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Beneficenza e marketing, arriva la stretta

Nuove regole per le aziende e multe fino a 50mila euro

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La fiducia dei consumatori diventa un asset da proteggere. Con il via libera definitivo del Senato al cosiddetto “Ddl Ferragni”, il legislatore introduce nuove regole per tutte quelle iniziative commerciali che associano la vendita di un prodotto a finalità benefiche. L'obiettivo è duplice: da un lato garantire maggiore trasparenza nelle campagne di solidarietà, dall'altro contrastare eventuali pratiche scorrette che potrebbero indurre i cittadini a effettuare acquisti sulla base di informazioni incomplete o fuorvianti. Una misura che arriva dopo il clamore mediatico del “Pandoro-gate” e che punta a rafforzare la credibilità dell'intero sistema delle donazioni collegate al marketing.

Più informazioni per chi acquista

Il cuore del provvedimento riguarda l'obbligo per produttori e professionisti di comunicare in modo chiaro e immediatamente comprensibile la destinazione dei fondi raccolti. Sulle confezioni dovranno comparire informazioni precise sul soggetto beneficiario, sulle finalità solidali dell'iniziativa e sulla quota effettivamente destinata alla beneficenza, indicata come percentuale del prezzo di vendita oppure come importo unitario per ciascun prodotto acquistato. Le nuove disposizioni si applicheranno anche alle attività promozionali, comprese quelle realizzate attraverso i social network e l'influencer marketing, un settore che negli ultimi anni ha assunto un peso crescente nelle strategie commerciali delle imprese. L'intento è garantire che il consumatore disponga delle stesse informazioni indipendentemente dal canale utilizzato.

Controlli preventivi e obblighi di rendicontazione

Il disegno di legge introduce inoltre un sistema di monitoraggio preventivo. Le aziende dovranno comunicare all'Autorità garante della concorrenza e del mercato (Agcm), almeno quindici giorni prima dell'avvio delle vendite, tutti i dettagli dell'iniziativa benefica, indicando anche entro quale termine verrà effettuato il versamento delle somme raccolte. Non solo. Entro tre mesi dalla data indicata per il pagamento, i soggetti promotori dovranno dimostrare l'avvenuto trasferimento delle risorse agli enti beneficiari. Un meccanismo che punta a rafforzare la tracciabilità delle donazioni e a rendere verificabile l'effettivo impatto delle campagne commerciali legate alla solidarietà.

Sanzioni fino a 50mila euro

Particolarmente severo il capitolo dedicato alle sanzioni. In caso di mancato rispetto degli obblighi di comunicazione e trasparenza, l'Agcm potrà applicare multe comprese tra 5mila e 50mila euro. L'Autorità avrà inoltre la facoltà di imporre la pubblicazione del provvedimento sanzionatorio sui siti internet, sui canali social o attraverso altri strumenti ritenuti idonei a informare i consumatori. Anche l'eventuale mancata pubblicazione della sanzione potrà comportare ulteriori multe dello stesso importo. Una scelta che mira a rafforzare il principio della responsabilità reputazionale, sempre più centrale in un mercato dove la credibilità rappresenta un fattore competitivo determinante.

Il senso del provvedimento

La norma segna un passaggio importante nel rapporto tra imprese, comunicazione e consumatori. In un contesto in cui le iniziative benefiche vengono spesso integrate nelle strategie commerciali e di branding, il legislatore punta a evitare zone d'ombra e a garantire che la solidarietà non possa essere utilizzata come semplice leva promozionale.

Come riportato da Il Sole 24 Ore, il provvedimento nasce proprio dalla necessità di aumentare la trasparenza del mercato e assicurare ai cittadini informazioni corrette sulla reale destinazione delle somme raccolte. Un intervento che potrebbe contribuire a rafforzare la fiducia verso le iniziative benefiche e, al tempo stesso, a premiare le aziende che operano con chiarezza e responsabilità.

Notizia e foto tratta da www.ilgiornale.it
© Riproduzione riservata
19/06/2026 18:01:20


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