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Genovese, nuovo ordine di cattura in carcere

E non andrà ai domiciliari per curare la sua tossicodipendenza

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Non solo non andrà ai domiciliari per curare la sua tossicodipendenza. Ma per Alberto Maria Genovese arriva un nuovo ordine di cattura che lo raggiunge in prigione. L’accusa che gli viene contestata, dopo le indagini condotte dalla Squadra mobile, è di aver commesso un’altra violenza sessuale nei confronti di una 23enne, in vacanza a Ibiza, a villa Lolita, nel luglio scorso. Ma il gip Tommaso Perna, che ha firmato l’ordinanza di custodia cautelare, ha respinto la richiesta di arresto per altri sei presunti abusi, tentati e consumati, nei confronti di altre due ragazze che, assistite dall’avvocato Ivano Chiesa, hanno rinunciato all’anonimato per rilasciare interviste in tv e su una rivista. Come si legge nell'ordinanza l’ex mago delle startup in carcere dal 6 novembre scorso, con la «partecipazione» della sua fidanzata Sarah Borruso, anche lei indagata, «con violenza e abusando delle condizioni di inferiorità fisica e psichica» avrebbe costretto la 23enne «a subire atti sessuali» il 10 luglio 2020. La giovane aveva messo a verbale gli abusi già prima dell'arresto di Genovese per il primo caso, nei confronti di una diciottenne, che sarebbe stata abusata e tenuta sotto sequestro tra il 10 e l’11 ottobre scorsi. In «una festa all'interno della residenza Villa Lolita» a Ibiza, «affittata per un periodo di vacanza da Genovese», lui e la fidanzata - secondo le accuse dei pm Letizia Mannella, Rosaria Stagnaro e Paolo Filippini - avrebbero offerto più volte alla giovane «sostanze stupefacenti», cocaina e ketamina, fino ad uno «stato di alterazione del livello di coscienza». Poi, dopo averla condotta «all'interno della loro camera da letto e dopo averle offerto altra droga, mentre si trovava in stato di semi-incoscienza» l'avrebbero costretta a «subire plurimi atti sessuali», continuando a cederle droghe, «fino a che la ragazza non veniva accompagnata fuori dalla stanza sorretta dai due indagati», poiché «incapace di reggersi in piedi e sanguinante». Il gip ha contestualmente respinto la richiesta di arresti domiciliari avanzata dalla difesa, gli avvocati Luigi Isolabella e Davide Ferrari, per permettere a Genovese di curare la sua tossicodipendenza in una comunità di recupero.

Notizia e foto tratte da La Stampa
© Riproduzione riservata
25/02/2021 19:25:15


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