Notizie Nazionali Cronaca

La studentessa accoltellata in strada: l’ex fidanzato aveva già provato con il veleno

E' successo a Torino: lei non aveva il coraggio di denunciarlo

Print Friendly and PDF

L’altra sera, in largo Marconi, lui l’ha aggredita in mezzo alla strada. Voleva ucciderla davvero. Con un coltello da cucina, l’ha colpita più volte: all’addome e al collo. Poi si è lavato le mani insanguinate in una fontana. Ignorando i lamenti della ragazza riversa sul marciapiede, e le grida di terrore dei passanti.

Lei, ricoverata in gravi condizioni alle Molinette, è stata sottoposta a un lungo intervento chirurgico nella notte. Sei ore in camera operatoria per ridurre le lesioni ai polmoni. Lui, Jetmir Kurtsmajlaj, 27 anni, origini albanesi, ex studente del Politecnico, disoccupato, è stato arrestato dai carabinieri del nucleo radiomobile con l’accusa di tentato omicidio. I militari lo hanno bloccato in corso Marconi, a pochi metri dal luogo dell’aggressione.

Più testimoni hanno raccontato di aver assistito all’aggressione: la ragazza a terra e un «giovane alto e biondo a cavalcioni sopra di lei che la prendeva a calci e pugni». Scena vista chiaramente dalle finestre e dai balconi del palazzo prospiciente Largo Marconi. Una donna ha spiegato ai carabinieri di aver notato il giovane colpire la ragazza con ferocia. Un altro ha detto di aver notato quel giovane impugnare il coltello con la mano destra e ferire più volte la giovane vicino al collo.

Si sono conosciuti mesi fa. Lui non accettava di sentirsi respinto. «Io non l’ho mai visto, non so come si siano conosciuti» racconta la sorella della ragazza, anche lei studentessa a Torino. «So però che era diventato pericoloso. Terribilmente pericoloso. L’ha minacciata su Instagram. Le ha scritto che l’avrebbe ferita e uccisa. Ha rintracciato il suo ex fidanzato a casa e nostra nonna in Grecia. Ha raccontato loro tante malignità. Le avevo detto di denunciarlo, perché uno così non può restare libero. Sembrava si fosse convinta, ma poi non l’ha fatto».

La scorso 16 febbraio la studentessa era andata a casa sua, in un alloggio di San Salvario. Jetmir l’aveva aggredita con una siringa, cercando di iniettarle nel collo un liquido. Lei era fuggita. La ragazza aveva chiamato la polizia. Gli agenti avevano cercato di rintracciarlo ma si era allontanato. «Vada in commissariato e faccia denuncia» gli avevano detto. «Il giorno dopo - aggiunge la sorella - avrebbe dovuto farlo. Ha cambiato idea». L’altro ieri ha accettato di incontrare Jetmir. Domenica, nel pomeriggio, ha mandato un messaggio alla sorella. «Mi ha scritto che era con lui, comunicandomi la sua posizione. Poi verso le 17 mi ha scritto di nuovo, informandomi che andava tutto bene e che mi avrebbe chiamata dopo. A tarda sera mi hanno cercato i carabinieri a casa, informandomi che lei era grave in ospedale». 

Notizia e foto tratte da La Stampa
© Riproduzione riservata
24/02/2021 04:55:18


Potrebbero anche interessarti:

Ultimi video:

Crea un account o accedi per lasciare un commento

Bisogna essere registrati per lasciare un commento

Crea un account

Crea un nuovo account, è facile!


Registra un nuovo account

Accedi

Hai già un account? Accedi qui ora.


Accedi

0 commenti alla notizia

Commenta per primo.

Archivio Cronaca

Fabrizio Corona esce dal carcere e torna ai domiciliari >>>

Finanziere trovato morto in casa insieme alla compagna, ipotesi omicidio-suicidio >>>

Palermo, uccide il marito con il veleno per stare con l’amante >>>

Ibrahimovic rischia una squalifica di tre anni >>>

La trasmissione "Striscia la Notizia" accusata di razzismo >>>

Morti in corsia all’ospedale di Saronno, ergastolo confermato al dottor Cazzaniga >>>

ArcelorMittal conferma il licenziamento di Riccardo per il post sui social >>>

Vaccinazioni sul luogo di lavoro, arrivano le regole dell’Inail >>>

Figliuolo: 'Vaccinazioni in maniera uniforme in tutta Italia' >>>

Recuperate a Genova opere in marmo rubate in chiesa a Napoli >>>