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Più che Ita, Lufthansa: c’è la firma, i tedeschi con 300 milioni si prendono il 40% della società

Il vettore sottoscriverà un aumento di capitale riservato per rilevare il 40%

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Per il matrimonio di Ita Airways e Lufthansa è questione di ore. Domani o venerdì, al più tardi, il ministero dell'Economia annuncerà l'ingresso del vettore tedesco nel capitale dell'ex Alitalia. Un'operazione che chiuderà definitivamente la fase di start up e avvierà il processo d'uscita dello Stato dalla compagnia aerea. Un passaggio travagliato e sofferto. Prima il governo Draghi ha concesso - a settembre 2022 - l'esclusiva al fondo americano Certares, poi il governo Meloni, appena insediato, ha lasciato cadere i termini dell'offerta riaprendo la strada alla cordata Msc-Lufthansa che però, nel frattempo, aveva perso l'appoggio della famiglia Aponte lasciando i tedeschi da soli a trattare con il Tesoro. Un negoziato non semplice che ha chiesto più tempo del previsto: da metà aprile si è arrivati a fine maggio. Un'estensione dovuta ad aspetti legali e alla valutazione di Ita.
Se è vero che il valore della compagnia tricolore è sceso molto rispetto al miliardo e duecento milioni di inizio 2022 è altrettanto vero che i numeri dei primi mesi di quest'anno, insieme alle prospettive per l'estate, sono migliori delle attese. Abbastanza perché l'esecutivo chiedesse un rilancio della proposta economica. L'intesa è stata raggiunta su una valorizzazione che oscilla tra 750 e 800 milioni di euro, più dei 600 milioni ipotizzati a inizio anno. L'ingresso nel capitale avverrà attraverso un aumento di capitale riservato: versando tra i 300 e i 320 milioni di euro, quindi, Lufthansa salirà al 40% del capitale di Ita.
E se sul fronte della valutazione economica i tedeschi hanno accolto la richiesta italiana, su quello legale sono stati irremovibili chiedendo una serie di garanzie che tutelino i nuovi azionisti di fronte a eventuali vertenze future. In particolare temono il rischio - remoto - che possa essere riconosciuta una qualche continuità con la vecchia Alitalia e che possano emergere contenziosi non previsti. Un pericolo dal quale Ita si proteggerà sottoscrivendo una polizza assicurativa ad hoc. Inoltre, anche sulla valutazione della compagnia, pesano alcune incognite. Come a dire che Lufthansa vuole mettersi al riparo da ogni rischio. Dopo la firma del contratto passerà qualche mese prima del closing, mentre per la salita al 51% di Lufthansa bisognerà aspettare il ritorno all'utile della compagnia, entro un paio d'anni: il Mef, invece, uscirà definitivamente dal capitale entro cinque anni. Intanto, i numeri iniziano a dare ragione all'azienda guidata dall'ad Fabio Lazzerini: nel primo trimestre del 2023, la compagnia è tornata a generare cassa. Non abbastanza per raggiungere il pareggio già a fine anno, ma un segnale positivo. Inoltre, i ricavi sono ammontati a 345 milioni di euro, l'1,5% in più rispetto alle stime precedenti, con una previsione di 2,5 miliardi per la fine dell'anno, 2,2 dei quali dai passeggeri.

Notizia e foto tratte da La Stampa
© Riproduzione riservata
24/05/2023 13:37:52


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