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Elezioni legislative in Francia, Macron perde la maggioranza assoluta

Le Pen decuplica i seggi. Mélenchon: arroganza sconfitta

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Per Emmanuel Macron, due mesi dopo la conferma all'Eliseo, è arrivata la più bruciante delle sconfitte. Un crollo al di là di ogni previsione per il presidente che in settimana - tornando dalla sua prima visita nell'Ucraina in guerra - aveva chiesto ai francesi una maggioranza «forte e chiara per una Francia davvero europea. Ha vinto Jean-Luc Mélenchon, il tribuno della gauche che tallona la maggioranza presidenziale. Ha stravinto Marine Le Pen, che senza neppure fare campagna elettorale ha decuplicato il numero dei deputati all'Assemblée Nationale. Con una forbice fra 205 e 235 seggi - circa 120 in meno rispetto ai cinque anni appena trascorsi - l'obiettivo dei 289 che Macron inseguiva per assicurarsi la maggioranza assoluta si è polverizzato. I sondaggi hanno completamente sbagliato previsioni: le truppe di Mélenchon riunite nella Nupes (la sua France Insoumise più verdi, socialisti e comunisti) inseguono da vicino la coalizione di governo Ensemble!, con 170-190 seggi. Con chi governerà Emmanuel Macron? Come ristrutturerà il suo governo decapitato da questo ballottaggio? La premier giusta per una situazione così infuocata è la tecnica e fredda Elisabeth Borne? Le domande si intrecciano  mentre davanti ai palchi di Jean-Luc Mélenchon e di Marine Le Pen i sostenitori delle estreme fanno festa.  Macron avrà vita durissima a dialogare sulle riforme con avversari così determinati. Entrambi - Mélenchon e Le Pen - hanno fatto in questi anni dell'anti-macronismo la loro cifra principale. Come previsto, si profilano cifre molto negative anche per l'affluenza, con un'astensione fra il 53,5% e il 54%, con metà del Paese sotto una cappa di afa vicina ai 40 gradi.

Le possibili alleanze
Gli analisti sono concordi sul fatto che Macron possa rivolgersi unicamente alla destra tradizionale, gli ex neogollisti che fino a 10 anni fa sono stati sempre uno dei due poli che si alternavano al potere della Quinta Repubblica e sono ridotti oggi a quarta forza in parlamento (60-75 seggi), per la prima volta dietro all'estrema destra. Ma soltanto qualcuno dei dirigenti del partito, come Jean-François Copé, ha evocato stasera un «patto di governo» con i macronisti in difficoltà. Lo spostamento a destra voluto da Macron - che sta strutturando proprio in questi giorni il suo nuovo partito con il nome di “Renaissance” - appare denso di interrogativi: una formazione politica azzoppata, inseguita dai suoi nemici più giurati, la sinistra radicale e l'ultradestra. «Un risultato lontano da quello che speravamo» ha commentato ai microfoni di Tf1 il ministro del Bilancio Gabriel Attal, ex portavoce di Emmanuel Macron. «Da parte nostra c'è una mano tesa verso tutti coloro che vogliono mandare avanti il Paese»: così la portavoce del governo, Olivia Gregoire, annunciando quindi l'intenzione di «cercare alleanze» con gli altri partiti per il bene della Francia.

Mélenchon: sconfitta Macron è totale
«La sconfitta del partito del presidente è totale e non c'è nessuna maggioranza» ha detto il leader della sinistra Jean-Luc Mélenchon, commentando i risultati. «Noi non rinunciamo all'ambizione di governare il Paese», ha aggiunto. «Il risultato elettorale di questa sera è soprattutto la sconfitta del presidente Emmanuel macron, è lo scacco elettorale e morale della “macronia”. Abbiamo raggiunto il nostro obiettivo, far crollare l'uomo dell'arroganza. Il crollo di quest'uomo che dava lezioni a tutti è davanti a tutti, è senza appello».

Le Pen, opposizione ferma ma responsabile
«Faremo una opposizione ferma, senza connivenze, ma anche una opposizione responsabile e costruttutiva» ha detto la leader del Rassemblemnt National, Marine Le Pen. «La nostra unica bussola è l'interesse della Francia e del popolo francese», ha sottolineato  parlando dal suo "feudo" di Henin-Beaumont, dove è stata eletta deputata con oltre il 60% delle preferenze.  «Il popolo si è espresso e ha deciso di mandare all'Assemblea Nazionale un importante gruppo di deputati del Rassemblement National», ha aggiunto sottolineando che questo gruppo «è il più numeroso della storia della nostra famiglia politica».

Sconfitti i fedelissimi
La premier francese, Elisabeth Borne, è stata eletta deputata all'Assemblea Nazionale nella sua circoscrizione del Calvados. Non dovrà dunque dimettersi, come prevede la prassi. Diversi alleati vicini al presidente francese Emmanuel Macron invece risultano sconfitti. La ministra della Salute, Brigitte Bourguignon, è stata sconfitta nel Pas-de-Calais da Christine Engrand, candidata della formazione di estrema destra Rassemblement national di Marine Le Pen, e dovrà dunque lasciare il governo. Battuto anche il presidente del gruppo LREM di Macron, Christophe Castaner, che nelle Alpes-de-Haute-Provence dovrà cedere il posto al rivale di Nupes Léo Walter. E battuto anche il presidente dell'Assemblea nazionale, Richard Ferrand, sconfitto dall'avversaria di Nupes Mélanie Thomin nel Finistère. Ha annunciato invece la sua vittoria contro la Nupes il ministro dell'Interno, Gérald Darmanin.

Le critiche per la missione in Ucraina
Durante la missione nell'est Europa, conclusasi con la visita da Zelensky a Kiev, Macron è stato bersagliato dalle critiche delle opposizioni che lo hanno accusato di essersi allontanato dal Paese tra i due turni delle legislative ed essere andato in Ucraina per motivi prettamente elettorali. «Considera che le elezioni legislative siano una formalità», ha attaccato Mélenchon. Il tribuno della France Insoumise (LFI) che è riuscito nella scommessa di riunire la sinistra in vista del voto - aderiscono alla Nupes oltre a LFI, il Partito socialista, Europe-Ecologie les Verts e i comunisti - aveva messo in guardia dai rischi di "disordine" se i connazionali non si fossero espressi in modo netto. Macron ha detto invece di essere rientrato dall'Ucraina «concentrato e segnato». Intervistato da BFM-TV sul treno che lo riportava da Kiev alla Polonia prima di decollare a bordo di un volo per Parigi, aveva espresso la necessità di avere «una Francia veramente europea» per far fronte alle crisi come la guerra di Vladimir Putin.

Notizia e foto tratte da La Stampa
© Riproduzione riservata
19/06/2022 21:26:36


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