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Sestino: il Liuto, i Medici ed un Castello

L'amministrazione consegna un "encomio solenne" alla manifestazione

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Tre temi si sono intrecciati nel concerto finale, che la liutista/concertista Sigrun Richter e il laboratorio del maestro liutaio Nico van deer Waals hanno realizzato a Monterone, sabato 16 ottobre: l’appuntamento annuale con un concerto di musiche antiche, il quinto centenario del passaggio di Sestino alla Repubblica Fiorentina e la location, l’antico Castello di Monterone - sulla frontiera Sestino/Marche - già denominato ufficialmente “Castello del Liuto”.

L’evento è stato sottolineato dalla amministrazione comunale, con un “encomio solenne”, consegnato ai due artisti dal sindaco Franco Dori, nel corso della giornata inaugurale della mostra “Il fascino sonoro di un antico Liuto rinato”, nel pomeriggio del 10 ottobre.

Alle pareti del “Museo del Liuto”, costruito a Monterone ormai da 19 anni, in un antico casolare dove “parlano” le travature in legno, un camino affumicato, scale poderose di cerro che portano nelle rinate “soffitte”, c’è la storia dell’unico liuto di Joseph Heller (1601) recuperato con maestria da Nico van der Wals, sulla base di conoscenze storiche, studi in più sedi europee e italiane e il concorso di tecniche moderne messe a disposizione dalla Università degli Studi di Urbino. Un liuto che ha girato il mondo, registrato più volte su dischi, si è fermato a Monterone e poi è ripartito per altri lidi, dopo un apposito concerto nel “Castello del Liuto”.

Sigrun Richter ne ha narrato la storia, pubblicata in Germania e tradotta poi per i visitatori del Museo, dove ora si può tuffarsi in una lettura affascinante e in un percorso didattico/ storico minuzioso: “Il restauro di uno strumento storico - scrive Sigrun Richter- non è semplicemente una sfida di abilità artigianale. Richiede profonde conoscenze dei materiali, capacità dell’analisi strutturale, effetti prodotti sul suono dalla struttura e dal tipo di legno usato, storia della costruzione dello strumento stesso e degli interventi successivi”.

Un gruppo di ammiratori ha partecipato al concerto, animato da Sigrun Richter, con le voci di Fabian Zama e Karin Mesletzky; ai liuti e tiorba Maurizio Da Col, ancora Mesletzky e Gerhard Weick. Musiche che hanno proposto un excursus dal XIV sec. Joan Ambrosio Dalza - a Girolamo Frescobaldi (sec. XVI).  Ma quello che ha suggellato il rapporto con l’appuntamento del passaggio di Sestino alla Toscana, è stato un insieme di “testi” temporanei ai Medici, musiche che in quella famiglia e nella nobiltà del tempo venivano ampiamente utilizzate, come “Aria di Fiorenza”. Musiche dolci, quasi silenti, speso tristi, poi di una prorompente gioiosità, dove la natura diventava ispiratrice.

Un fuori programma, molto apprezzato, è stato proposto da Sigrun Rickter, che si è cimentata in un raro testo del francese Pierre, vissuto a Roma nei gesuiti: musica descrittiva, che “racconta” una battaglia medievale, con suono di trombe, marce faticose, galoppo di cavalli, fragore delle armature in metallo, colpi di archibugi e, infine, un secco colpo di cannone.

Monterone - e Sestino - hanno così potuto immergersi nella cultura di quel Cinquecento ampiamente citato quest’anno dagli storici. E ora anche dalla musica di autore.

In questo contesto è emersa anche un’altra stimolazione: il coinvolgimento della scuola in queste esperienze musicali e storiche e, inoltre, l’inserimento di Monterone in programmi nazionali, per dare anche al “Castello del Liuto”, una maggiore visibilità e una prospettiva turistica di prestigio.

Giancarlo Renzi

Redazione
© Riproduzione riservata
18/10/2021 11:14:12


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