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Carlo parte in salita: mare di polemiche per la sua incoronazione

L'incoronazione di re Carlo III si preannuncia più complicata del previsto

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Tra controversie diplomatiche, correnti repubblicane e l’idea di una monarchia “low-cost” che non piace a tutti, l’operazione Golden Orb, ovvero la preparazione dell’incoronazione di re Carlo III, che avverrà il 6 maggio 2023, assomiglia sempre più a un percorso a ostacoli. Buckingham Palace cerca di amalgamare tradizione e modernità, ma il risultato è tutt’altro che scontato.

Scatta l’operazione “Golden Orb”

Il 6 maggio 2023 Carlo III sarà incoronato ufficialmente sovrano d’Inghilterra. Il duca di Norfolk, Edward William Fitzalan-Howard sta organizzando una cerimonia “più breve…avrà costi più contenuti e terrà conto delle diverse comunità e confessioni religiose” del regno. Dalle prime indiscrezioni trapelate gli invitati saranno solo 2mila, l’evento durerà un’ora invece delle tradizionali quattro, la Regina consorte Camilla verrà incoronata accanto al marito e il principe William avrà un ruolo di primo piano, lo stesso che ebbe il principe Filippo 70 anni fa. Carlo III avrebbe anche abolito il rigido dress-code che impone abiti da cerimonia, optando per gli abiti da sera e le pellicce di ermellino. I sedili di velluto dovrebbero essere sostituiti con comuni sedie e non ci sarà la consegna dei lingotti d’oro, secondo il re inappropriata dati i tempi di crisi economica che sta affrontando il regno.

Un’incoronazione “moderna”

“Il re ha ridotto all’essenziale l’incoronazione, riconoscendo che il mondo è cambiato negli ultimi 70 anni”, dice un insider di Palazzo. Sua Maestà vorrebbe che anche la incoronazione fosse “moderna”. Le modifiche, però, non andranno a toccare i momenti cruciali dell’evento: la cerimonia si terrà all’Abbazia di Westminster, sarà officiata dall’Arcivescovo di Canterbury, il sovrano giurerà di essere “difensore della fede”, vedremo l’antico ed emozionante rito dell’unzione, epicentro dell’incoronazione e la Gold State Coach datata 1762 su cui viaggiò anche la regina Elisabetta quando divenne ufficialmente sovrana d’Inghilterra, il 2 giugno 1953.

Un’occasione sprecata?

“…Un’incoronazione al ribasso sarà controproducente…è l’occasione di rappresentare il popolo e la nazione sul palcoscenico globale. Sarebbe triste se venisse sprecata”, sostiene lo storico Andrew Roberts, criticando l’eccessiva sobrietà dell’incoronazione di Carlo III e facendosi portavoce di un certo malcontento popolare causato dalle decisioni del sovrano. Secondo lo studioso Londra ha bisogno di esercitare il suo “soft power” e l’incoronazione di un nuovo re è il momento ideale per promuovere la storia, la cultura e la società inglesi. Più moderata è la biografa reale Ingrid Seward, la quale rimane convinta che l’evento sarà “meraviglioso, ma si adatterà ai nostri tempi”. Tra questi due poli oscillano le diverse opinioni di gente comune ed esperti.

Lo sfarzo nella sobrietà

Re Carlo III non poteva fingere di ignorare le crisi di diversa natura che stanno scuotendo la nostra epoca. Dall’altra parte, però, un avvenimento come l’incoronazione di un sovrano è un momento che potremmo definire “fuori dal tempo”, caratterizzato da un’aura di sacralità. Trovare l’equilibrio perfetto tra questi due aspetti è quasi impossibile. Bisogna scendere a compromessi, consapevoli del fatto che non si potrà accontentare tutti. Una buona sintesi (almeno teorica) è stata stabilita dal comunicato di Buckingham Palace che, annunciando la data della cerimonia, ha specificato: “L’incoronazione rifletterà il ruolo del monarca oggi e guarderà al futuro, pur rimanendo radicata nelle tradizioni consolidate e nello sfarzo”. Un insider ha spiegato più in dettaglio queste parole: “Sarà più breve…ma sarà uno spettacolo adeguato alla sovranità, alla Storia e alla tradizione”.

Parola d’ordine: semplicità

Sembra addirittura che re Carlo III voglia “adattare” il registro linguistico della cerimonia ai nuovi tempi, “in modo che risulti comprensibile” agli spettatori di oggi. Una mossa strategica che, insieme alla durata ridotta dell’incoronazione, potrebbe far pensare a un evento più consono alla velocità del web e dei social. Un’incoronazione 2.0, insomma. Qualcuno, facendo dell’ironia, potrebbe dire che Carlo abbia preso tutte queste decisioni poiché traumatizzato dall’incoronazione della madre, a cui presenziò, bambino, con aria annoiata e stanca. In realtà, forse, il re spera di attirare il pubblico più giovane e meno tradizionalista, oltre che a forgiare una monarchia “snella” più vicina alla gente. Del resto la sopravvivenza della Corona dipende dalla sua capacità di adattamento e di evoluzione.

6 maggio: giorno del compleanno di Archie

Il 6 maggio 2023 il primogenito di Harry e Meghan compirà 4 anni. I tabloid si sono chiesti se questa sovrapposizione di eventi non sia un modo per “snobbare” e “umiliare” i Sussex (la cui presenza alla cerimonia non è ancora stata confermata), farli sentire definitivamente esclusi dalla famiglia. Di certo sarebbe deleterio per la coppia tentare di oscurare l’incoronazione del sovrano (anzi, sarebbe un suicidio mediatico). L’esperta Katie Nicholl tenta di dare un’altra interpretazione alla scelta della data: “…Non è un affronto [verso Harry e Meghan]. Penso sia una felice coincidenza…Il calendario reale è pieno di anniversari e compleanni, quindi ritengo…sia una coincidenza…”. Tom Bower è ancora più preciso: “Il compleanno di Archie è l’ultima cosa a cui hanno pensato. La data è stata scelta poiché cade subito prima dell’apertura del Parlamento e Carlo vorrà apparire come re, con la corona e l’intero cerimoniale…Guardano ciò che accade in Gran Bretagna…non a Montecito…è una sciocchezza”.

Il diamante conteso

Per la sua incoronazione accanto a Carlo III Camilla avrebbe dovuto indossare la corona su cui splende il leggendario diamante Koh-i Noor (ovvero la “Montagna di Luce”), come in passato già fecero le altre Regine consorti. Ma l’India (come pure il Pakistan, l’Afghanistan e il Bangladesh) chiede da anni la restituzione della celebre gemma, accusando gli inglesi averla “rubata” in epoca coloniale, mentre questi ultimi sostengono di averla “acquistata”. Il partito di maggioranza indiano Bharatiya Janata Party ritiene che esporre di nuovo in pubblico il diamante risveglierebbe “dolorose memorie del passato coloniale”. Per evitare incidenti diplomatici Camilla potrebbe lasciare il Koh-i-Noor nel caveau del Tesoro reale, optando per un altro diadema. Tra le ipotesi più probabili c’è quello sfoggiato dalla regina Adelaide per l’incoronazione del marito, Guglielmo IV, nel 1831.

Le proteste antimonarchiche

Re Carlo III deve fronteggiare anche un altro problema di non poco conto: le proteste di quanti vogliono abolire la monarchia e cercheranno di far sentire la loro voce anche il 6 maggio 2023. A Newsweek il leader del gruppo “Republic”, Graham Smith, ha espresso in maniera inequivocabile il pensiero del fronte repubblicano: “Non c’è bisogno di una incoronazione. Sarà una spesa enorme, ma la ragione principale è che vogliamo abolire la monarchia…L’incoronazione non è un compleanno, né un matrimonio, né un anniversario, è solo [una questione di] pubbliche relazioni. Un momento [usato dal] Palazzo per dire: ‘Eccoci, non è tutto meraviglioso…non è grande avere un nuovo re!’. Non c’è scopo, non ne abbiamo bisogno”. Il carisma e la popolarità della regina Elisabetta hanno tenuto a bada per decenni la corrente antimonarchica. Ora tocca a Carlo III che, però, non sembra avere lo stesso appeal della madre.

Notizia e foto tratte da Il Giornale
© Riproduzione riservata
21/10/2022 21:26:28


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