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Monte dei Paschi di Siena, condanne pesanti per l’ex presidente e l’ex direttore generale

Tre milioni di multa e confisca record da 150 milioni

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Una condanna clamorosa a 7 anni e sei mesi di reclusione  per l’ex presidente del Monte dei Paschi di Siena, Giuseppe Mussari, e 7 anni e 3 mesi per l’ex dg Antonio Vigni, oltre a 3 milioni di multa e la confisca record di circa 150 milioni di euro per le banche Nomura e Dutsche Bank, compresa la filiale londinese, chiamate in giudizio in virtù della legge 231/2001 sulla responsabilità penale degli enti. Ci sono voluti sei anni d’inchieste e un processo cominciato tre anni fa  prima di arrivare questo pomeriggio a un verdetto che, almeno in primo grado, certificasse delle responsabilità sulle perdite miliardarie occultate nel Monte dei Paschi di Siena, la più antica banca italiana che qualche anno fa ha rischiato il default per alcuni derivati tossici costati la perdita di oltre due miliardi di euro. E il conto, anche se non rispecchia in pieno le richieste dell’accusa (che aveva chiesto 8 anni per ciascuno dei vertici), in questo caso è salato e dimostra che i giudici hanno accolto per lo meno in toto l’impianto accusatorio della Procura milanese, competente per reati finanziari che coinvolgano aspetti borsistici e di alterazione del mercato. Gli ex vertici dell’istituto di credito senese e otto dirigenti delle banche inquisite, in tutto 13 imputati, sono stati riconosciuti colpevoli, in primo grado e a vario titolo, di falso in bilancio, aggiotaggio, falso in prospetto e ostacolo alla vigilanza relativo (parzialmente prescritto) ad operazioni dai nomi esotici ma dai contenuti tossici: Santorini, Alexandria, Fresh, Chianti Classico, realizzate dalla banca senese tra il 2008 e il 2011, nell’ambito di  misure di rafforzamento patrimoniale e riequilibrio di operazioni finanziarie preesistenti, in particolare le consistenti perdite dovute alla scalata di Antonveneta, costata circa 10 miliardi di euro nel 2008. Circa 1.300 le parti civili che si erano costituite all’inizio del dibattimento, molte delle quali sono state nel corso degli anni liquidate dalle banche, ma in sentenza i giudici hanno riconosciuto espressamente un risarcimento di 50mila euro ciascuno per le associazioni di Federconsumatori e Confconsumatori. I magistrati della procura, Giordano Baggio, Stefano Civardi e Maurizio Clerici, avevano chiesto l’assoluzione per due soli imputati , gli ex managing director della banca tedesca, Ivor Scott Dunbar e Matteo Angelo Vaghi. 

Notizia e foto tratte da La Stampa
© Riproduzione riservata
09/11/2019 06:04:08


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