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Fratelli d'Italia Pratovecchio Stia: "Iacchetti quando il dissenso smette di essere confronto"

"Ha rivolto duri attacchi nei confronti di tutti"

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L'occasione era una rassegna culturale, "Naturalmente Pianoforte", organizzata a Pratovecchio con la direzione degli incontri affidata al giornalista Andrea Scanzi. "Naturalmente Pianoforte" un contesto nato per favorire la diffusione dell'amore per la musica, il dialogo, il confronto e la riflessione, ha subito una involuzione: da quel palco sono arrivate parole che nulla hanno a che fare con il contesto in cui sono state dette.

Enzo Iacchetti, protagonista di un appuntamento della manifestazione, ha rivolto duri attacchi nei confronti di tutti: dal generale Vannacci, al vicepremier Salvini, dal Presidente del Consiglio Meloni, fino al ministro della Salute Schillaci.

A suscitare maggiore indignazione, tuttavia, non sono state le critiche politiche – pienamente legittime in una democrazia – bensì, tra i tanti giudizi espressi in modo forse anche improprio, l'auspicio che il ministro Schillaci potesse morire aspettando una TAC, come accadrebbe a molti cittadini costretti a fare i conti con le lunghe liste d'attesa della sanità pubblica.

La denuncia delle inefficienze del sistema sanitario è un tema che Fratelli d'Italia in Toscana cavalca per evidenziare le gravi carenze del mirabolante sistema toscano, che mirabolante non è e che, oltretutto, genera centinaia di milioni di disavanzo da anni. Quando però la legittima denunzia si trasforma nell'augurio di morte rivolto a una persona, oltretutto un ministro della Repubblica, si entra in un modus che nulla ha a che vedere con la critica politica, né tantomeno con la satira.

Da un personaggio pubblico, seguito da tanti italiani e da anni protagonista della televisione italiana, è lecito attendersi un linguaggio capace di alimentare il confronto, non di esasperarlo.

La libertà di espressione tutela anche le opinioni più dure, ma non esime dalla responsabilità morale delle parole pronunciate.

Esiste poi un tema di opportunità e coerenza. In un periodo storico in cui si invoca continuamente la necessità di abbassare i toni del dibattito pubblico, episodi come questo dovrebbero essere condannati con la stessa fermezza, indipendentemente dall'identità di chi parla, dal suo colore politico e da chi ne è destinatario. I principi non possono essere derogati a seconda delle simpatie personali.

La democrazia vive del confronto tra idee, non della delegittimazione dell'avversario attraverso l'odio personale.

Le parole hanno più peso, quando vengono pronunciate da chi dispone di un grande palcoscenico mediatico e serve responsabilità: Nei luoghi dedicati alla cultura e al dialogo le persone devono avere maggiore cautela e rispetto, ancor più poi quando l'evento ha il patrocinio del MIC.

Redazione
© Riproduzione riservata
23/07/2026 12:35:31


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