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Rifiuti: salgono i costi di Sei e dello smaltimento, alcuni Comuni alzano un muro

Approvato il PEF ma ci sono amministrazioni, come quella di Sansepolcro, che hanno votato NO

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Dopo la fumata nera della scorsa Assemblea dell’ATO Toscana Sud, la maggior parte dei Comuni presenti ha votato a favore del PEF (Piano Economico e Finanziario) 2021 dei rifiuti. Questo consentirà ora agli uffici delle diverse amministrazioni di lavorare sulla TARI che sarà costruita proprio sui corrispettivi approvati.

Ciò che ha suscitato la reazione critica di molti Comuni, in primis quello di Sansepolcro, è innanzitutto proprio il generale rilevante aumento dei corrispettivi da riconoscere a Sei Toscana e agli impianti; un aumento che inevitabilmente, seppur in maniera indiretta, ricadrà sulle tasche dei cittadini. Rispetto al corrispettivo attribuito al gestore è da sottolineare il fatto che i Comuni non hanno modo di esercitare un’efficace opera di controllo dei servizi offerti da Sei: questo non può non far sollevare dubbi e perplessità su un aumento degli importi che dovrebbe essere approvato dai Comuni stessi.

Per ciò che riguarda lo smaltimento, ogni provincia ha una logica a sé: avendo ridotto la quantità di rifiuti smaltiti (soprattutto quelli provenienti da ATO Toscana Centro) l’area aretina ha subito un importante aumento dei costi di smaltimento. Purtroppo a pesare molto nella nostra provincia sono le inefficaci politiche di smaltimento dei rifiuti definite e attuate dalla Regione. È paradossale, ad esempio, che un sensibile aumento dei rifiuti differenziati non si sia tradotto con una riduzione degli importi relativi allo smaltimento in quanto gli impianti di Casa Rota e San Zeno hanno comunque costi fissi molto alti che comunque continuano a gravare sugli utenti a prescindere dalle quantità. Di contro i costi di trattamento dei rifiuti differenziati sono ancora piuttosto alti e sicuramente anche questo non aiuta. Oltre a ciò la stessa Sei, che potrebbe valorizzare certe frazioni di rifiuto, non sembra particolarmente motivata a farlo, dato che questa voce non ricade sul proprio bilancio.

Alle criticità sopra descritte, il Comune di Sansepolcro deve poi aggiungere anche una ripartizione dei corrispettivi che, recependo il cosiddetto metodo ARERA, ha creato una situazione ancora più sfavorevole per molti Comuni, tra i quali si colloca anche il nostro: in particolare, l’impossibilità di contemplare esaustivamente variabili che tengano conto della condizione geomorfologica, della densità abitativa e degli investimenti sostenuti per aumentare la raccolta differenziata, ha inciso negativamente sulla definizione e sull’attribuzione delle quote.

In definitiva esprimere un voto favorevole sul PEF 2021 avrebbe voluto dire dare un’implicita forma di approvazione a tutto questo. Rispettiamo i Comuni che hanno espresso un voto di questo tipo, soprattutto quelli che lo hanno fatto in maniera critica, appellandosi ad un senso di responsabilità. Pur comprendendo, almeno in parte, certe decisioni, come Comune abbiamo espresso un voto contrario e lo abbiamo fatto perché a nostro modo di vedere un conto è assolvere responsabilmente al nostro dovere di amministratori, un altro è accollarsi le responsabilità di un modello che, oltre a penalizzare molti Comuni, ci ha privato di qualsiasi prerogativa decisionale.

Redazione
© Riproduzione riservata
18/06/2021 10:24:25


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