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Tutto si trasforma, niente si distrugge: la filosofia green della Donati Legnami

La terza generazione porta avanti l’azienda a Sansepolcro. Il punto col presidente Ferrer Vannetti

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Il magazzino della Donati Legnami è come una enorme foresta addormentata in attesa di nuova vita. Tavole sopra tavole, il profumo dei vari legni che si alterna nelle diverse corsie, tante essenze diverse e un’abbondanza di quantità impressionante, nonostante il mercato oggi soffra di una carenza di materie prime generalizzata. Certa è una cosa: “Tutto si trasforma, niente si distrugge”. Con questo slogan, la Donati Legnami di Sansepolcro tramanda le sue conoscenze da generazione in generazione e quella che oggi porta avanti la Spa nella zona industriale di Santa Fiora è la terza. Una ricerca assoluta del particolare, della qualità e dell’innovazione, per poi ottenere un risultato di alto livello in grado di soddisfare anche il cliente più esigente. Si creano pezzi unici dal calore inconfondibile trasmesso dalla passione di chi ama il proprio lavoro. Generazioni di passione, quindi, accanto a competenza e professionalità che hanno fatto della Donati Legnami un punto di riferimento nel settore dell’artigianato italiano di alta qualità. Cinque soci che hanno raccolto un testimone importante seppure - ognuno nel suo settore - abbiano saputo sviluppare progetti interessanti tali da essersi affacciati nelle stanze che contano. Quattro le famiglie coinvolte in questa realtà, da sempre: Donati, Vannetti, Belloni e Giovagnini. Tutto nasce accanto all’antica cinta muraria nei pressi della stazione ferroviaria, poi il trasferimento nella zona industriale e oggi la Donati Legnami vanta anche un punto vendita per pavimenti in legno a Miami. Una filiera completa con la massima attenzione all’aspetto bio: si definisce un’azienda ‘green’, dato che da anni lavora solo materiali provenienti da filiere estremamente controllate, autoproduce sia la corrente elettrica che utilizza per le proprie lavorazioni che la potenza termica dei propri processi. Ma accanto all'attività storica di prima lavorazione del legno con gli impianti di segheria e alla commercializzazione di questi prodotti in tutto il mondo, l'azienda si è sempre più specializzata sia nelle costruzioni in bioedilizia che nella produzione di pavimenti in legno. In particolare, in questo settore ha assunto una vera e propria eccellenza a livello mondiale. Un’azienda completa, seppure nel corso degli anni abbia subito una serie di imprevisti che ne hanno rallentato, ma mai fermato, l’espansione: vari incendi che hanno provocato danni materiali e segnato interiormente i soci. Con coraggio e dedizione, però, la Donati Legnami non si è mai fermata, con il pieno rispetto dei dipendenti e delle loro famiglie. L’affidabilità e la sicurezza premiano sempre: in questo momento l’azienda sta vivendo un exploit pazzesco con una continua crescita sia produttiva che di fatturato, mantenendo la qualità di sempre. I piedi restano ancorati a terra, seppure lo stile Donati non tramonti mai: simbolo di eleganza, pregio e lusso, dove la parola d’ordine è il legno.

·        Come nasce la Donati Legnami, può raccontare la storia della sua famiglia?

“Nasce con l'azienda di mio nonno Ferrer Donati, conosciuto come Ferruccio. È la storia di un uomo che, nel primo dopoguerra, era da considerarsi già un imprenditore a 360 gradi poiché commerciava di tutto, dagli immobili all’oro: una vera e propria propensione imprenditoriale per poi realizzarsi con l’attività del legno. L’azienda è nata a ridosso della cinta muraria di Sansepolcro, nei pressi della stazione ferroviaria e molti cittadini ricorderanno sicuramente le cataste di legname che erano all'epoca il parco giochi di tanti bambini di Sansepolcro. Sta di fatto che mio nonno costituì poi una società dove inserì mia madre, Zita Donati e mio padre Lino Vannetti, insieme a due soci, Gianfranco Belloni e Umberto Giovagnini, che all’epoca erano dipendenti dell’azienda. Questo al fine di avere un equilibrio aziendale nel quale si potessero integrare personalità e capacita diverse e così è stato per tanti anni. Quattro famiglie presenti all’interno: Vannetti, Donati, Giovagnini e Belloni dove mio padre, Lino Vannetti, ha guidato l'azienda per tanti anni fino al 1991 quando ho assunto io la guida del gruppo”.

·        Lei e gli altri soci rappresentate la terza generazione: quando sono avvenuti i vari ingressi nella Donati Legnami?

“Io, insieme a uno dei figli di Belloni – Stefano per la precisione – siamo entrati nel 1986. In pratica terminato il periodo militare, seppure abbia sempre vissuto l’azienda anche da bambino insieme ai genitori. Un paio di anni più tardi, in società sono entrati mio fratello Luigi e successivamente l’altro fratello Vanni e l’altro figlio di Belloni, Andrea. Negli ultimi anni è cambiato l’assetto societario: noi fratelli Vannetti abbiamo rilevato le quote appartenute all’altro socio, Umberto Giovagnini deceduto nel 2008 a seguito di un male incurabile, mentre la moglie Rosita e le figlie Stefania e Francesca sono uscite dall'azienda dopo anni di proficua collaborazione. Rimane sempre il ricordo di Umberto, che era stato anche assessore alle attività produttive del Comune di Sansepolcro: una persona schietta, con la quale abbiamo condiviso una grande esperienza di lavoro e di vita”.

·        Come sono distribuiti i ruoli all’interno dell’azienda?

“Io sono il presidente della Donati Legnami e mi occupo di tutto quello che riguarda acquisti e vendite. Luigi si occupa della logistica aziendale, nonché di tutto il funzionamento degli impianti, un lavoro delicato che non conosce orari, mentre Vanni del comparto pavimenti e costruzioni in legno. Stefano Belloni della produzione, mentre Andrea del magazzino: anche questi impegni che richiedono estrema dedizione e attenzione”.

·        Ha mai pensato di trasferire l’azienda fuori dalla Valtiberina?

“Abbiamo avuto tantissime occasioni nel tempo, anche perché molta della materia prima che utilizziamo, ovvero il legno, arriva dall’estero: tutto ciò inevitabilmente ti porta anche ad una riflessione di tipo economico, seppure le offerte siano sempre state rifiutate. C’è un attaccamento culturale alla città di Sansepolcro, ma anche l’affezione per il territorio, nella consapevolezza di essere in Italia e soprattutto in Toscana: questo il valore aggiunto per il lavoro che facciamo; non tanto per le materie prime grezze, quanto per i nostri prodotti di élite come i pavimenti o le costruzioni in legno. Noi facciamo un ragionamento etico riguardo a tutto quello che contempla il nostro lavorato: anche i materiali che utilizziamo vengono scelti per essere sostenibili, con la scelta di lavorare solamente legni europei provenienti da foreste con taglio regolamentato. La Donati Legnami è da considerarsi un’azienda verde dove si parla di bio: non vengono utilizzati prodotti chimici per i trattamenti, mentre siamo autosufficienti per quanto riguarda l’energia che consumiamo con il solare e con la combustione degli scarti di produzione. Se vogliamo, è un ciclo chiuso dove tutto si trasforma e nulla si distrugge. A livello di logistica, abbiamo un magazzino che ha una capienza enorme rispetto alla dimensione dei fatturati che andiamo a realizzare: questo perché è sempre stata fatta la politica di capitalizzare le nostre sostanze investendo poi risorse in azienda. Una scelta che oggi ci sta premiando per la carenza di materia prima, la quale ci sta facendo fare un exploit di crescita importante”.

·        Quali sono gli insegnamenti che le hanno trasmesso i suoi genitori?

“Il più importante è che il lavoro sia necessario per il raggiungimento della dignità personale. La cosa che mi è rimasta più impressa e tangibile è che, quando sono entrato a lavorare, ero molto giovane e avevo appena terminato la scuola; mio padre mi vide che stavo fumando una sigaretta e mi disse che non andava bene, perché dovevo dare l'esempio e le mani dovevano essere libere per lavorare! Non me lo sono mai dimenticato e non ho mai più fumato in vita mia. Tutti noi abbiamo fatto un percorso interno all’azienda, partendo dai ruoli più semplici e umili; questo insegnamento ci ha dato la consapevolezza che non ci sono ruoli di seconda categoria, ma solo la qualità di come svolgi le tue mansioni. Un aspetto che oggi fa la differenza: nessuno di noi oggi ha problemi ad uscire dall’ufficio e mettersi allo scarico, oppure alla produzione”.

·        Per la vostra realtà, qual è stato il periodo più duro dall’inizio della pandemia?

“In occasione del primo fermo, quando ci siamo resi conto di essere davanti a una incognita senza nessuna sicurezza per il futuro. La prima preoccupazione è stata per la salute di tutti noi, ma anche per i risvolti economici che avremmo dovuto affrontare, nonché per il futuro dei dipendenti e delle loro famiglie. Oggi non è tutto superato: è stato un anno difficile, seppure abbiamo cercato di dare un colpo di reni e ci siamo riusciti. In questo momento vi sono nuove opportunità, il progetto di internazionalizzazione e la soddisfazione di essere riusciti a collaudare rapporti commerciali importanti prima dello scoppio della pandemia. Oggi stiamo crescendo, portando un modello di correttezza produttiva e commerciale di livello in tutti i nostri servizi e lavori. Attualmente, la Donati Legnami conta una trentina di maestranze, altre assunzioni sono state fatte nelle ultime settimane: stiamo crescendo dimensionalmente con tutte le remore di non fare passi troppo lunghi”. 

·        Crisi sanitaria, crisi economica e crisi sociale: quale la preoccupa maggiormente?

“Sono più aspetti di una stessa medaglia che è difficile scindere in percentuale. In prima battuta c’è la crisi sanitaria con la preoccupazione maggiore rispetto alla vita, seppure con il subentro delle campagne vaccinali sia sempre più sotto controllo rispetto ai picchi del passato. C’è da superare la crisi economica e sociale. Oggi viviamo in una sorta di bolla con la sospensione dei mutui e l'iniezione di nuova liquidità nel sistema delle imprese, ma occorrerà vedere cosa succederà con il termine delle misure speciali nel prossimo futuro. Quando i disagi e il danno economico diventeranno insormontabili per alcuni, si ribalterà poi nell’aspetto sociale soprattutto nelle aziende di media dimensione. Spero vivamente che gli incentivi messi a disposizione, soprattutto nel settore edile, possano dare il via a una spirale virtuosa che porti lavoro in maniera diffusa e crei nuove speranze.  Speriamo che il post pandemia, come nelle guerre, veda una nuova rinascita e che le speranze non vengano deluse. Occorreranno, però, aiuti per coloro che hanno subito di più questa pandemia: mi vengono in mente il piccolo commercio e i negozi, oppure il settore delle palestre, ma anche quello degli eventi; vedo molto meglio nella ripresa il settore alberghiero o della ristorazione, in virtù dell'enorme voglia di vivere che ci accomuna oggi”.

·        Legno e arredo: in che maniera la filiera resiste all’effetto Covid-19?

“Per quanto mi riguarda, sta vivendo un momento felice e noi siamo strapieni di lavoro. A oggi, con gli ordini in mano, abbiamo già raggiunto il fatturato del 2020: c’è comunque la variabile esportazione che può fare la differenza. Gli incentivi che mettono la casa al centro sono il motore per spostare poi altre attività: l’arredamento è uno di questi. Una filiera che ne esce incentivata da queste situazioni, l’unico handicap nel tempo è quello che tali incentivi rischiano l’intasamento del lavoro. L’unica certezza è la carenza di materie prime in certi settori ed il legno è uno di questi; scarseggiano per una serie di congiunture internazionali che fanno sì di rallentare i flussi. Ogni cosa positiva, purtroppo, si trova costretta a combattere con qualche situazione negativa”.

·        La qualità premia sempre: cosa sta chiedendo in questo momento il mercato alla Donati Legnami?

“L’affidabilità! Compatibilmente con i numeri, stiamo cercando di mantenere una crescita calibrata con gli impegni presi. È stato alzato il target qualitativo con una clientela sempre più selezionata, fidelizzando una fetta di mercato importante: oggi abbiamo molte più richieste rispetto a quelle che riusciamo ad evadere. Nella precedente fase di recessione e crisi economica, prima della pandemia, non era semplice avere sbocchi di lavoro di questo genere, oppure dei mercati di riferimento. Ora c’è quello nazionale e mondiale, molto esigente, dove noi ci approcciamo in maniera seria e costruttiva”. 

·        Quanto è importante il mercato estero?

“Per la Donati Legnami rappresenta circa il 30 per cento del nostro lavoro, seppure sia tendente alla crescita”.

·        La Donati Legnami nel passato è stata colpita da alcuni incendi che hanno provocato seri danni: come siete riusciti a ripartire?

“Non ci siamo mai fermati. La nostra realtà ha subito danni importantissimi, ma il fatto di avere un’azienda nella quale abbiamo sempre creduto e investito ci ha dato la possibilità di andare avanti. In alcuni casi, questi incendi hanno provocato danni anche interiormente fra noi soci: eventi del genere ti fanno davvero passare la voglia. Ci vuole molto coraggio per reagire a queste cose. Danni importanti che ci hanno portato, in alcuni momenti, a mettere in gioco i nostri beni personali a garanzia dell’azienda. La scelta è sempre stata quella di non fermarci, perché abbiamo creduto che la nostra strada fosse quella di continuare a fare questa attività a salvaguardia nostra e delle persone che sono con noi”.

·        Bioedilizia e Bioparquet, prodotti innovativi e al passo con i tempi: massima attenzione all’ambiente e alla salute delle persone?

“Assolutamente sì! Abbiamo sempre avuto una visione etica in quello che facciamo. L’idea della bioedilizia e del bioparquet nasce dalla volontà di un servizio e di mettere nelle case delle persone non solo prodotti compatibili, ma che diventassero dei veri e propri compagni di vita. Nessun prodotto usa e getta, bensì scelte consapevoli di materiali ben precisi e da quell’ideologia del non spreco e riutilizzo compatibile sia con la salute che con l’estetica. Uno dei nostri prodotti di eccellenza sono sicuramente i pavimenti in legno, settore che segue mio fratello Vanni in prima persona: negli ultimi anni si è dedicato anima e corpo per ottenere importanti soddisfazioni e un livello di clientela altissimo che ci sta onorando con commesse continue”. È in buona parte grazie al suo impegno e al suo entusiasmo che oggi i nostri prodotti sono presenti in alcuni dei contesti più importanti nel mondo”. 

·        La natura incontra l’arte e nasce Donati Tuscany: di cosa si tratta?

“E’ quell’idea di valore di appartenenza, di sapere di essere in Italia e soprattutto in Toscana: siamo i detentori di una storia importante che si lega all’arte e al concetto del bello; lo siamo da secoli e quindi ambasciatori di questo ideale. Donati Tuscany è un marchio che usiamo pure nei pavimenti che ritroviamo nelle mega ville dei magnati in tutto il mondo, nelle case di importanti uomini di affari, politici e dello spettacolo oltre che in negozi, sedi o showroom di grandi marchi della moda. Una sorta di piccolo pezzo di Toscana nei posti più in voga al mondo”.

·        Quale la più grande soddisfazione lavorativa ottenuta con la Donati Legnami nell’ultimo decennio?

“Quella di essere riusciti a strutturarsi con una rete vendite internazionale. Siamo oggi presenti nei Paesi del Medio Oriente e lavoriamo in Cina e in Giappone, ma anche in Oman e India. C’è comunque anche tanta Europa, dove siamo molto radicati sia in Spagna che in Grecia. Da oramai otto anni, abbiamo un punto vendita anche a Miami per quello che riguarda i pavimenti in legno”.

·        Quanto è importante una collaborazione fra il mondo del lavoro e quello della scuola?

“Direi fondamentale. Si devono formare delle competenze, quindi il legame fra il mondo del lavoro e quello dell’istruzione deve essere indissolubile. Nel tempo, tante volte la Donati Legnami si è resa disponibile per corsi di formazione o stage aziendali, soprattutto con studenti degli istituti d’arte. All’interno della nostra azienda è presente il tronco di un olivo secolare dove gli studenti possono mettere in campo tutta la loro vena artistica con degli intagli; una scultura che cresce”.

·        In autunno Sansepolcro tornerà al voto: di cosa ha bisogno questa città?

“Sansepolcro ha bisogno di tante cose. Personalmente, spero che chiunque si candidi, che poi sarà colui alla guida di questa città, possa trasformare quelli che sono i buoni propositi in buone opere. Credo che in questa città vi sia un valore enorme, seppure niente di nuovo o che si scopra in questo momento: una valenza architettonica e naturalistica, più la capacità a livello sia di accoglienza che di percorsi enogastronomici. Siamo in un contesto unico ai piedi dell’Appennino, che è una risorsa meravigliosa. Penso che chiunque sappia individuare questi punti di innegabile sviluppo inizi o continui a svilupparli”.

·        Ha mai pensato di entrare in politica in maniera attiva?

“Io sono sempre stato distante dalla politica. Seguo, ma non ho una cultura politica molto formata. La mia ispirazione è sempre stata quella di essere un uomo libero, di scegliere i progetti e non di legarsi solo a delle compagini”.

·        Quale il miglior consiglio da dare ad un giovane che oggi vuole diventare imprenditore?

“Di avere un grande coraggio: tutto non è semplice, ma tutto è possibile. Credo che oggi il percorso di chi vuole diventare imprenditore sia fatto di tante opportunità: sono cambiati i settori e le condizioni, ma ci sono sempre dei percorsi fattibili e premianti che ti portano ad essere una persona libera. L’imprenditore è uno che vuole scegliere e non seguire solo quello viene detto”. 

·        Quali sono gli obiettivi della Donati Legnami per i prossimi anni?

“Proseguire in questo percorso virtuoso che porti ad una giusta sostenibilità e a un ritorno economico, ma che al tempo stesso non tradisca i valori a cui siamo ispirati: un percorso ‘green’, poiché lavoriamo materie prime come il legno. Non discostarsi mai dalla consapevolezza di far parte di un ciclo sano che permetta di lasciare questo mondo meglio di come l'abbiamo trovato e l'irrinunciabile speranza di poter migliorare noi stessi ogni giorno che verrà”.

Redazione
© Riproduzione riservata
07/07/2021 11:53:28


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