Foiano dice no al PEF di Sei Toscana

Il Sindaco Jacopo Franci: "Cittadini chiamati a pagare di più per un servizio ancora inadeguato"
Il Comune di Foiano della Chiana ha espresso voto contrario al Piano Economico Finanziario (PEF) 2027 di Sei Toscana nell’ultima assemblea dell’Autorità di Ambito Toscana Sud, l’ente che riunisce i Comuni delle province di Arezzo, Siena e Grosseto.
Una posizione che l’Amministrazione comunale ha già assunto in passato e che viene nuovamente confermata di fronte a quello che il Comune considera un incremento dei costi non adeguatamente giustificato dalla qualità del servizio offerto ai cittadini.
«Abbiamo ancora una volta votato contro il PEF di Sei Toscana – dichiara il Sindaco Jacopo Franci – perché riteniamo che gli aumenti richiesti ai Comuni, e quindi indirettamente ai cittadini, non siano giustificati da un servizio che è ancora molto lontano dall’essere soddisfacente».
«Sei Toscana e l’Autorità di Ambito Toscana Sud devono comprendere che non è possibile continuare semplicemente ad aumentare le tariffe ogni anno, poco o tanto che sia, senza un corrispondente miglioramento del servizio. Se si vuole continuare a puntare sulla raccolta differenziata porta a porta, è necessario garantire ai cittadini un servizio efficiente, puntuale e adeguato alle tariffe che vengono richieste».
Il Sindaco pone inoltre l’attenzione sul ruolo dei Comuni nella gestione del servizio e, in particolare, nella riscossione della tariffa.
«I Comuni non possono continuare a essere l’esattore di un servizio sul quale hanno sempre meno possibilità di incidere. Se i Comuni devono essere coinvolti, allora devono essere realmente ascoltati e avere un ruolo nelle scelte. Se invece le decisioni vengono assunte senza tenere conto delle esigenze dei territori e delle amministrazioni che quotidianamente si confrontano con i cittadini, allora bisogna avere il coraggio di ripensare completamente il sistema».
«A questo punto – conclude Franci – o i Comuni tornano a essere realmente protagonisti e vengono ascoltati, oppure bisogna valutare una diversa organizzazione del servizio, arrivando anche a internalizzare completamente le attività senza continuare a utilizzare i Comuni come semplice tramite per la riscossione delle tariffe. Non possiamo continuare a chiedere ai cittadini di pagare di più per un servizio che non percepiscono come adeguato».

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