Al via i restauri dei portoni della Concattedrale di Sansepolcro

L’intervento è reso possibile grazie alla sponsorizzazione di Salvarat srl
Il 20 luglio sono partiti i lavori di restauro ai portoni lignei della Concattedrale di Sansepolcro intitolata a San Giovanni Evangelista. L’intervento, che si concluderà il 20 settembre, prevede la pulitura delle superfici dei portoni lignei, la revisione delle vecchie stuccature e, nel caso non fossero più coerenti al materiale circostante, sostituite. Successivamente le superfici lignee verranno patinate con sostanze idonee alla preservazione del manufatto dall’aggressione degli agenti atmosferici. Nella parte interna saranno revisionati i meccanismi in ferro, per garantire una corretta funzionalità dei portoni.
Attualmente infatti i portoni si presentano con una cromia superficiale alterata e inverosimile, tale da contribuire a darne un aspetto fatiscente. Il restauro avrà la finalità di riportare i portoni ad avere un aspetto estetico più appropriato all’epoca, allo stile di appartenenza e alla loro collocazione, restituendo alla vista il gioco di venature scure che caratterizza il legno di noce, contribuendo a riappropriarsi oltre che della funzione di chiusura, anche della loro funzione simbolica, assicurando la permanenza nel luogo originale per il quale vennero progettati e poter continuare a raccontare a chi li osserva, una storia di secoli scritta dalla vita di una comunità.
Il restauro è condotto dall’azienda specializzata in manufatti lignei Antica Maniera di Marco Santi, con l’alta supervisione della Soprintendenza di Siena, Arezzo e Grosseto nella persona della dottoressa Ilaria Pennati, mentre la direzione dei lavori è affidata a Michel Scipioni, direttore dell’ufficio Beni Culturali della Diocesi, con la collaborazione dell’ufficio Tecnico della diocesi, nella persona di Vincenzo Sica.
Il lavoro è sostenuto dalla sponsorizzazione della società Salvarat srl società benefit di Sansepolcro dietro l’interesse diretto del titolare Alessandro Salvi, il quale con il coinvolgimento dei membri della sua famiglia, è stato sempre attento e interessato al mantenimento dei beni storici della comunità di appartenenza.
I tre portoni d’ingresso del Duomo di Sansepolcro risalgono al primo quarto del XVI secolo, inseriti in tre portali facenti parte di un insieme della facciata della basilica di stile romanico-gotico, caratterizzata da un ampio rosone sopra il portale centrale a pseudo protiro e altri due portali minori corrispondenti alle due navate laterali. Nei portali laterali vengono collocati due portoni a due ante, in legno di noce con fodera in pioppo, ripartiti da una sequenza di cornici le quali suddividono le ante in quattro registri regolari nei quali, in alto trovano posizione due tondi intagliati a bassorilievo raffiguranti a sinistra lo stemma camaldolese e a destra lo stemma della famiglia Graziani alla quale appartiene l’ultimo abate dell’abbazia benedettina-camaldolese e il primo vescovo eletto dopo il riconoscimento di Vescovato della città di Borgo San Sepolcro, da parte del papa Leone X nel 1520.
Nel portale centrale invece viene collocato un portone a due ante con “bandiera” (ante centrali con due ante laterali processionali) in noce con fodera in pioppo. L’intero portone è suddiviso dall’intersecamento di cornici le quali vanno a formare sei registri, dove trovano collocazione degli elementi intagliati a basso e alto rilievo. La correlazione dei valori e dei simboli rappresentati nei pannelli permette una lettura iconografica che ci racconta la storia di Sansepolcro e il legame con la devozione religiosa, risalente alla sua nascita come centro abbaziale e al suo sviluppo e riconoscimento come vera città “Borgo” che la tradizione vuole come “Nuova Gerusalemme” dopo la caduta della Città Santa sotto l’armata di Saladino.
La struttura composita del manufatto trova scansioni verticali-orizzontali secondo ritmi geometrici che corrispondono a quelli comuni a molte opere lignarie del Quattrocento, mentre gli elementi intagliati a basso e altorilievo contengono e vengono modulati in funzione prospettica secondo la loro posizione.

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