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Premiati da Confartigianato i ragazzi del progetto “Riparo&Imparo” dell’Isis Fermi di Poppi

Un percorso per creare inclusione, formazione e futuro imprenditoriale

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Si è svolta presso la sede di Poppi dell’ISIS Fermi la presentazione del progetto “Riparo&Imparo”, promosso dall’Istituto Fermi di Bibbiena con il supporto di Confartigianato Imprese Arezzo. Alla presentazione sono intervenuti i rappresentanti di Confartigianato Casentino, i referenti dell’ISIS Fermi di Bibbiena e gli studenti coinvolti, che hanno raccontato il percorso svolto e i risultati raggiunti, testimoniando il valore di un progetto capace di unire inclusione, formazione e prospettive di futuro.

I ragazzi attraverso attività laboratoriali e percorsi formativi hanno acquisito competenze tecniche, imparando a diagnosticare guasti e a riparare piccoli elettrodomestici destinati altrimenti a essere dismessi. Un’esperienza che ha consentito loro di sviluppare non solo abilità pratiche, ma anche maggiore autonomia, fiducia nelle proprie capacità e consapevolezza del proprio potenziale.

“Questo progetto rappresenta perfettamente i valori dell’artigianato – hanno spiegato David Buzzi e Lorenzo Vannini, rispettivamente Responsabile e dirigente di Confartigianato Casentino - ovvero saper fare, inclusione, valorizzazione delle persone e trasmissione delle competenze. Attraverso un’attività concreta come la riparazione, questi ragazzi hanno l’opportunità di scoprire le proprie capacità, acquisire fiducia in sé stessi e avvicinarsi al mondo del lavoro. È un percorso che può generare importanti opportunità per il loro futuro e che dimostra come la formazione possa diventare un vero strumento di crescita personale e professionale”.

In un contesto in cui il mercato è sempre più orientato alla sostituzione degli apparecchi anziché alla loro riparazione e dove i centri specializzati sono sempre meno numerosi, “Riparo&Imparo” ha voluto riscoprire il valore del recupero, trasformandolo in un’opportunità educativa e professionale per i ragazzi coinvolti.

Protagonisti del progetto sono stati gli studenti:

- Casetti Ridwan e Sejfuli Jusri di 4° AP - istituto professionale indirizzo manutenzione e assistenza tecnica

-Del Buono Raou Classe 5D - istituto tecnico indirizzo elettronica

-Niccolini Emil Classe 4B - istituto tecnico indirizzo meccanica

 I docenti che si stanno occupando del progetto, oltre ad Olivier Moroni, sono tutti i docenti del sostegno: Mariarosaria Di Vivo, Elisa Bartolini, Simona Bernacchi, Guido Martini, Martina Massi, Barbara Acciai, Elena Cavigli, Susanna Ferri, Raffaella Vezzosi, Federica Mattei, Cecilia Bertelli, Silvia Bragagni, Ricci Martina; accanto ai docenti di indirizzo Gianni Sensi, Davide Piccinotti, Giorgio Fabbri, Roberto Cipriani, Salvatore Lombardo.

L’iniziativa ha acceso i riflettori su un’esperienza che coniuga inclusione sociale, formazione professionale e sostenibilità, mettendo al centro gli studenti dell’istituto casentinese coinvolti in un percorso dedicato alla riparazione di piccoli elettrodomestici.

“Nel corso dell’anno scolastico questo progetto ha rappresentato una delle esperienze più significative della nostra scuola - ha sottolineato Maurizio Librizzi, dirigente scolastico del Fermi-. È nato quasi per caso: dalla disponibilità e dalla competenza di un docente, dalla presenza di un gruppo di studenti speciali e da un oggetto rotto. Da questa coincidenza è nata un’idea semplice ma potente: riparare per imparare, e magari per costruirsi un futuro. All’ISIS Fermi di Bibbiena, da sempre attento ai temi dell’inclusione, questo progetto ha saputo portare tale tradizione all’ennesima potenza, trasformandola in uno strumento concreto di crescita, dignità e promozione sociale. Nel laboratorio, attraverso il fare, i ragazzi hanno potuto misurarsi con attività reali, utili e ancora oggi preziose, scoprendo capacità spesso poco visibili nei percorsi tradizionali. Riparare ha significato imparare competenze, sviluppare autonomia, rafforzare fiducia in sé stessi e maturare valori importanti come il riciclo, il rispetto degli oggetti e il contrasto alla cultura dello spreco. Un sentito ringraziamento va al Prof. Moroni, per la grande dedizione, la visione e la passione con cui ha portato avanti questa idea; al gruppo dei docenti di sostegno che lo ha supportato; a tutti i docenti coinvolti; ma soprattutto ai ragazzi, che con il loro impegno hanno dato senso, forza e valore autentico a questa iniziativa”.

Durante l’incontro è stato evidenziato come il progetto rappresenti molto più di un’attività scolastica. “Riparo&Imparo” si configura infatti come un laboratorio di inclusione capace di valorizzare i talenti e le attitudini di ragazzi con fragilità, offrendo loro strumenti concreti per costruire il proprio futuro”.

Particolarmente significativo l’aspetto motivazionale dell’iniziativa: vedere un oggetto non più funzionante tornare a nuova vita grazie al proprio lavoro rappresenta per gli studenti una fonte di soddisfazione e orgoglio. Ogni riparazione completata diventa una conquista, un risultato tangibile che rafforza l’autostima e alimenta la consapevolezza delle proprie capacità.

Il progetto guarda inoltre a prospettive future importanti. Le competenze sviluppate potrebbero infatti costituire la base per percorsi di inserimento lavorativo o addirittura per la nascita di piccole iniziative imprenditoriali. “Riparo&Imparo” può diventare un vero e proprio incubatore di futuri artigiani e imprenditori, creando opportunità concrete per i giovani e contribuendo, al tempo stesso, alla diffusione della cultura della riparazione, del riuso e dell’economia circolare.

Redazione
© Riproduzione riservata
04/06/2026 16:36:22


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