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Tropea, cosa vedere e cosa mangiare

Gemma della regione Calabria, centro turistico e culturale di incommensurabile bellezza

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Bianco, verde, oro e azzurro, ecco svelate le eleganti tonalità cromatiche che caratterizzano il paesaggio di Tropea, vera bellezza del territorio calabrese a pochi passi da Vibo Valentia. Affacciata letteralmente sul Mar Tirreno, all'interno della Costa degli Dei, la cittadina sorge su un territorio particolare stretta in un abbraccio tra i golfi di Gioia e di S.Eufemia. Dal formato ridotto conta solo seimila abitanti, un quantitativo che aumenta a dismisura durante le vacanze estive quale meta prediletta.

Tropea si sviluppa attraverso due parti distinte, una superiore e una inferiore. La prima ospita la maggioranza della popolazione e delle attività della vita quotidiana, la seconda nota come Marina è a pochi passi dal mare e dal porto. Ma è la struttura della parte superiore a rendere unica Tropea, perché collocata maestosamente sopra una vasta rupe di rocce a strapiombo sul mare cristallino. Un'immagine austera e regale allo stesso tempo, impreziosita dalla presenza di spiagge, insenature ma anche costruzioni che ne amplificano la bellezza.

Secondo un'antica leggenda Tropea nascerebbe per merito di Ercole, che decise di fermarsi di ritorno dalle Colonne d'Ercole. Ma la storia di questa cittadina è antica e risale al neolitico, come confermano molti ritrovamenti. La sua particolare conformazione territoriale catturò l'interesse prima dei greci e poi dei romani, testimoniato da molti reperti architettonici e funerari. In particolare i romani presero possesso del territorio, anche grazie a Sesto Pompeo che sconfisse Cesare Ottaviano, organizzandolo e sfruttandolo con scavi, giacimenti e cave. Ma anche con strutture architettoniche mirate quali necropoli, impianti termali, fornaci, aree produttive e un fiorente porto commerciale. Secondo i racconti furono i romani a batterla con il nome di Tropea, derivazione di tropaia ovvero trofei, anche se in molti legano il tutto al vento che spira dal mare verso la terra e che può creare vortici improvvisi. E che i marinai ancora oggi chiamano tropèe.

La successiva cristianizzazione, frutto della presenza bizantina, è ancora oggi testimoniata da numerose strutture religiose. Una gestione territoriale che riuscì a proteggere a lungo Tropea dall'assalto dei saraceni, per poi finire tra le mani degli arabi, riconquistata dai Normanni e successivamente gestita dagli Aragonesi. La cittadina ha vissuto momenti di forte prosperità alternati a periodo di crisi, con vere e proprie fughe di massa dei più poveri per sfuggire alle salate tasse. La situazione riprese slancio con il risorgimento, con l'introduzione di norme, regole e di una gestione più equilibrata che favorì la nascita di nuove attività e laboratori. Ma anche di un migliore collegamento su strada e rotaia.

La bellissima Tropea è una meta turistica davvero molto ambita, non solo per le bellezze naturali e le sue spiagge ma anche per le strutture storiche che ne impreziosiscono il territorio. Facilmente raggiungibile via treno, auto oppure aereo la cittadina presenta un interessante centro storico, con antichi palazzi nobiliari, oltre a una serie di costruzioni religiose sorte nei secoli all'interno della cinta muraria. Tra queste la piccola Chiesa dei Cappuccini, la concattedrale di Maria Santissima di Romania e protettrice di Tropea, la chiesa della Michelizia con una bellissima cupola rinascimentale e la chiesa di San Francesco di Paola. Ma anche una serie di musei religiosi, strutture ecclesiastiche dal formato più piccolo e antichi locali del Vescovato.

Tra le strutture civili spiccano l'antica costruzione nobiliare Palazzo Toraldo Serra, seguito dal Palazzo Scrugli, oltre a una serie di palazzi nobiliari antichi. Imperdibile l'affaccio ovvero un punto panoramico mozzafiato, ben noto ai cittadini di Tropea ma anche il Belvedere, il porto, gli scogli di Riace e le spiagge della Rotonda, della Linguata, Petri i Mulini e Grotta dello Scheletro dove è possibile immergersi in un mare trasparente, con sabbia cristallina e tanta pace.

Ma la più ammirata è sicuramente la chiesa di Santa Maria dell'isola, che sorge sul piccolo isolotto (Isola Bella) posto davanti alle scogliere e alla cittadina di Tropea. Antichissima, del 370 d.C., è stata rifugio per eremiti e naviganti, perché un tempo non era collegata alla terra ferma. All'interno è presente un piccolo santuario raggiungibile attraverso una ripida scalinata scolpita nella stessa roccia, dove si può godere di un giardino rigoglioso e di una vista spettacolare.

Non solo mare, divertimento e arte, Tropea offre la possibilità di degustare piatti e pietanze dal sapore unico. Regina indiscussa è la cipolla rossa, tipica della zona, che trova spazio come contorno ma principalmente come ingrediente principale per risotti, frittate, marmellate e nell'insalata tropeana con l'aggiunta di peperoni, pomodori e cetrioli. In compagnia di molte altre golosità quali i surici fritti ovvero piccoli pesciolini impanati e fritti in olio d'oliva, la pasta fileja dalla forma allungata e arrotola fatta a mano che si consuma con sugo di maiale o cinghiale. Senza dimenticare l'nduja, la ricott, il pecorino di Monte Poro dal sapore intenso. La pasta ca' muddica ovvero pasta lunga con la mollica di pane tostato e i pipi e patati, peperoni e patate di stagione fritti in olio d'oliva. Fino all'immancabile parmigiana di melanzane preparata con melanzane fritte, provola o mozzarella, prosciutto o mortadella e passata di pomodoro.

Notizia e foto tratte da Il Giornale
© Riproduzione riservata
16/09/2022 07:14:01


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