Opinionisti Francesco Del Teglia

Un voto fra novità e tradizione in Valtiberina

La Sinistra, etichettandola partiticamente non ha più nessun sindaco di propria estrazione

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Facendo un’analisi del recente voto per quanto riguarda la Valtiberina, sia per le Europee che per le Amministrative, non mancano gli spunti di riflessione. Per quanto riguarda le Europee la valle bagnata dal Tevere, come del resto l’intera provincia aretina, si è scoperta improvvisamente leghista. Salvini ha stravinto ovunque, ad Anghiari e Sansepolcro, a Caprese e Monterchi, a Pieve e nei territori montani di Badia e Sestino. Successo annunciato certo, ma non nei numeri che si sono concretizzati, fra l’altro in una regione, la Toscana, che resta l’unica non in mano alla Lega dalle Alpi a Roma. E c’è anche da aggiungere un altro aspetto: alle nostre latitudini il Carroccio non è certo strutturato come in altre parti d’Italia. L’impressione è che se il partito di Salvini si organizza un minimo anche da noi e se continua il trend nazionale a lui favorevole, a livello locale ne potremo presto vedere delle belle. Questa la grande novità scaturita dalle urne. Per il resto il Pd si piazza – a distanza e con sudore – seconda forza, il M5S fatica come quasi ovunque, Forza Italia arranca ed è avvicinata da FDI (che ad Anghiari, Monterchi e Pieve prende pure più voti), la Sinistra cosiddetta radicale si riduce ormai alla stregua di riserva indiana. Erano Europee, certo, ma queste tendenze non sono da sottovalutare anche in altre ottiche. Per quanto riguarda le Amministrative, si votava in quattro comuni: Badia Tedalda, Monterchi, Pieve, Sestino. Qui ha vinto ovunque la tradizione. Riconfermati i sindaci di Monterchi e Badia (in questo ultimo caso senza avversari). A Pieve vince Marcelli che si presentava candidato a sindaco dopo essere stato assessore a lungo. Ma che in pratica si poneva in continuità con la lunga esperienza istituzionale di Albano Bragagni, di cui è stato da sempre fedele collaboratore. A Sestino vince la lista di Franco Dori che era l’unica in lizza per la fascia tricolore. Nei comuni l’elettorato ha premiato in tre casi su quattro la continuità delle precedenti esperienze amministrative e dunque, a differenza delle Europee, ha prevalso una scelta tradizionale. Da rimarcare il fatto che, per la prima volta nella tradizione repubblicana del voto su questa terra, la Sinistra, etichettandola partiticamente come più vi pare, non ha più nessun sindaco di propria estrazione. Un “sette su sette” al contrario che dovrebbe far meditare a fondo gli addetti ai lavori di quest’area politica in vista del futuro.

Redazione
© Riproduzione riservata
31/05/2019 14:50:28

Francesco Del Teglia

Giornalista pubblicista di lungo corso, è inviato fisso per Sansepolcro e la Valtiberina Toscana del quotidiano Corriere di Arezzo fin dalla sua nascita, nel 1985, ma vanta esperienze anche a livello televisivo e collaborazioni con periodici vari. Politica e sport i campi di particolare competenza professionale. È stato anche addetto stampa di vari enti.


Le opinioni espresse in questo articolo sono esclusivamente dell’autore e non coinvolgono in nessun modo la testata per cui collabora.


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