Nasce K2B, la cooperativa sociale del futuro creata da Koinè e Betadue

La nuova impresa ha 1.800 addetti e 60 milioni di ricavi
Due storie del Novecento finiscono e ne nasce una del nuovo millennio. I soci di Koinè (creata nel 1994) e Betadue (1999) hanno dato vita a un’unica cooperativa sociale tra le più grandi dell’Italia centrale: K2B. I numeri: 1.800 addetti impegnati in tutti i settori della cooperazione sociale nelle province di Arezzo, Firenze, Siena e altre realtà toscane. Con ricavi per 60 milioni di euro all’anno. Presidente Elena Gatteschi, Amministratore delegato Gabriele Mecheri.
Il motivo della fusione? “Viviamo un tempo che non consente più ambiguità – afferma Gatteschi. Le trasformazioni economiche, sociali, climatiche e demografiche non sono più eventi eccezionali ma la normalità con cui dobbiamo fare i conti ogni giorno. In questo scenario, anche la cooperazione sociale è chiamata a una scelta: limitarsi a gestire l’esistente, adattandosi progressivamente a logiche che non le appartengono oppure assumersi la responsabilità di guidare il cambiamento, restando fedele ai propri valori ma trasformando strumenti, organizzazione e visione”.
La nascita di K2B si colloca esattamente in questo bivio con la precisazione di cosa non sia la nuova cooperativa: “Non è un’operazione tecnica né una scorciatoia organizzativa né una risposta difensiva alle difficoltà del contesto”.
K2B – afferma Mecheri - è quindi “una scelta politica nel senso più alto del termine che riguarda il modo in cui vogliamo lavorare, includere, governare, decidere e stare sui territori. Il contesto in cui nasce è segnato da una pluralità di crisi che si sovrappongono e si rafforzano a vicenda. La crisi del welfare pubblico, sempre più sotto pressione, scarica sulle famiglie, sulle comunità e sul Terzo Settore una quantità crescente di bisogni non soddisfatti. La crisi del lavoro, che non è solo mancanza di occupazione ma lavoro povero, frammentato e instabile, colpisce in modo particolare le persone più fragili. La crisi demografica riduce progressivamente la popolazione attiva e aumenta la domanda di cura, assistenza e accompagnamento. In questo quadro, molte organizzazioni – anche nel mondo cooperativo – rischiano di limitarsi a una gestione emergenziale, perdendo progressivamente visione e capacità di incidere”.
K2B nasce dal rifiuto di questa deriva.
“La cooperazione sociale, per come la intendiamo, non è un semplice fornitore di servizi –
concludono Gatteschi e Mecheri. È un soggetto economico e sociale che tiene insieme lavoro e inclusione, cura e autonomia, sostenibilità economica e giustizia sociale. Per esserlo fino in fondo deve cambiare passo e quindi strutturarsi meglio, integrare competenze, rafforzare la capacità decisionale, investire sulle persone. Restare fermi oggi significa arretrare domani. Essere cooperativa sociale oggi significa essere impresa vera, capace di stare nel “mercato” senza smettere di essere soggetto politico e comunitario; essere capaci di misurare risultati economici e sociali, senza ridurre le persone a numeri o prestazioni”.
K2B verrà presentata nel corso di un convegno che si terrà venerdì 13 marzo nell’auditorium Caurum Hall in via Spallanzani ad Arezzo. Il tema sarà “Le persone prima di tutto”. Dopo i saluti istituzionali e gli interventi dei vertici di K2B sono previste tre tavole rotonde. Una sarà dedicata ai nuovi modelli di servizi alla persona. Il secondo panel avrà per tema etica e finanza e il terzo si occuperà di lavoro, nuove identità, nuovi diritti. Interverranno rappresentanti delle istituzioni locali, della Camera di Commercio e della Regione Toscana, dirigenti regionali e nazionali del sistema Legacoopsociali, imprenditori, sindacalisti, esponenti del credito cooperativo toscano e nazionale.

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