Notizie Nazionali Cronaca

Sfregio della Scala dei Turchi: scoperti i due artefici

Uno di loro aveva partecipato agli attentati alla metropolitana di Milano e alla Valle dei Templi

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Sono due uomini di Favara, maggiorenni, gli autori dell’imbrattamento della Scala dei Turchi di Realmonte. Li hanno individuati i carabinieri di Realmonte e di Agrigento dopo cinque giorni di indagini. La procura di Agrigento aveva subito aperto un’inchiesta contro ignoti per danneggiamento di bene paesaggistico. I militari dell’Arma sono arrivati all’individuazione dei due autori anche grazie all’esame dei filmati delle telecamere di videosorveglianza della zona. Nel corso delle perquisizioni nelle abitazioni dei due, sarebbe stato trovato il materiale utilizzato per il raid vandalico. Uno dei due è un pregiudicato che, tra le altre cose, in passato è stato denunciato per un precedente danneggiamento della Scala dei Turchi. Si chiama Domenico Quaranta, 50 anni, già noto alle forze dell’ordine per essere stato 20 anni fa tra gli autori degli attentati alla metropolitana di Milano e alla Valle dei Templi di Agrigento, episodi per i quali era stato condannato a 16 anni di carcere. L’uomo si era pure convertito all’Islam. Nelle prossime ore sarà possibile conoscere ulteriori dettagli su quanto accaduto ma pare che alla base del gesto - come sottolinea la procura di Agrigento - ci sia una sorta di contestazione verso le forze dell’ordine. 

Nella notte tra venerdì e sabato scorsi i due hanno cosparso la marna bianca della Scala dei Turchi di polvere di ossido di ferro, uno sfregio a un bene molto visitato e molto amato, a tal punto che le opere di pulizia disposte subito dal comune di Realmonte - che dopo un lungo iter giudiziario si appresta a divenire proprietario dell’area - hanno visto in azione anche numerosi volontari; quelli che lo stesso procuratore di Agrigento Luigi Patronaggio ha voluto definire «la migliore gioventù siciliana». La Scala, sporcata da enormi macchie rosse, è stata ripulita in poche ore e restituita nelle condizioni in cui si trovava prima del raid vandalico. Restava da capire chi e perché l’ha fatto. Il mistero è stato ora risolto. I due sono stati denunciati a piede libero per danneggiamento di beni aventi valore paesaggistico.

Notizia e foto tratte da La Stampa
© Riproduzione riservata
12/01/2022 14:19:11


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