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Sansepolcro: "Il Granchio" acquisito dalla Manifattura Corona s.r.l. per 500mila euro

Gli ex dipendenti parlano di "svendita", dopo una prima offerta di un milione e 350mila

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Anche il prestigioso marchio di abbigliamento “Il Granchio” saluta Sansepolcro. E’ ora infatti definitiva la sua aggiudicazione alla Manifattura Corona s.r.l., che ha sede a Casalserugo, piccolo Comune della provincia di Padova. Si chiude così un altro doloroso capitolo della vicenda Cose di Lana spa: è stato infatti “Il Granchio” – che ha vestito diversi vip e più volte è comparso sugli spot televisivi nazionali e a bordo campo dei principali stadi calcistici – ad aver dato vita alla storica realtà aziendale di Cose di Lana, messa in piedi dalla famiglia Conti. Stupisce soprattutto il fatto che la società veneta lo abbia acquistato per “soli” 500mila euro, ovvero il 63% in meno dell’offerta di un milione e 350mila che in novembre la stessa aveva presentato alla curatela fallimentare. Come sono andate allora le cose? Lo scorso 28 febbraio, come si ricorderà, non è stato prorogato a Supermaglia, unica realtà produttiva del gruppo rimasta in piedi, il contratto di affitto aziendale: il tribunale di Arezzo ha deciso che dovesse cessare l’operatività, nonostante un pacchetto di commesse pari a 3 milioni e 700mila euro, 80 dipendenti e un indotto di circa 120 ditte artigiane. A distanza di giorni, Manifattura Corona ha presentato alla curatela una nuova offerta irrevocabile di 500mila euro per “Il Granchio” e altri marchi minori, che ha costituito la base di partenza per l’asta del 22 maggio, giorno nel quale l’azienda patavina è risultata essere anche l’unica pretendente all’acquisto. E dopo il regime di assegnazione provvisoria, durato fino a qualche giorno fa senza alcuna osservazione pervenuta, è divenuto ufficiale il passaggio a Manifattura Corona, azienda fondata nel 1962 e specializzata nella confezione uomo, donna e bambino del Gruppo Tessile Berto. Il brand “Il Granchio” si aggiunge a quelli di “Sea Barrier”, “Virginia Blu” ed “Eddie Pen”, dei quali Manifattura Corona gestisce la relativa distribuzione. “Una vera e propria “svendita” del marchio – hanno commentato alcuni ex dipendenti di Supermaglia-Cose di Lana - quando vi erano le condizioni per continuare e crescere con la sinergia che si sarebbe venuta a creare fra Supermaglia e Maglificio 38 (la cooperativa composta dalla metà dei dipendenti e creata nel giugno del 2018 n.d.a.), mantenendo centinaia di posti di lavoro”. La domanda che si pongono le vecchie maestranze (ma non solo esse) è pertanto scontata: com’è possibile che un marchio del calibro de “Il Granchio” - capace di generare un fatturato complessivo di circa 7 milioni e mezzo di euro fra maglieria, giubbotteria, camiceria e intimo – abbia potuto perdere quasi due terzi del suo valore in pochi mesi? E il danno per i creditori del fallimento Cose di Lana? Perché tutto questo è accaduto? “L’amarezza e la rabbia sono infinite – concludono - e ci auguriamo che si possa far luce su una vicenda che ha visto finire una importante realtà aziendale del territorio, lasciando un grande vuoto lavorativo e di immagine”.

Redazione
© Riproduzione riservata
27/07/2019 06:28:32


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