Opinionisti Marco Cestelli

3 proposte per mitigare il problema del “femminicidio”

Alcune semplici e altre un po’ più complesse

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Le donne in Italia sono discriminate, oggetto di violenza e offese, e uccise laddove il “compagno/marito/padre dei figli in comune” non riesce a trovare una soluzione diversa rispetto al dramma della gelosia o dell’abbandono, al quale non riesce a dare un contegno civile. In realtà non siamo il paese peggiore da questo punto di vista in Europa e quindi nel mondo, anzi siamo tra quelli meno pessimi; tuttavia una sola donna uccisa è di troppo, e questo è evidente e sacrosanto.
Quando si parla di questo argomento si dà per scontato che invece il MASCHIO ITALICO, BIANCO ed ETERO, sia messo bene, sia felice e garrulo dei suoi privilegi “di natura”, che sia forte e consapevole, benestante e discriminato da niente e da nessuno, sempre pronto a tradire la malcapitata (con altre donne, ma questo è un dettaglio) in quanto servo e oppresso dal testosterone a cui nessuna educazione sentimentale, civile, religiosa, progressista, ecc. riesce a dare pace e contegno pelvico. Al massimo il nostro maschietto si suicida (4 volte più rispetto al genere femminile).
Per mitigare ulteriormente questo fenomeno avrei delle proposte da fare, alcune semplici e altre un po’ più complesse ma nell’insieme dovrebbero dare una mano a limitare il problema.

La prima: al momento di contrarre il matrimonio o l’unione civile di qualunque genere la moglie/compagna deve essere a conoscenza se il futuro marito/compagno abbia ricevuto in passato denunce per rissa, violenza, atti violenti, discriminatori, sessisti, ubriachezza molesta, psicanalisi, uso di droghe o di farmaci psicotici; intanto direi che sia un bene sapere se ci sono state delle causali che in passato hanno visto il maschietto prescelto in condizioni di nuocere al prossimo o a se stesso, se sia stato psicolabile o portato a comportamenti sbagliati che possano indurre a pensare che possa ripresentare sintomi tali da sfociare in atteggiamenti violenti.

La seconda: al momento di contrarre il matrimonio o l’unione civile di qualunque genere la moglie/compagna deve essere a conoscenza se il futuro marito/compagno abbia mai posseduto ufficialmente armi di alcun genere, se ne abbia acquistate, se è in possesso di porto d’armi, anche se per uso prettamente sportivo; naturalmente per ottenere un nuovo permesso deve poter presentare il nulla osta della moglie/compagna madre dei propri figli, e senza tale firma congiunta non si possano acquisire armi ritenute tali da poter recare danno al prossimo. Insomma la donna in questione deve essere a conoscenza se, nascoste in garage o in cassa forte, o a casa della suocera ci siano arnesi che possano recar danno per se e i figli.

La terza proposta è più articolata: corsi obbligatori prematrimoniali separati tra uomo e donna. Una bella formazione complessa senza la quale non si può procedere all’unione (riconosciuta) tra i due sessi. Materie di studio con insegnanti professionisti nelle seguenti materie:
religione (se l’unione è benedetta dalla Chiesa Cattolica);
legale, cosa comporta lo stato di unione, diritti e doveri, come si scioglie l’unione, cosa comporta avere figli e gestione della prole in procinto di una separazione, quali sono gli atteggiamenti legalmente sbagliati e come si denunciano, pene conseguenti;
psicologica, cosa significa rispetto per l’altro sesso, come avere un atteggiamento positivo verso l’altro, come affrontare i compiti in comune, come comprendere i cambiamenti nel tempo, come sopportare l’infedeltà e la separazione, come educare i figli e crescerli in armonia e con parità di diritti e doveri, come mitigare atteggiamenti di rabbia e violenza;
finanziaria, comunione o separazione dei beni, conti correnti e gestione delle spese, costi condivisi e separati, amministrazione familiare, gestione mutui in costanza di unione e separazione, eredità;
sessuale, il corpo del partner, le variabili infinite, rispetto delle esigenze altrui, insospettabili attese e inconfessabili aspirazioni (e le conseguenze);
insomma una formazione quanto più completa su quello che veramente attende ad una coppia.
Al che, miei cari lettori, mi si dirà che nulla può surrogare una buona educazione di principio, ed è vero, ma mentre lo Stato può certificare una formazione non può sindacare sull’educazione ricevuta, se non quella scolastica.
Come dite? Così non si sposa più nessuno? Forse, ma d’altronde il matrimonio è la prima causa di separazione, l’unione o il fidanzamento sono la prima causa di violenze di coppia, se non c’è coppia si ricade nel codice civile e penale “normale”.  

Marco Cestelli
© Riproduzione riservata
01/12/2021 16:21:33

Marco Cestelli

MARCO CESTELLI: Persona molto conosciuta a Sansepolcro, studi economici e commerciali a Milano, manager e imprenditore, scrittore, conferenziere e comunicatore, ha viaggiato in molte parti del mondo, ha sperimentato innovazioni e il valore della cultura. Legatissimo alla sua terra ama l’arte e la storia, la geopolitica e la cultura europea. Sa di non sapere mai abbastanza.


Le opinioni espresse in questo articolo sono esclusivamente dell’autore e non coinvolgono in nessun modo la testata per cui collabora.


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