Umbertide, antenne 5G di via dei Patrioti: il Comune avvia l’annullamento della SCIA

Il comitato: "Un primo risultato importante, ora controlli e trasparenza"
Antenna di via dei Patrioti: dopo l’intervento del Comitato il Comune avvia nei confronti di Telecom Italia/Fibercop il procedimento per annullare la SCIA. Il Comune contesta l’installazione delle tre nuove antenne 5G e apre il procedimento in autotutela. Il Comitato: «Un primo risultato importante. Ora trasparenza, controlli e principio di precauzione»
La tempestiva iniziativa del Comitato per lo spostamento dell’antenna di via dei Patrioti ha prodotto un primo e importante risultato.
Dopo la nostra segnalazione sui lavori che abbiamo scoperto in corso il 19 agosto sulla stazione radio base di via dei Patrioti, il Comune di Umbertide ha avviato formalmente un procedimento per l’annullamento d’ufficio, in via di autotutela, della SCIA n. 313/2026, presentata il 25 giugno per l’adeguamento dell’impianto esistente mediante l’installazione di tre nuove antenne 5G.
È quanto risulta dalla comunicazione ufficiale del Comune, protocollata il 21 agosto 2026 e indirizzata a Telecom Italia Spa/Fibercop e, per conoscenza, ad ARPA Umbria.
Quando il 19 agosto abbiamo scoperto casualmente la presenza dei tecnici sull’impianto, ci era stato riferito sul posto che erano in corso interventi per l’ampliamento delle frequenze e l’installazione di apparati destinati al 5G. Abbiamo, pertanto, subito chiesto al Comune di chiarire che cosa stesse accadendo e sulla base di quali autorizzazioni. La fotografia scattata dal Comitato il pomeriggio dello stesso giorno documenta l’avvenuta installazione degli apparati sulla sommità del traliccio.
Oggi sappiamo qualcosa di molto importante: il Comune ha aperto un procedimento amministrativo diretto a mettere in discussione la stessa efficacia della SCIA sulla cui base è stato effettuato l’intervento.
Nella propria comunicazione il Comune rileva, infatti, che l’immobile sul quale sorge il traliccio è espressamente compreso tra quelli sui quali il vigente Regolamento edilizio comunale vieta l’installazione di impianti di telefonia cellulare.
Nella sua comunicazione ufficiale, l’Ingegner Lorenzo Antoniucci , responsabile del VII Settore , ricorda, inoltre, che la legittimità di questa disciplina comunale è già stata oggetto di contenzioso conclusosi favorevolmente per l’Amministrazione, prima davanti al TAR Umbria e successivamente davanti al Consiglio di Stato.
Particolarmente significativo è anche il richiamo alla più recente vicenda riguardante Vodafone, relativa all’installazione di tre nuove antenne sul medesimo traliccio di via dei Patrioti. Il Comune ricorda che il TAR Umbria, con sentenza n. 582/2025, ha respinto il ricorso proposto dalla società contro il precedente diniego comunale.
Pur rilevando che quella sentenza non è automaticamente applicabile al nuovo procedimento, il Comune sottolinea la sostanziale analogia degli interventi, riguardando entrambi l’installazione di nuove antenne sullo stesso sito.
Su queste basi l’Amministrazione ritiene che sussistano profili di illegittimità della SCIA per contrasto con l’articolo 74 del vigente Regolamento edilizio comunale e afferma l’esistenza di un interesse pubblico concreto e attuale alla rimozione dei relativi effetti, anche per garantire coerenza con quanto già deciso sul medesimo sito.
Si apre adesso una fase amministrativa precisa: Telecom/Fibercop potrà presentare memorie e documenti entro dieci giorni dal ricevimento della comunicazione; successivamente il Comune procederà all’adozione del provvedimento conclusivo sulla base degli elementi acquisiti.
È un primo risultato importante della mobilitazione dei cittadini, ma la vicenda non può considerarsi conclusa.
Gli apparati risultano infatti già materialmente installati. Occorrerà, pertanto, conoscere l’esito del procedimento e capire quali conseguenze concrete avrà l’eventuale annullamento della SCIA sulla nuova configurazione dell’impianto.
Continuiamo, inoltre, a chiedere che sia garantita la massima trasparenza sulla documentazione tecnica e amministrativa e che, qualora la nuova configurazione venga attivata o risulti già attiva, siano effettuate misurazioni reali dei livelli di campo elettromagnetico, con particolare attenzione alle abitazioni e ai luoghi stabilmente frequentati circostanti, rendendone pubblici i risultati.
La questione assume ancora maggiore rilevanza alla luce dell’innalzamento disposto a livello nazionale dei valori di attenzione e degli obiettivi di qualità per i campi elettromagnetici, passati dai precedenti 6 V/m a 15 V/m.
Il Comitato non intende affrontare il tema attraverso contrapposizioni semplicistiche fra tecnologia e progresso. Ritiene però che nessuna innovazione tecnologica possa essere considerata indipendentemente dalla tutela della salute e dell’ambiente.
Richiamiamo per questo il principio di precauzione, sancito dall’articolo 191 del Trattato sul funzionamento dell’Unione europea in materia ambientale, quale fondamentale criterio di prudenza da tenere presente quando le scelte tecnologiche possono incidere sull’ambiente di vita delle persone.
Resta, infine, intatta la questione che il Comitato pone da anni: la collocazione stessa di una stazione radio base di queste caratteristiche a ridosso delle abitazioni.
Per questo continueremo a sostenere la necessità della delocalizzazione dell’impianto in un sito maggiormente distante dalle residenze, dal vicino ospedale, dalle scuole.
La tempestiva reazione del Comune dimostra, intanto, una cosa importante: vigilare, chiedere informazioni e pretendere trasparenza serve.
Adesso seguiremo fino in fondo il procedimento aperto dall’Amministrazione, informando i cittadini sul suo esito e chiedendo che la tutela della salute, dell’ambiente e il principio di precauzione rimangano al centro di ogni decisione.

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