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L’export della provincia di Arezzo nel primo trimestre 2026

Un incremento del 92,2% rispetto allo stesso periodo del 2025

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Nel primo trimestre del 2026, le esportazioni della provincia di Arezzo hanno registrato un valore complessivo di 7 miliardi e 574 milioni di euro, che corrisponde a un incremento del 92,2% rispetto allo stesso periodo del 2025, quando il dato si era fermato a poco più di 3,9 miliardi di euro.

La variazione positiva generale è trainata quasi interamente dal settore dei metalli preziosi, che ha fatto registrare una crescita del 237,7%, passando da 1,8 miliardi a quasi 6,1 miliardi di euro.

Di contro, il comparto della gioielleria e della bigiotteria mostra una contrazione del 49,4%, fermando l'export a 720,6 milioni di euro. Questa flessione risente delle tensioni geopolitiche internazionali e della volatilità del prezzo dell'oro. Nei primi tre mesi dell’anno, la quotazione media del metallo prezioso ha segnato un rincaro del +53% in euro e del +70 % in dollari rispetto allo stesso periodo del 2025.

Per quanto concerne i mercati di destinazione, il distretto aretino vede il fronte ridimensionamento di alcuni storici canali asiatici. Al primo posto per valore si confermano gli Emirati Arabi Uniti che, registrano una flessione del -39,0%, con un valore di 127,2 milioni di euro. Ovviamente i successivi trimestri saranno pesantemente influenzati dal conflitto tra Usa e Israele contro l’Iran scoppiato lo scorso 28 febbraio. Segue la Turchia, che si attesta a 116 milioni di euro con un incremento del +9,7% rispetto allo stesso periodo dell'anno precedente, risultando comunque lontanissima dai valori del primo trimestre 2024 quando le esportazioni, soprattutto di semilavorati, avevano superato il miliardo e 100 milioni di euro. Al terzo posto si posizionano gli Stati Uniti, che raggiungono gli 80milioni di euro con una crescita del +5,8%. Poco sotto si colloca la Francia, mercato verso il quale le esportazioni aretine sono aumentate del +8,9%, portandosi a un valore di 59 milioni di euro. Infine, si rileva il posizionamento di Hong Kong che, dopo i volumi registrati nei primi tre mesi dello scorso anno, evidenzia un calo del -92,1 %, scendendo a un valore complessivo di 52 milioni di euro.

Al contrario di Arezzo, gli altri due poli produttivi nazionali  mostrano dinamiche stabili o in netta controtendenza con il distretto di Vicenza che chiude il trimestre in sostanziale equilibrio a quota 651 milioni di euro grazie alla crescita sul mercato statunitense che bilancia la frenata subita negli Emirati Arabi Uniti mentre il polo di Alessandria mette a segno un incremento significativo del +55,7% salendo a 647 milioni di euro complessivi spinto quasi interamente dall'exploit delle vendite dirette verso la Svizzera. A livello nazionale si registra una contrazione del -14,2%, con un valore di 2,81 miliardi di euro, interamente causata dalla forte flessione subita dal nostro distretto.

Escludendo dal calcolo sia la componente dell'oreficeria sia quella dei metalli preziosi, il totale netto delle esportazioni provinciali cresce comunque del 6,7%, raggiungendo la quota di 759,5 milioni di euro.

Il comparto della moda mostra una buona tenuta con una crescita complessiva del 17,2%, superando i 205 milioni di euro. Al suo interno si distinguono l'aumento dell'abbigliamento, che sale del 28,7% a quota 105,2 milioni, e la crescita delle calzature, in aumento del 21,8% per un valore di 49,2 milioni di euro. Questi risultati compensano i lievi cali registrati nei prodotti tessili, scesi del 3,9% (6,5 milioni), e negli articoli in pelle, che arretrano del 4,1% fermandosi a 44,6 milioni di euro.

Sul fronte dei settori in crescita, la voce principale è rappresentata dalle apparecchiature elettriche (+10,4%, oltre 110 milioni di euro), seguite da computer ed elettronica (+17,5%, 60,6 milioni) e dall'alimentare (+8,9%, quasi 45 milioni).

Al contrario, la contrazione più marcata colpisce la chimica, che scende del 16,2% (a quota 86 milioni). In flessione anche i macchinari (-5,2%, a 52,2 milioni), il comparto farmaceutico (-15,2%, a 19,3 milioni) e il settore dei mobili, che registra un deciso calo del 32,8%.

“I dati del primo trimestre 2026 evidenziano come la nostra provincia contribuisca in maniera determinante alla straordinaria performance della Toscana, che vola a un +30,2% di export a fronte di una media nazionale ferma all'1,3%” – sottolinea Massimo Guasconi, Presidente della Camera di Commercio di Arezzo-Siena e di Unioncamere Toscana – “Non possiamo però ignorare la forte polarizzazione di questo successo, trainato quasi interamente dal settore dei metalli preziosi, dove si concentra ben l'80% dell'intero export provinciale e quindi fortemente condizionato dalle fluttuazioni dei mercati finanziari globali.

Al di fuori della macro-filiera della raffinazione, emerge infatti la pesante contrazione subita dal comparto della gioielleria: una crisi che, al di là dei dati dei primi mesi dell’anno, si sta purtroppo estendendo a tutti i distretti. Proprio per questo, insieme ai Presidenti delle Camere di Commercio di Vicenza e Alessandria e alle Associazioni Economiche di categoria, abbiamo richiesto e ottenuto dal Ministro del Lavoro l’attivazione di un tavolo istituzionale di crisi, con l’obiettivo di ottenere lo stanziamento di risorse straordinarie e una deroga ai limiti temporali per gli ammortizzatori sociali del settore.

Ad ogni modo, la tenuta complessiva del manifatturiero – che al netto dei metalli preziosi e della gioielleria cresce comunque del 6,7% – dimostra la solidità del nostro sistema imprenditoriale. Lo scenario attuale ci impone tuttavia la massima attenzione: la prossima Giornata dell'Economia, in programma il 23 giugno alla Borsa Merci di Arezzo, sarà l'occasione ideale per analizzare a fondo queste dinamiche e definire, insieme a tutte le altre istituzioni, le linee di sviluppo e di salvaguardia per il futuro del nostro territorio.”

Redazione
© Riproduzione riservata
12/06/2026 18:11:07


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