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Maxi confisca di beni anche in Valtiberina ai fratelli Crupi del clan Commisso

C'è anche l'albergo di Anghiari sequestrato 4 anni fa

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Ci sono anche Anghiari, Sansepolcro e la vicina Città di Castello nella mappa della maxi confisca eseguita ieri mattina dai carabinieri del Comando Provinciale di Latina, in collaborazione con i colleghi competenti per territorio. Le operazioni sono scattate in contemporanea anche a Latina, Aprilia (Latina), Roma, Reggio Calabria, Siderno (Reggio Calabria), Torino, Vitulazio (Caserta) e Nocera Inferiore (Salerno), dove i militari hanno proceduto con la misura di prevenzione patrimoniale di primo grado dei beni che riconducono a due fratelli. Uno è Vincenzo Crupi, 58 anni, residente in Olanda, ma detenuto nel carcere dell’Aquila in regime di 41 bis. Si tratta di un esponente del vertice della cosca “Commisso”, che ha la base a Siderno ma con proiezioni nelle province di Roma, Caserta e appunto Arezzo, più interessi economico-criminali in Olanda e Canada. Il fratello più giovane è Rocco Crupi, 55 anni, residente anche lui in Olanda e domiciliato a Latina. L'esecuzione della misura ha riguardato un patrimonio complessivo di 30 milioni di euro; nel dettaglio, 13 società operanti nel settore florovivaistico, con la notifica provvedimenti ai due Crupi, agli amministratori e ai soci; 36 terreni agricoli, prevalentemente adibiti a vigneti per la produzione di un pregiato vino che avrebbe dovuto essere commercializzato in Canada; 22 abitazioni; 7 locali adibiti ad esercizi commerciali; 21 fabbricati/magazzini; 2 alberghi, fra i quali la Anghiari Residence S.r.l. (già Anghiari Residence S.p.a.), in relazione alla quale Vincenzo e Rocco Crupi sono stati rinviati a giudizio. Nel computo totale, ci sono poi anche un centro sportivo, 33 veicoli e 26 conti correnti bancari. Relativamente all’albergo situato nella parte bassa di Anghiari, la vicenda era venuta alla luce nel maggio del 2017, quando i carabinieri di Arezzo avevano sequestrato a scopo preventivo la struttura ricettiva nell'ambito di una operazione anti 'ndrangheta; il provvedimento era stato emesso sempre dal tribunale di Latina sul conto di soggetti che riconducevamo al clan “Commisso” della Piana di Gioia Tauro. All'origine del sequestro, un traffico internazionale di stupefacenti che aveva portato all'arresto dei due fratelli Crupi. I proventi della droga sarebbero stati reinvestiti in una serie di operazioni fittizie: società, immobili e conti correnti sarebbero stati intestati a persone considerate mere "teste di legno ". Oltre all'hotel ad Anghiari, in quella circostanza erano stati sequestrati anche due terreni, due cortili e due garage. La misura di prevenzione, eseguita ai sensi dell'articolo 24 del decreto legge numero 159 del 6.9.2011, a firma del presidente Francesco Valentini - e coordinata nelle varie fasi della sua lunga istruzione dal sostituto procuratore distrettuale antimafia, dottor Giuseppe Cascini e dai Pubblici Ministeri dottori Giuseppe Bontempo e Giuseppe Miliano della Procura della Repubblica di Latina - si basa fondamentalmente sul riconoscimento della pericolosità sociale dei due soggetti, che era stata avanzata dal Pubblico Ministero della Procura Distrettuale Antimafia. Così si legge nel comunicato del Comando Provinciale Carabinieri di Latina.

 

 

Redazione
© Riproduzione riservata
23/07/2021 05:44:29


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