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Anno giudiziario, sos delle toghe: “La mafia non è vinta, servono le intercettazioni"

Organici e risorse insufficienti”. Giustizia in sofferenza

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In tutta Italia l’inaugurazione dell’anno giudiziario è il momento per fare il punto sulla situazione della giustizia. Ne emergono criticità (infiltrazioni mafiose in territori finora poco colpiti come le Marche, carenze di personale, aumento dei reati minori) e questioni in discussione come il nodo intercettazioni e i crimini di guerra da sanzionare in Ucraina.  "La mafia non è vinta" e "noi dovremmo avere sempre più strumenti per potere svolgere indagini penetranti e incisive"; eppure "si sta affacciando la possibilità che lo strumento essenziale e formidabile delle operazioni di ascolto venga depotenziato se non addirittura ridotto a un mero spunto investigativo",  ha detto, rivolgendosi idealmente al Ministro della giustizia, il procuratore generale del Piemonte, Francesco Saluzzo.

Roma, rapine in aumento
«La Procura della Repubblica di Roma evidenzia un aggravamento delle rapine e dei furti in appartamento all'interno del circondario di Roma e la non più episodica presenza sul territorio di soggetti e gruppi che pongono in essere condotte violente nel corso di eventi sportivi e manifestazioni di piazza». Lo afferma nella sua relazione all'inaugurazione dell'anno giudiziario, il procuratore generale di Roma facente funzioni, Salvatore Vitello. Il pg definisce inoltre in «allarmante diffusione», particolarmente «nel circondario di Roma ed in quello di Velletri» le «azioni criminali commesse con modalità fraudolente e minacciose nei confronti di persone anziane». Vitello afferma che sono stabili i reati relativi «alle violenze di genere e in danno di persone vulnerabili» mentre si registra «un incremento dei decessi e delle lesioni da infortuni sul lavoro», anche per «la notevole ripresa dell'attività nei cantieri edili a seguito della cessazione delle limitazioni imposte dalla pandemia e per i numerosi incentivi statali nel settore».

Il caso baby gang
«Un particolare riferimento merita la segnalazione del Procuratore della Repubblica per i minorenni sui reati commessi dalle "baby gang" - aggiunge il Procuratore generale - in ordine ai quali ha precisato che trattasi di situazioni emergenziali numericamente contenute, legate a particolari territori, a fatti i cronaca talvolta enfatizzati che richiedono, invece, una analisi realistica dei diversi contesti e dei reati commessi, che spaziano dalla rissa aggravata e lesioni, alle violenze private, atti persecutori, danneggiamenti, furti o rapine». Aggiunge Vitello: '«Deve essere dato atto dei lavori della Commissione ministeriale incaricata della redazione di un progetto di codice relativo ai crimini internazionali (genocidio, crimini di guerra, crimini contro l'umanità), istituita dal Ministro della giustizia con decreto ministeriale 22 marzo 2022. Il progetto del codice elaborato dalla Commissione, una volta approvato e divenuto esecutivo, consentirà di disporre della leva penale per sanzionare, anche nel nostro Paese, gli orrendi crimini commessi nei conflitti tra i quali quello in atto in Ucraina». 

Csm, il debutto di Pinelli

«La legittimazione della magistratura si fonda sulla sua professionalità, una professionalità che non significa solo freddo e asettico possesso delle competenze tecnico-giuridiche adeguate alla soluzione delle questioni che sono loro sottoposte, ma che significa anche capacità di mantenere equilibrio e riserbo in tutti i comportamenti, dentro e fuori dall'esercizio delle funzioni». Così Fabio Pinelli, neo vicepresidente del Csm all'inaugurazione dell'anno giudiziario di Palermo. «Professionalità che significa capacità di esercitare i delicatissimi poteri che la Costituzione attribuisce ai magistrati nella prospettiva irrinunciabile della tutela dei diritti e del rispetto della dignità delle persone», dice.

Torino senza risorse
«Dalla riforma del processo penale ci saremmo aspettati una vera velocizzazione e semplificazione, con un occhio particolare al rapporto tra processi e risorse umane disponibili, dato che mancano 1600 magistrati togati». Così il presidente della Corte d'appello di Torino, Edoardo Barelli Innocenti, che nella sua relazione all'inaugurazione dell'anno giudiziario ha osservato: «si possono fare riforme processuali più belle di questo mondo ma se non si iniettano nel sistema giudiziario le necessarie e indispensabili risorse materiali e, soprattutto, umane tutto e' destinato a rimanere sulla carta e a non produrre effetti significativi sui tempi di definizione dei processi».

Milano: ogni anno la situazione peggiora
«Ogni anno la situazione peggiora, vi sono sempre meno magistrati negli uffici. C'è il serio pericolo che l'anno prossimo anche il virtuoso distretto di Milano possa iniziare a presentare dati negativi». Lo ha affermato il presidente della Corte d'appello Giuseppe Ondei. «Da anni i dirigenti degli uffici - ha aggiunto - hanno manifestato le loro preoccupazioni ma solo in questi ultimi due anni si è iniziato ad affrontare il problema: il ministero come la nottola di Minerva si è alzato in volo solo al crepuscolo quando ormai - per usare un'espressione metaforica - il “gelo demografico” ha attanagliato la magistratura». Nella sezione immigrazione presso il Tribunale di Milano è stato registrato un «impressionante aumento delle procedure in materia di protezione internazionale e di asilo politico», aggiunge Ondei. Il giudice, alla guida del distretto, ha osservato che «le sopravvenienze in materia di immigrazione sono passate da 1.998, nel periodo precedente, a 2.479, nel periodo in esame», ossia il 2022. «Come puntualmente rilevato nella relazione del Tribunale di Milano, ciò ha acuito le criticità già determinate dal numero insufficiente del personale, di magistratura e iconicamente la situazione di quella sezione».

Notizia e foto tratte da La Stampa
© Riproduzione riservata
28/01/2023 14:16:26


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