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Tutto pronto per il volo spaziale di Bezos e il suo originale team di bordo

Il lancio è in programma alle 15 (ora italiana) di oggi dal deserto del Texas

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Il razzo si chiama New Shepard, dal nome del primo astronauta americano che, sessant’anni fa, sfidò lo spazio 23 giorni dopo il russo Gagarin, primo in assoluto. L’equipaggio della capsula circondata dalle finestre più grandi mai usate su un veicolo spaziale?  Sicuramente “originale”,  giocando sul nome di “Blue Origin”, la compagnia privata che Jeff Bezos ha saputo costruire per realizzare il sogno dei turisti nello spazio, e dei voli dei privati al di sopra della coltre atmosferica, sopra il “Limite di Karman”, cioè i 100 chilometri che permettono a uomini e donne di diventare astronauti.  Il lancio è in programma il 20 luglio alle 9 (ora locale,  le 15 ora italiana, a seconda delle condizioni meteo).  Sulla capsula, in cima al razzo alto 50 metri, vi sono 4 “non astronauti”. Chiamarla missione spaziale è un esagerazione: più corretto, mai come in questo caso, definirlo “volo” spaziale.  Tecniche del tutto differenti rispetto alla planata spaziale di Richard Branson di domenica 11 luglio, ma pur sempre una toccata e fuga, sia pure di prestigio, con i sui record e con i rischi annessi e connessi. Un veloce ascesa verso lo spazio fino a 100 chilometri, poi il distacco della capsula dal razzo, che tenterà la discesa a terra per essere recuperato, e l’atterraggio della capsula con paracadute e a bordo i suoi 4 occupanti. Non male, per essere un volo a battesimo del razzo New Shepard, dal nome del mitico e indimenticabile Alan Shepard.  Che tutto sommato, nel 1961, fece un volo simile ma con ben altre sollecitazioni alla partenza e rinchiuso in una capsula stretto su un sedile e, altro che finestrine per guardare il panorama!  Zero visibilità e la Terra vista dall’alto con un  periscopio e una piccola rondella di metallo che gli vola davanti al casco: era in assenza di peso … Anche l’equipaggio è difficile chiamarlo tale.  Capitanati dai fratelli Bezos, gli altri due sono davvero particolari e sono davvero “turisti spaziali” Una signora di 82 anni, Kelly Funk, che fece parte del gruppo delle prime 13 donne astronauta che gli USA scelsero peri primi voli spaziali. Ma che non voleranno mai per scelta politica di allora:  la prima americana in orbita ci arriverà solo nel 1983.   E poi, ecco il misterioso vincitore disposto a pagare 28 milioni di dollari per fluttuare 4 minuti in assenza di peso in compagnia dei fratelli Bezos, rimasto anonimo per settimane. Il turista spaziale che completerà l’equipaggio è un 18enne: Oliver Daemen, olandese, che in realtà all’asta milionaria si era classificato secondo. Il vincitore, che resta anonimo, «ha scelto di volare in una futura missione sul New Shepard a causa di una sovrapposizione di impegni» - si legge nell’annuncio di Blue Origin. E così il sedile numero 4 è passato al giovane Oliver, fresco di diploma, che prima di iniziare a studiare fisica all’Università di Utrecht ha dedicato un anno per ottenere la licenza di pilota privato. Il mese scorso suo padre (JoesDaeman, Ceo e fondatore dell’impresa Somerset Capital Partners) aveva fatto l’offerta appena inferiore ai 28 milioni di dollari che avevano chiuso l’asta. Il ragazzo olandese sarà il più giovane viaggiatore spaziale della storia.  E nello stesso volo ci sarà quella che diventerà invece la persona più anziana a raggiungere lo spazio: con 82 anni e 19.600 ore di volo alle spalle, Kelly Funk aveva sempre sognato di diventare astronauta. C’era andata vicinissima, superando brillantemente tutti i test del programma Mercury 13 del 1961, progettato per dimostrare che le donne potevano sostenere lo stesso addestramento degli uomini. Kelly Funk, che ai tempi del Mercury 13 era la più giovane, ora potrà prendersi la rivincita grazie a Jeff Bezos, che a inizio luglio l’ha invitata a bordo come ospite d’onore. Il 20 luglio Blue Origin attiverà sul suo sito la diretta del lancio a partire dalle 13.30 italiane, con il lancio previsto intorno alle 15. La ‘Blue Origin Experience’ che sperimenteranno i 4 viaggiatori spaziali prevede 6 minuti di viaggio tra andata e ritorno e 4 minuti trascorsi a fluttuare nello spazioso abitacolo della capsula.  Il viaggio di Bezos sarà dunque più breve di quello di Branson, che lo scorso 11 luglio è partito con il primo equipaggio di turisti suborbitali a bordo della sua VssUnity. In compenso, Bezos arriverà più in alto: se infatti il veicolo di Virgin Galactic raggiunge poco più di 80 chilometri di altezza, un confine considerato già ‘spazio’ dagli Stati Uniti ma su cui non tutti concordano, la navetta di Blue Origin supera i 100 chilometri. E’ il volo spaziale suborbitale (cioè con la capsula che non entra in orbita per compiere un giro completo attorno alla Terra, che dura non meno di 90 minuti) numero 24 della storia. Dove vi sono, tra gli altri, i primi voli sopra 90 chilometri degli aerorazzi X-15, ad inizio anni 60, le missioni di Shepard e di Grissom, un volo Sojuz andato male del 1975, e i voli più recenti degli spazioplani di Virgin. Ma questo ha un sapore antico, di pionierismo, con un razzo di tipo tradizionale sia pure innovativo, che brucia propellente liquido. Ma che però apre ufficialmente l’era , del tutto nuova, del turismo tra le stelle.  In attesa dei futuri viaggi turistici in orbita e, ancora più in là, verso la Luna.  Bezos ed Elon Musk sino già pronti …

Notizia e foto tratte da La Stampa
© Riproduzione riservata
20/07/2021 13:48:23


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