"Mimmo Metozzi": Tradizione, Passione e Futuro

Storia e progetti della Metozzi di Pieve Santo Stefano
“Giuseppe Metozzi era un ambulante di mercerie e vendeva con il suo banco nei mercati di Pieve Santo Stefano, San Piero in Bagno, Sansepolcro e Balze di Verghereto. Dopo la guerra, molte attività erano in difficoltà: tante famiglie, rimaste senza casa e senza lavoro, emigravano verso il Nord Italia, la Svizzera, la Germania e la Francia. Le imprese locali erano poche e piccole: tra le prime ricordo quella di Filippo Fanfani, che lavorava il ferro, e suo fratello Angiolino lavorava il legno, il mobilificio Nasini; c’erano poi piccole imprese edili, officine meccaniche, trattorie e negozi”. Inizia così il racconto di Mimmo Metozzi titolare di una delle più affermate aziende del settore con sede a Pieve Santo Stefano. “L’allora sindaco di Pieve organizzava riunioni in Comune per trovare soluzioni all’emigrazione e alla mancanza di lavoro, anche mio padre partecipava. In una di queste era presente il dottor Adriano Gradi, direttore dello stabilimento dello Stato di Pieve, che dava lavoro a diverse persone. Oltre al vivaio essiccava pigne per estrarne i semi destinati alla vendita in Europa, si iniziò a parlare di valorizzare le pigne vuote, che fino ad allora venivano usate solo come combustibile. Nei Paesi del Nord Europa, infatti, erano molto richieste come elementi decorativi. Mio padre decise di provarci, ma non aveva i soldi necessari. A quella riunione era presente anche Giuseppe Collacchioni, un caro amico, che si offrì di aiutarlo. Il dottor Gradi conosceva importanti società tedesche interessate all’acquisto e poteva darci i contatti. Le lettere alle ditte straniere furono scritte e tradotte dalla moglie tedesca del dottor De Luca, che abitava a Pieve Santo Stefano. Le risposte non tardarono ad arrivare, le aziende erano interessate, ma volevano prima ricevere i campioni. A Pieve, però, non c’era nulla, non avevamo nemmeno le scatole. Le trovammo nel negozio di scarpe Tinti, e spedimmo le pigne con i cartellini. Il signor Giuseppe Collacchioni qualche anno dopo, mantenne la promessa di aiutarci, vendendoci un pezzo di terra ad un buon prezzo. Nel 1961 mio padre, Giuseppe, fondò la Metozzi. I primi vagoni ferroviari partirono dalla stazione di Sansepolcro diretti in Austria, Germania e altri Paesi europei. Dopo qualche anno, un’importante azienda del settore, la Meschi, notò la nostra presenza sul mercato e ci propose un accordo per eliminare la concorrenza: avrebbero acquistato tutte le pigne disponibili a Pieve e in Italia. Accettammo, perché avevamo pochi soldi e ci promisero di aiutarci ad aprire un’attività con fiori e fogliami della nostra zona. Nacque così a Pieve Santo Stefano un impianto per la lavorazione dei fiori secchi, con personale qualificato che ci insegnò il mestiere. Per molti anni fu un’attività importante: i pievani ricordano i camion carichi di pungitopo in attesa di scaricare. Per circa vent’anni la collaborazione con la famiglia Meschi fu determinante per lo sviluppo della Metozzi, dando lavoro a 25 dipendenti e a tanti contadini che raccoglievano nei boschi rami di quercia per arrotondare i guadagni. Nel 1977 entrò in azienda mia moglie Gabriella, che si occupò della contabilità; l’anno dopo mio cognato Moreno si dedicò alle vendite. Con mio babbo, durante una visita ad un nostro raccoglitore di pigne sul Lago Maggiore scoprimmo che produceva anche paletti muschiati. Non volle darci informazioni, ma riuscimmo a trovare i macchinari a una fiera di settore, li acquistammo e iniziammo la produzione. Poiché la richiesta di pigne diminuiva, decidemmo di fermarne la commercializzazione per concentrarci su questo nuovo progetto. In breve tempo la Metozzi iniziò a esporre al Flormart e al Miflor le più importanti fiere del settore e per oltre 15 anni fu un periodo veramente molto positivo. Le prime esportazioni furono in Belgio con Paul Botelberge e in Olanda con Edelmann, Dillweijn Wim Kessen, poi in Germania, Israele, Danimarca, Francia e perfino in Florida. Per anni spedimmo container interi. Installammo 13 macchine e producevamo fino a 13.000 pezzi al giorno. A causa della difficoltà nel reperire muschio nella nostra zona, dovemmo importarlo dall’Ungheria. Con il tempo, però, i fiori secchi persero interesse sul mercato e nel 1981 iniziammo a cercare un’attività alternativa per non licenziare i dipendenti. Con Giorgio Capuani di Terni, che aveva un’attività simile, andammo a Taiwan, Hong Kong e poi in Cina alla Fiera di Canton, dove acquistammo i primi fiori di seta in sostituzione di quelli secchi. In seguito ampliammo l’offerta con cesti, addobbi, ceramiche e articoli da regalo per fioristi, pasticcerie ecc. Da decine di anni importiamo dalla Cina, Filippine, Vietnam, Indonesia e Thailandia dove andiamo spesso alla ricerca di novità. Inizialmente era difficile vendere le quantità contenute in un container, ora è un po’ più facile farlo con l’aiuto di qualche nuovo agente, e decidemmo quindi di smettere la produzione di fiori secchi. L’importazione di fiori e piante di seta e oggettistica è ancora oggi l’attività principale della Metozzi. Partecipammo alle principali fiere di settore: Gift Florence, Sabo Viterbo, Sabo Roma, Sabo Arezzo fino a Camp-Preview a Rimini e SIGEP, la più importante fiera internazionale della pasticceria. I miei figli e quelli di mia sorella Paola sono entrati in azienda e oggi rappresentano la nostra forza e il nostro futuro. Pur essendo una piccola realtà, siamo conosciuti in tutta Europa e anche in Oriente. Un ulteriore sviluppo nel settore della pasticceria arrivò nel 2012 con l’acquisto della “Fabbrica dei Sogni” dai signori Gaggiottini, azienda leader nel confezionamento per pasticcerie, specializzata in linee per vetrine e tessuti di alta qualità con proposte innovative. Metozzi è oggi conosciuta per la qualità dei prodotti e la puntualità nelle consegne. In tutte le fiere non c’è pasticcere o garden che non ci conosca: siamo diventati un punto di riferimento. Fin dall’inizio abbiamo progressivamente abbandonato i settori meno promettenti per investire in quelli con maggiori prospettive, ristrutturando e migliorando la nostra attività. Il passo più importante compiuto finora dalla famiglia Metozzi è stato chiedere ad Albano Bragagni se avesse bisogno di qualcosa da produrre per Tratos Cavi, rendendomi disponibile a creare insieme a lui una nuova attività. Alla fine del 1983 Albano ebbe un’idea e mi chiese di andare a vederla. Il giorno dopo, insieme ad Alberto Tanguenza, ci recammo a Varese per selezionare i macchinari, sentivo che potevo fidarmi. Poco prima di arrivare, dissi ad Albano: “Se troviamo le macchine giuste, io ci sto per la metà”. Ci stringemmo la mano in macchina dicendo “Va bene”. Dopo 42 anni quella stretta di mano è ancora più salda e fondata su un grande rispetto reciproco. Albano e Alberto scelsero i macchinari più adatti e io li aiutai ad ottenere uno sconto dal proprietario, il dottor Marino. I prezzi erano importanti, fuori dalla portata della famiglia Metozzi, ma avevamo preso un impegno e lo portammo fino in fondo. Nel 1984 nacque così la Tramet, alla presenza del nostro più illustre concittadino Amintore Fanfani. Feci quasi una scommessa con Albano per convincere il Presidente ad intervenire. Fu un momento bellissimo: Fanfani si riavvicinò al suo paese Natale e, fino alla sua scomparsa nel 1999, cercò di tornare ogni volta che poteva. Molti pievani parteciparono all’inaugurazione della Tramet insieme ai senatori Petrilli, presidente dell’IRI, e Bartolomei: fu un evento molto importante per Pieve. La Tramet (ora Tratos Hv) produce ancora oggi mescole per rivestire esclusivamente cavi Tratos e i nostri tecnici ne migliorano continuamente la qualità. Fin dall’inizio mi occupo dell’acquisto delle materie prime per le sale mescole, con l’aiuto di due validi tecnici, l’ingegner Vincenzo Bellini e la dottoressa Rachele Bigiarini. È un lavoro che mi appassiona molto e spero che il rapporto costruito in questi anni possa durare ancora a lungo. Nessuno della famiglia avrebbe immaginato lo sviluppo raggiunto grazie alla lungimiranza di Albano, dei suoi figli e di tutta la Tratos Cavi. Nel 2005 mio babbo muore, ma ricordo che fino all’ultimo non faceva che parlare dell’accordo fatto con Albano e apprezzava la sua franchezza verso le persone. Nel 2009 la Tramet acquistò un capannone confinante con Tratos HV e, per risparmiare sui costi delle nuove cabine elettriche, decidemmo di utilizzare quelle esistenti e procedere con una fusione della Tramet nella TRATOS Hv. Subito dopo venne costruita una nuova sala mescole con turni attivi H24. Il Covid ha rallentato il progetto della seconda sala che ha iniziato a produrre solo alla fine del 2024, per mancanza di pezzi meccanici. Ho sempre condiviso questa scelta e oggi ne sono ancora più convinto, soprattutto con l’entrata in funzione, pochi giorni fa, di una nuova BIVITE che raddoppierà la produzione totale: un impianto modernissimo che migliorerà anche la qualità del lavoro. Quasi tutti i miei figli e quelli di mia sorella Paola lavorano nella Metozzi: sono una grande forza, che ci permette di prendere decisioni e fare scelte importanti in ogni momento. Insieme a loro in Olanda a inizio 2024, abbiamo visitato la NDT International, un grande importatore di ceramiche da esterni, il prodotto era molto valido e poco conosciuto in Italia. Riuscimmo a far venire a Pieve Santo Stefano il responsabile vendite, il signor Karsten, per approfondire la conoscenza reciproca e valutare una collaborazione più strutturata. Non so se sia stata l’aria di Pieve o la serietà delle nostre proposte, ma si trovò bene, ci conobbe meglio e si fidò della nostra azienda. Da settembre 2024 siamo i rivenditori esclusivi NDT per tutta Italia. Non è stato semplice, stiamo cercando agenti nelle zone ancora scoperte e non è facile trovarli. Al My Plant di Milano 2025, con la NDT International, abbiamo realizzato uno stand molto apprezzato da numerosi nuovi clienti. Quest’anno dal 18 al 20 febbraio abbiamo ripetuto l’esperienza al My Plant, fiera importantissima, ottenendo un risultato ottimo e inaspettato, soprattutto in un periodo di mercato non semplice come quello attuale. Con uno stand ancora più grande abbiamo attirato garden da tutta Italia, anche i più importanti, era presente anche il titolare, signor Jasper Jansen che ha elogiato il nostro team per la gentilezza e il loro cordiale rapporto con la clientela. Questo risultato conferma ancora una volta la nostra attenzione ai cambiamenti del mercato: fin dall’inizio Metozzi ha cercato nuove strade prima di abbandonare quelle storiche, un percorso che altre aziende più grandi nel nostro settore non hanno intrapreso e che le ha portate a uscire dal mercato. Sono convinto che lo staff NDT e il loro sistema di lavoro, i loro prodotti di qualità, rappresentino una garanzia per lo sviluppo della Metozzi. Negli ultimi 3 anni il ns. fatturato è costantemente cresciuto, siamo pieni di entusiasmo e spero che con l’aiuto di noi anziani, il team possa ottenere ancora nuovi e migliori traguardi per garantire a tutti un futuro ed onorare la memoria di nostro babbo”.

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