Economia L'Esperto

Pensioni, spunta l’ipotesi di una riforma con l'uscita a 62 anni

Ecco come dovrebbe funzionare

Print Friendly and PDF

Dopo la cessazione di Quota 100 potrebbe esserci la possibilità di andare in pensione a partire dai 62 anni pagando lo scotto di un assegno ridotto. E’ una delle possibili soluzioni di cui si discuterà durante il confronto governo-sindacati volto a realizzare una riforma delle pensioni. Riforma che arriverà probabilmente dopo il "mini taglio" destinato a scattare a gennaio 2021.

Bisognerà vedere, ovviamente, come evolverà la discussione che dovrebbe riprendere nei primi giorni di settembre. All’ordine del giorno gli interventi da mettere in legge di bilancio 2021 (incontro dell’8 settembre) e la riforma pensionistica vera e propria tesa a rendere più flessibile ed equo il sistema previdenziale (incontro del 16 settembre). Il tentativo è quello di evitare, attraverso tali interventi, di tornare alle rigidità della legge Fornero. Del resto l'Italia vanta al momento una delle discipline più severe d'Europa.

Ape e Opzione donna

Quanto alle misure da inserire in manovra riguarderanno, probabilmente, tematiche come le proroghe ad APE sociale e Opzione Donna, attualmente in scadenza.

La riforma pensionistica

Si dovrebbe inserire invece nell’ambito della riforma la previsione – appunto - di una norma che consenta l’uscita in anticipo a partire dai 62 anni di età, e a cui starebbero lavorando i tecnici del ministero. In sostanza una soluzione tipo quella proposta da tempo dall'ex ministro del Lavoro Cesare Damiano, basata su una flessibilità strutturale per l'accesso al pensionamento.

Stando a quanto riportano alcuni media non è ancora chiaro quale sarà il limite minimo di contribuzione necessario per fruirne. Si parla comunque di un requisito inferiore ai 38 anni fissati per Quota 100.

La penalizzazione

Riguardo alla penalizzazione sull’importo dell’assegno, questa dovrebbe essere legata inevitabilmente agli anni di anticipo rispetto all’età per il pensionamento di vecchiaia (attualmente 67 anni), e aggirarsi sul 3% per anno. Il taglio massimo sarebbe pertanto del 15%.

I 41 anni di contributi

Non è del tutto tramontata l’ipotesi sulla possibilità di pensionamento con 41 anni di contributi. Il criterio per una uscita anticipata dal posto di lavoro in base alla contribuzione potrebbe, tuttavia, anche essere abbassato rispetto a quanto previsto attualmente per il pensionamento anticipato.

Quota 100

Per vedere come si concretizzeranno tali idee bisognerà comunque attendere lo sviluppo degli incontri di cui si è detto, a partire dal 16 del prossimo mese. Senza dimenticare che Quota 100 continuerà comunque ad operare fino al 2021.

Nel biennio 2020-2021 in ogni caso - è bene ricordarlo - si potrà andare in pensione in vari modi: per vecchiaia a 67 anni di età, con la pensione anticipata, con Quota 100. E inoltre attraverso le previsioni riservate a precocilavori usuranti e gravosiAPe cumulo contributivo.

Notizia e Foto tratte da Tiscali
© Riproduzione riservata
31/08/2020 20:59:25


Potrebbero anche interessarti:

Ultimi video:

Crea un account o accedi per lasciare un commento

Bisogna essere registrati per lasciare un commento

Crea un account

Crea un nuovo account, è facile!


Registra un nuovo account

Accedi

Hai già un account? Accedi qui ora.


Accedi

0 commenti alla notizia

Commenta per primo.

Archivio L'Esperto

Fisco, ecco l'arma più potente per controllare i conti correnti >>>

Raffica di controlli sull'Imu >>>

Le batoste sulle detrazioni. Conte adesso ci "svuota" il 730 >>>

Il Fisco entra nel portafoglio per toglierci i nostri contanti >>>

Stangata autunnale per le famiglie >>>

Il nuovo "codice" sui pagamenti: cosa cambia per chi usa il Pos >>>

Pensioni, spunta l’ipotesi di una riforma con l'uscita a 62 anni >>>

Primo passo per il fondo Sure: all’Italia 27,4 miliardi di aiuti >>>

I nuovi importi delle pensioni. Tagli e aumenti: ecco per chi >>>

Che cosa accade (davvero) con la "fine" dei contanti >>>