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Omicidio Ziliani, l’ex vigilessa stordita nel sonno e soffocata con un cuscino

Le figlie arrestate per il delitto sono entrate in carcere tenendosi per mano

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Laura Ziliani è stata stordita dai farmaci. Ma non uccisa dal composto di benzodiazepine trovato nel suo corpo. Chi indaga è convinto che l'ex vigilessa bresciana sia stata soffocata con un cuscino mentre dormiva sotto effetto di ansiolitici «potenzialmente idonei a compromettere le capacità di difesa». Ora bisogna vedere quali elementi sul cadavere, a distanza di 140 giorni dal decesso, possono ancora essere trovati a sostegno della tesi del soffocamento non violento. Intanto sono fissati per martedì gli interrogatori di garanzia di Mirto Milani, Silvia e Paola Zani, arrestati venerdì scorso con l'accusa di avere ucciso la madre delle ragazze. I tre compariranno davanti al gip Alessandra Sabatucci, che ha firmato l'ordinanza di custodia cautelare su richiesta del pm Caty Bressanelli. Al momento le ragazze sono al carcere bresciano di Verziano, mentre Mirto si trova nell'altro carcere di Brescia, Canton Mombello. Le due sorelle di 27 e 19 anni sono entrate tenendosi per mano, poi sono state separate ma riunite nella stessa cella per la notte. È invece in isolamento Milani, fidanzato della maggiore, che avrebbe avuto una relazione segreta con la più piccola. Tutti e tre si sono chiusi nel silenzio, come in silenzio sono rimasti quando i carabinieri venerdì mattina li hanno arrestati. 

Il compagno: "Era tranquilla e serena"
Anche Lorenzo, il compagno di Laura Ziliani, preferisce non parlare e tace al telefono dopo la notizia degli arresti. Ha descritto ai carabinieri lo stato d'animo della donna a poche ore dall'omicidio. Parole pronunciate ai carabinieri che lo hanno ascoltato subito dopo la scomparsa dell'ex vigilessa. Durante il tragitto da Brescia alla casa di Temù fatto la sera di sabato 7 maggio scorso, a poche ore dal delitto avvenuto la domenica della festa della mamma, hanno avuto più conversazioni in cui la donna viene descritta come «tranquilla e serena». 

La nonna: mie nipoti troppo attaccate ai soldi
 «Quei tre ragazzi erano troppo attaccati ai soldi»: la madre di Laura Ziliani, Marisa, questo ha riferito agli inquirenti parlando delle due nipoti, Silvia e Paola, e di Mirto Milano. La donna ha anche riferito di una lite che Laura e Mirto avevano avuto a proposito del costo di una ristrutturazione. «Mia figlia era basita che lui si interessasse a quelle cose che non lo riguardavano. Quei tre ragazzi erano troppo attaccati ai soldi». Silvia e Paola, rispettivamente impiegata in una Rsa e studentessa di Economia, a 18 giorni dalla scomparsa della mamma si compiacevano del patrimonio che avrebbero ereditato. In un'intercettazione telefonica, la maggiore ha detto alla più piccola: «900 euro, troppo figo, soltanto con quelli paghiamo l'anticipo per un'auto nuova e forse ci sta anche una vacanza». Si riferisce a un affitto da riscuotere, uno dei diversi appartamenti di cui erano comproprietarie con la madre. Intercettazioni che «più di ogni altro elemento, mostravano l'assenza di qualsivoglia turbamento in capo alle sorelle circa le sorti della madre» secondo il giudice che ha firmato gli arresti.
Lucia, la sorella mezzana di Paola e Silvia, disabile, che viveva con la madre a Brescia, l'ultima a vederla prima della partenza per Temù, ha avuto da subito dubbi e agli inquirenti ha detto che le sorelle «litigavano spesso con la mamma per la questione del bed and breakfast».

Notizia e foto tratte da La Stampa
© Riproduzione riservata
26/09/2021 13:19:45


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