Artigianato in caduta libera: l'Umbria perde 8.791 aziende

Quando una bottega chiude si un’attività economica ma anche un presidio di socialità
Allarme rosso per il mondo dell'artigianato in Umbria, dove nell’ultimo decennio si é verificata una perdita del 29,3 per cento. Nel 2025 se ne contano 21.203, contro i 29.994 del 2015: sono 8.791 in meno, un dato superato soltanto dalle Marche (-31,3 per cento) e seguito da Emilia-Romagna (-28,7) e Piemonte (-28,4). Questo é quanto emerge dall’analisi dell’Ufficio studi della Cgia di Mestre. Nell’ultimo anno l’Umbria ha perso altri 1.280 imprenditori artigiani, con un calo del 5,7 per cento. La riduzione degli imprenditori artigiani si traduce anche in una progressiva scomparsa delle botteghe, soprattutto nei centri urbani. La Cgia evidenzia come la concorrenza sempre più aggressiva, l’aumento dei costi e i cambiamenti nella domanda stiano mettendo sotto pressione le piccole attività. Quando una bottega chiude non viene meno soltanto un’attività economica ma anche un presidio di socialità, competenze e identità dei quartieri. Un altro elemento indicato dalla Cgia riguarda l’invecchiamento della popolazione artigiana e la difficoltà di attrarre giovani verso questi mestieri, in un contesto segnato anche dal calo demografico. Il rischio – rileva l’associazione – è che nei prossimi anni diventi sempre più difficile trovare figure professionali come idraulici, fabbri, elettricisti e serramentisti per gli interventi di riparazione e manutenzione.

Commenta per primo.