’altotevere hanno fatto registrare tempi a dir poco da guinnes dei primati.. Bianca, Ringo, Lea, Chira, Luce, Pallino, Sally, Diana, Zara, Lea, questi alcuni nomi ricorrenti ed altri campioni del fiuto che sono riusciti ad annusare i tartufi anche a distanze di trecento metri e più. La presenza di cani da tartufo in altotevere, è fra le più alte d’Italia e Citta’ di Castello ne è la capitale. All’anagrafe canina del Servizio Veterinario della Usl Umbria1 fra le razze prevalenti spiccano i “meticci” seguiti da lagotti romagnoli, springel spaniel, cani da ferma tedesco a pelo corto, cocker spaniel inglese, pointer inglesi, labrador retriever, un bracco italiano ed altri censiti nella categoria “altri”. Un vero e proprio record. Accanto ai giovani “tartufai”, il Presidente dell’associazione (fondata nel 1986, con oltre 700 iscritti) Andrea Canuti affiancato da un consiglio di giovani, ci sono i veterani del “vanghino”, capitanati da Fabio Cecchini, dal segretario Italo Bianchini assieme al fratello Aldo ( 93enne da settanta anni tartufaio ancora in attività) e Angelo Marioli che da sempre spiega l’amore che li lega a questi straordinari animali: “mio zio, tartufaio scomparso a 90 anni – dice ancora commosso – faceva dormire il proprio cane sul divano del salotto buono di casa tanto gli voleva bene”. Un’attività all’aria aperta, un hobby sempre più in voga ed in continua crescita, quello del tartufaio, stando alle statistiche dell’Afor, Agenzia Forestale Umbria. “Il nostro tartufo bianco e gli altri prodotti del bosco non temono confronti – precisano il sindaco Luca Secondi e l’assessore al Commercio e Turismo del comune, Letizia Guerri - che sottolineano anche l’aspetto “legato alla promozione e valorizzazione culturale, artistica e ambientale del comprensorio e dell’Umbria.” “I tartufai e i loro straordinari cani, razze impareggiabili – concludono – sono i veri protagonisti di questo importante settore agro-alimentare che contribuisce ad elevare immagine e promozione del nostro territorio anche attraverso un’attività, quella del tartufaio, propria della storia e delle nostre tradizioni”. Ieri primo giorno del Salone, il centro storico è stato invaso da visitatori e turisti “buongustai”, un vero e proprio successo: oggi si prosegue tutto il giorno e poi ancora nei prossimi due week end, 7 e 8 e il 14 e 15 novembre (ingresso libero). Alla fine il responso del cronometro ha decretato la seguente classifica: categoria “cuccioli”, Alvaro Giardini con Kimmy, categoria di riporto, Luca Rosatini con Leroy e nella categoria adulti, Alessandro Mischianti con Tina tempo 1,11 minuti per 6 bussolotti.

Commenta per primo.